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Antenna 5G in via Montenero a Crespano del Grappa: i residenti espongono striscioni di protesta e monitorano il cantiere mentre il consigliere regionale Andrea Zanoni suggerisce alcune vie d’uscita per spostare l’impianto in altro loco
Pubblicato il 12 ago 2025
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Ritorno oggi ad occuparmi dell’antenna 5G di via Montenero a Crespano del Grappa, la cui costruzione, su suolo privato, è stata avviata lo scorso 1° agosto.
Lo faccio, innanzitutto, corroborato dal numero di letture (oltre 14.000 nel momento in cui sto scrivendo) del mio precedente articolo “Pieve del 5Grappa” che ha fornito il resoconto del pubblico incontro svoltosi il 7 agosto a Palazzo Reale a Crespano sul contestato impianto radio base per il potenziamento della rete delle connessioni.
Ma lo faccio anche perché questa vicenda rappresenta un caso emblematico - che oltrepassa i confini della Pedemontana del Grappa, assumendo un valore universale - di quello che accade quando un intervento di questo genere viene imposto “sulla testa” dei cittadini e i cittadini si organizzano per opporsi e tentare di rovesciare la situazione.
Lo striscione esposto da un residente
Faccio intanto un riassunto della puntata precedente, dando solo le informazioni essenziali sulla procedura che ha reso possibile l’autorizzazione alla costruzione dell’antenna 5G in via Montenero, in centro a Crespano, in una zona densamente abitata e sottoposta dalla Soprintendenza a vincolo paesaggistico.
L’operatore di infrastrutture per le telecomunicazioni Cellnex ha presentato una richiesta al Comune di Pieve del Grappa per l’installazione di una stazione radio base (SRB) in centro a Crespano, zona “scoperta” non per la telefonia mobile ma per la velocità di trasmissione dei dati.
Il Comune di Pieve del Grappa ha rilevato la non disponibilità di luoghi di proprietà pubblica (edifici e spazi comunali) rispondenti allo scopo.
La società di Tlc, come le consente la legge, si è quindi rivolta ai privati per poter installare l’antenna - sempre con conseguente pagamento di un canone di affitto - su una superficie di loro proprietà: richiesta alla quale un privato della zona di via Montenero ha dato il proprio assenso.
Ottenuto l’accordo con il privato, in data 29 gennaio 2025 Cellnex ne ha dato comunicazione al Comune, per le operazioni autorizzative di competenza dell’ente pubblico.
L’amministrazione comunale di Pieve del Grappa ha attivato la Conferenza dei Servizi per ottenere i pareri delle autorità competenti (Arpav, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e la società di servizi Contarina) che hanno dato tutte parere positivo.
Il 29 maggio 2025 il SUAP del Comune di Pieve del Grappa, “accertato il rispetto di tutte le regole”, ha pertanto concesso l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto e successivamente Cellnex ha indicato nel 1° agosto la data di inizio dei lavori.
Tutto questo è avvenuto senza che la popolazione interessata sia stata informata a tempo debito dall’amministrazione comunale.
Ma questo è un aspetto su cui mi sono già soffermato nel resoconto dell’assemblea del 7 agosto.
Fine della puntata precedente. Perché adesso c’è la nuova puntata.
Il gruppo di cittadini di via Montenero e dintorni, in procinto di costituirsi in Comitato e riunitosi ieri sera, “continuerà a chiedere con forza che la nuova antenna 5G sia spostata lontano dal centro abitato, per tutelare famiglie e bambini”.
È quanto riferisce a Bassanonet la portavoce del gruppo Silvia Chiarello.
“Per sensibilizzare la popolazione - continua -, abbiamo esposto striscioni e stiamo monitorando con attenzione il cantiere.”
Nella mail della referente del gruppo sono allegate alcune foto degli striscioni e dei lavori in corso, che pubblichiamo in parte in questo articolo, e viene inoltre data informazione di presunte “gravi irregolarità” nel cantiere che “sono già state segnalate alle autorità competenti”.
Conclude Silvia Chiarello:
“Continueremo a informare la comunità e a difendere il nostro diritto a un ambiente sano e sicuro.”
Dunque, come già osservato nel precedente articolo, nonostante l’evidenza - ribadita più volte in assemblea dal sindaco Annalisa Rampin e dl tecnico di Contarina ing. Luca Zanini - che l’intervento dell’impianto 5G sia autorizzato ed avviato, senza che il Comune abbia potuto in alcun modo opporsi all’iter di autorizzazione, il costituendo Comitato di via Montenero e dintorni non vuole mollare la presa.
Ed intende fare di tutto per ottenere il risultato della ri-localizzazione dell’impianto in un luogo lontano dal centro abitato e più adeguato.
Battaglia contro le antenne a vento? Mission: Impossible?
A sentire il consigliere regionale di AVS (Alleanza Verdi Sinistra) Andrea Zanoni, intervenuto all’incontro pubblico di giovedì scorso a Palazzo Reale, pare di no.
“La sindaca di Pieve del Grappa deve bloccare i lavori, aprire una trattativa con la compagnia telefonica e, se necessario, presentare ricorso al TAR. Lo hanno fatto altri sindaci con risultati vincenti. Lei rappresenta i cittadini e da quanto emerso nell’assemblea avrebbe l’appoggio di tutta la popolazione. Prima i cittadini di Crespano, poi gli interessi delle compagnie telefoniche.”
È quanto dichiara Zanoni in un comunicato stampa trasmesso in redazione, nel quale sottolinea che “l’antenna, alta 29 metri e collocata a circa 20 metri dalle abitazioni, è in fase di realizzazione da alcuni giorni, senza alcuna informazione preventiva ai cittadini” ed afferma che “è inaccettabile che un progetto così impattante venga tenuto nascosto”.
“Ricordo - è un altro passaggio del suo comunicato - che tutto nasce dalla Legge Gasparri, approvata il 29 aprile 2004, che ha dato mano libera alle compagnie telefoniche per l’installazione degli impianti, bypassando le amministrazioni locali.”
Poi Zanoni, vista la sua collocazione politica, ne approfitta per dire qualcosa di sinistra, riferendosi ancora alla Legge Gasparri:
“Una legge voluta dalla destra, che oggi trova continuità nel Governo Meloni, responsabile dell’innalzamento dei limiti elettromagnetici da 6 a 15 V/m con la Legge 214/2023, approvata il 30 dicembre 2023 ed entrata in vigore il 29 aprile 2024. Un regalo alle compagnie telefoniche, una disgrazia per i cittadini e i territori.”
Il consigliere regionale porta quindi “due esempi concreti che dimostrano come le amministrazioni locali possano intervenire”:
“Il primo, a Comano Terme (TN): il 31 ottobre 2024, il TAR ha accolto il ricorso del Comune e del Consorzio Termale contro una grandissima antenna da 29 mt. Soddisfatto dell’esito il sindaco ma attento a cercare una nuova collocazione per salvaguardare ambiente e paesaggio.”
“Il secondo, a Roncade (TV): il 1° agosto 2025, dopo una sentenza favorevole a Iliad, il Comune ha ottenuto lo spostamento dell’antenna in una zona compatibile con il piano antenne, evitando ulteriori contenziosi. L’azienda ha rinunciato al sito originario e ha accettato di versare un canone al Comune.”
“Se lo hanno fatto Comano Terme e Roncade, lo può fare anche Pieve del Grappa, che conta 6.632 abitanti, più del doppio di quelli di Comano Terme - puntualizza Zanoni -. La sindaca non ha risposto su chi pagherà il deprezzamento delle case causato dall’antenna. È ora di mettere al centro la salute, la trasparenza e il diritto dei cittadini a decidere sul proprio territorio.”
In attesa di ulteriori sviluppi, che a quanto sembra non mancheranno, segnalo in conclusione la scritta di uno striscione di protesta, che vedete anche nella foto, esposto da un residente di via Montenero.
Il quale si preoccupa, a suo modo, per il temuto impatto sulla salute dell'impianto radio base e per il futuro di questo angolo del territorio:
“No al 5G anca se son vecio”.
Semplicemente strepitoso.
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