Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 19-08-2015 23:44
in Attualità | Visto 2.439 volte
 

SPV, svincolo per Bruxelles

La Commissione Europea, tramite il Piano Juncker, sblocca 2 miliardi per la Superstrada Pedemontana Veneta e la terza corsia della Venezia-Trieste. Si tratta di fondi a garanzia dei finanziamenti delle banche al concessionario

SPV, svincolo per Bruxelles

Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker (fonte immagine: agenceinfolibre.fr)

La Superstrada Pedemontana s'ha da fare. Anzi - visto che i lavori del tratto vicentino e bassanese sono ampiamente in corso -, s'ha da continuare.
Garantisce il Piano Juncker: il maxi intervento della Commissione Europea, che prende il nome dal suo presidente, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, e che si pone l'obiettivo di rilanciare la crescita e l'occupazione in Europa.
A Bruxelles è stato creato allo scopo il FEIS, acronimo di Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. Non si tratta di un grande bancomat da cui attingere per finanziamenti diretti, bensì di uno strumento che si pone a garanzia dei finanziamenti concessi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI). In altre parole: BEI e FEI finanziano le opere e il Fondo del Piano Juncker, con le somme messe a garanzia, ne assume in parte il rischio.
La capacità di rischio rafforzata che il FEIS garantirà alla BEI consentirà alla Banca Europea per gli Investimenti di investire in progetti con un profilo di rischio più elevato del consueto. Come si legge su borsaitaliana.it, l'idea di partenza è che “l'impulso iniziale fornito dal Fondo riuscirà a mobilizzare la liquidità presente nel sistema finanziario e attualmente non utilizzata per investimenti a causa della mancanza di fiducia”.
Perché ne parliamo? Perché tra le opere che la Commissione Europea ha ritenuto finanziabili - nella prima “tranche” di suddivisione della grande torta del Piano Juncker - c'è proprio la Superstrada Pedemontana Veneta.
Come riferito per primo dal Sole24Ore e rilanciato in seconda battuta dal Gazzettino, il Piano garantirà infatti due miliardi di euro entro il 2015, in forma di garanzia alle banche tramite la BEI, per finanziare due progetti infrastrutturali nel Nordest: la SPV appunto e la terza corsia dell'autostrada A4 Venezia-Trieste di Autovie Venete.
La Pedemontana sarebbe destinataria della fetta più grossa del finanziamento di garanzia: 1,3 miliardi, come proposto dal governo italiano in sede di presentazione dei progetti da finanziare. 600 milioni sarebbero stati invece stanziati per garantire gli investimenti per l'ampliamento della A4 Venezia-Trieste. I restanti 100 milioni sono stati infine destinati a copertura di prestiti alle piccole e medie imprese.
La SPV - una delle tante gemmazioni del project financing alla veneta - esce “vincitrice” da una vera e propria corsa ad eliminazione: ancora nel dicembre dell'anno scorso il governo italiano (analogamente agli altri Paesi europei) aveva presentato all'Unione Europea la lista dei progetti “con caratteristiche di finanziabilità e di sostenibilità economica” da sottoporre alla selezione degli eurofinanziatori. 42 in tutto i progetti presentati dall'Italia, di cui ben sette riguardanti il Nordest: il corridoio Milano-Venezia dell'Alta Velocità, il raddoppio della ferrovia del Brennero fino a Verona, la terza corsia della A4 fino a Trieste, il Porto Offshore di Venezia, il collegamento ferroviario per l'aeroporto Marco Polo di Venezia, la nuova autostrada Orte-Mestre e la Superstrada Pedemontana Veneta. Anzi: “persino la Superstrada Pedemontana Veneta”, come scriveva all'epoca un quotidiano regionale.
L'elenco si è via via assottigliato e la SPV - data in partenza come outsider - alla fine è stata prescelta dalla apposita task force istituita dalla Commissione Europea e dalla BEI per selezionare i progetti finanziabili ritenuti prioritari.
In questo modo viene garantita la cosiddetta “bancabilità” alla società concessionaria. Con l'intervento della Commissione Europea il “closing finanziario” della Pedemontana (garanzia bancaria di copertura dei costi che spettano al concessionario), ad oggi non ancora raggiunto, potrebbe arrivare finalmente al traguardo.