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Pista danzante
“Cycling Dance”: la Ciclopista del Brenta si trasformerà in un teatro di danza. Spettatori in bici da Bassano a Borgo Valsugana, grazie a Operaestate con ArteSella e Apt Valsugana. E il Trentino “chiama” Bassano per ulteriori collaborazioni
Pubblicato il 19 ago 2014
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E' vero: in Trentino la chiamano Ciclabile della Valsugana mentre per noi, nel Veneto, è la Ciclopista del Brenta. Sul suo nome o marchio definitivo non ci siamo ancora messi d'accordo, ma si tratta comunque della stessa bellissima ciclovia che dai laghi di Levico e Caldonazzo fiancheggia il corso del Brenta nella Valsugana trentina per sconfinare negli ultimi chilometri in provincia di Vicenza raggiungendo - e lì attualmente fermandosi - località Piovega di Sotto in Comune di Enego, meglio nota urbi et orbi come “Cornale”.
Per gli operatori turistici locali della vicina Provincia Autonoma è un piccolo Eldorado: 260mila passaggi all'anno, un indotto annuale di circa 4 milioni e un tessuto economico che proprio grazie allo sviluppo esponenziale del turismo a due ruote trova nuovi sbocchi. A Borgo Valsugana, ad esempio, proprio grazie al richiamo di quella che ormai è una vera e propria attrazione per gli escursionisti e i villeggianti ecologici sono nate nuove aziende nel settore del ciclismo e del cicloturismo. Parola di Enrico Galvan, assessore al Turismo, Attività Culturali e Commercio del Comune trentino, il quale conferma che “la ciclabile ha creato economia”.
Una emergente slot machine del turismo sostenibile che ormai, in Europa, è una realtà conosciuta e assai apprezzata, collocandosi addirittura tra le top four, ovvero tra le migliori quattro classificate, al concorso europeo “Pista ciclabile dell'anno” tenutosi lo scorso febbraio ad Amsterdam, e sfiorando il primo posto per pochi voti. A riferirlo è Patrizio Andreatta, funzionario dell'area marketing dell'Azienda per il Turismo della Valsugana, che rileva come la promozione turistica della zona non possa fare a meno del suo ridente serpente pedalabile: “La Ciclabile è un punto di riferimento che noi andiamo a comunicare al turista.”
Uno dei tanti pittoreschi tratti della Ciclopista del Brenta ovvero Ciclabile della Valsugana (foto: Apt Valsugana)
Parole che alle orecchie del “bike-albergatore” e presidente degli Albergatori bassanesi Roberto Astuni - copromotore del tavolo di marketing territoriale “Territori del Brenta” e assoluto sostenitore del completamento della Ciclopista fino a Bassano del Grappa -, alla conferenza stampa convocata in municipio a Bassano, avranno probabilmente provocato una doppia reazione: di soddisfazione e di stizza. Di soddisfazione per l'ennesima attestazione del ruolo della Ciclopista quale volano per generare nuova e stabile economia turistica nel territorio; di stizza per la constatazione di come, rispetto ai confinanti cugini trentini, qui nel Veneto siamo ancora lontanamente indietro. “Loro in Trentino parlano già di promozione - rimarca Astuni -, noi qui non possiamo parlare di promozione per qualcosa che non esiste.”
Otto luoghi in cinquanta chilometri
In attesa che la politica veneta e le istituzioni locali trovino il modo di realizzare finalmente il tratto finale della “Ciclopista Sud” da Piovega di Sotto alla città del Grappa (“Ci daremo da fare”, promette l'assessore bassanese alla Promozione del territorio e alla Cultura Giovanna Ciccotti), è la cultura a gettare un concreto ponte di collaborazione tra Veneto e Trentino proprio lungo la direttrice della Ciclabile già esistente e di quella che verrà.
E si tratta - ovviamente in senso positivo - di una pazza idea: quella di trasformare per un giorno la Ciclopista in un teatro a cielo aperto itinerante, con uno spettacolo di “danza di durata”, e cioè danza non-stop dalle 11 alle 17, riservato a un pubblico di spettatori in bicicletta che spostandosi da un punto all'altro dell'itinerario potranno assistere a otto performance di danza contemporanea, eseguite senza sosta e con continue variazioni da 10 coreografi e oltre 60 danzatori in otto luoghi deputati lungo i 50 chilometri della ciclovia da Bassano del Grappa a Borgo Valsugana.
E' l'originale proposta di “Cycling Dance”, evento conclusivo del cartellone di Operaestate Festival Veneto in programma domenica 7 settembre 2014, ideato e realizzato da Operaestate in collaborazione col museo open air ArteSella di Borgo Valsugana, con Apt Valsugana e con Trentino Sviluppo.
Una giornata particolare sorta in origine dall'incontro ravvicinato tra il Festival delle “città palcoscenico” e ArteSella e mossa dall'esigenza, come sottolineano i promotori, “di valorizzare il territorio della pista ciclabile e riflettere sul paesaggio con occhi nuovi, inserendo in un palcoscenico naturale già meraviglioso una serie di eventi sorprendenti e innovativi”.
E così, pedalata dopo pedalata, il pubblico semovente sarà coinvolto in un inedito “Tour de Dance” che vedrà vicinissimi danzatori e spettatori nella creazione di un percorso artistico-culturale-ambientale irripetibile, nelle diverse postazioni dell'evento diffuso: la Chiesa di S.Croce a Campese (con le coreografie di Silvia Gribaudi e Selenia Mocellin); i terrazzamenti alle Grotte di Oliero (Giovanna Garzotto e Arearea); la spiaggia della centrale idroelettrica a Valstagna (Michela Negro); l'area ponte di ferro a Collicello (Giulia Vidale e Giulia Albiero); la calchera di Boro a Grigno (Lift e Chiara Frigo); la fonte-grotta della Bigonda tra Grigno e Ospedaletto (Lucy Briaschi e Tiziana Bolfe); il ponte di Mesole (Barbara Todesco e Camilla Monga) e il cavalcavia di Borgo Valsugana (Giorgia Nardin, Tommaso Monza e Marco D'Agostin).
Ciascuna performance, a sua volta, sarà interpretata anche con i coreografi e danzatori degli altri progetti di Operaestate NolimitaC-tions, Lift, MiniLift, Dance and Health, e “coi dettagli tutti da scoprire lungo la via”.
Per chi proverrà da Bassano, il punto di partenza è fissato al Bike Hotel “Alla Corte” a Sant'Eusebio. “Non potevamo non esserci - afferma all'incontro stampa di presentazione il titolare Roberto Astuni -. Metteremo a disposizione la nostra nuova Bike Clinic che inaugureremo a giorni con strutture per gonfiaggio gomme, lavaggio bici e un banco attrezzi per piccole riparazioni. Ci saranno a disposizione anche 20 biciclette a noleggio gratuito, e altrettante a noleggio a prezzo di super occasione.”
Degno di nota, nel programma generale della manifestazione, lo “spettacolo nello spettacolo”all'ingressodelle Grotte di Oliero, dove dalle 16 la Compagnia Arearea presenterà un lavoro appositamente dedicato al Centenario della Grande Guerra.
La giornata di Operaestate vivrà inoltre una successiva appendice dal 12 al 14 settembre ad ArteSella, luogo di “incontri internazionali di Arte e Natura” in Val di Sella a Borgo Valsugana, con lo spettacolo inedito “The disappearing show” affidato al coreografo israeliano Itamar Serussi, già protagonista del Festival bassanese nel 2012 con una sua creazione alle Bolle Nardini.
E il Trentino “chiama” Bassano
Molto interessante, all'incontro in municipio, è la partecipazione dei rappresentanti trentini che spesso, con la loro Provincia Autonoma e la loro Regione a Statuto Speciale e con le questioni di interesse e talvolta di contrasto in comune (Nuova Valsugana, Valdastico Nord, Ferrovia, la stessa Ciclopista ecc.) tendiamo a considerare quasi dei marziani. E invece, soprattutto i trentini della Valsugana, sono molto più vicini alla nostra lunghezza d'onda di quanto non si pensi. Con dichiarate “aperture”, proprio a seguito dell'iniziativa di Operaestate, all'ulteriore collaborazione con la città di Bassano.
“E' l'occasione - dichiara l'assessore di Borgo Valsugana Enrico Galvan - per creare un rapporto istituzionale fra due realtà molto simili che vivono il paesaggio, il fiume e la Ciclabile allo stesso modo, con un motore di progetti come questo e altre attività per creare economia culturale e turistica con collaborazioni future.”
“ArteSella è nata come una provocazione di progetti condivisi tra Veneto e Trentino e il cordone ombelicale del turismo in Valsugana è la pista ciclabile - afferma il fondatore e direttore artistico di ArteSella Emanuele Montibeller -. La collaborazione con Operaestate ha portato a due interventi, da noi in Trentino è molto più difficile trovare questa sinergia tra partner. E' un progetto che ha le radici molto antiche dei rapporti tra Veneto e Trentino che vanno ripresi e intensificati.”
“Il connubio sport-cultura-turismo è da portare avanti - sostiene Patrizio Andreatta di Apt Valsugana -. Operaestate e ArteSella sono due colonne portanti della cultura in Veneto e in Trentino e la Ciclabile della Valsugana è la colonna portante del nostro turismo. Puntiamo molto sul cicloturismo e abbiamo sviluppato molti progetti assieme anche agli operatori veneti che collaborano con noi.”
Rosa Scapin, direttore generale di Operaestate Festival, sottolinea il significato di “Cycling Dance” lungo la Ciclopista con un accenno anche all'attualità della questione: “Operaestate fonda il suo programma sulla valorizzazione dei luoghi e sulla promozione dei linguaggi e dei segni contemporanei nella tradizione, nei monumenti, nella natura. Questo progetto esalta questi incroci alla massima potenza. Quando abbiamo fatto il sopralluogo sul percorso della ciclabile è stato però un grande dispiacere fare il tratto veneto in macchina.”
Chi ha orecchie per intendere, intenda. Comunque sia, quella del 7 settembre sarà una giornata aperta a tutti “per un tragitto assolutamente libero, nei tempi e modi di ciascuno”. I meno allenati, cioè, potranno assistere alle varie “stazioni” dello spettacolo nel raggio chilometrico alla loro portata mentre i bikers più esperti potranno spaziare da Bassano a Borgo, o viceversa, per gustarsi il programma intero. Ce ne sarà per tutti, e soprattutto senza fretta: “La danza di durata - chiosa il direttore del settore Danza di Operaestate Roberto Casarotto - ci permette di esporre la danza come un'opera d'arte.”
L'iniziativa del Festival, connessa agli interessanti segnali di fumo dei vicini trentini, trova intanto il plauso incondizionato per il Comune di Bassano dell'assessore alla Cultura Giovanna Ciccotti (“La valorizzazione della nostra pista ciclabile credo tocchi il culmine con questo progetto”), dell'assessore allo Sport Oscar Mazzocchin (“Ci teniamo particolarmente a questo tema”) e del consigliere comunale delegato alla mobilità ciclabile Renzo Masolo (“Uso sempre due parole per parlare di mobilità ciclabile: creatività e ottimismo. E creatività e ottimismo caratterizzano questo progetto”).
Insomma: a parlare di qualsiasi cosa che valorizzi la cultura della bicicletta, l'Amministrazione bassanese s'illumina d'immenso. E l'assessore Ciccotti si spinge persino arditamente a dichiarare che “i ciclisti sono coloro che utilizzano un mezzo che non violenta la natura” e quindi che al progetto di Operaestate “sono invitati anche i non ciclisti, che impareranno così ad amare la natura”.
Noi non siamo dell'avviso che l'amore per la natura e il rispetto per l'ambiente dipendano automaticamente dalla propensione o meno a spostarsi sui pedali.
Ma tant'é: e - comunque sia - viva la Ciclabile del Brenta (o della Valsugana, a seconda del caso), effettiva in Trentino e ancora presunta in Veneto, che per una volta tanto, anche se per un solo giorno, sarà trasformata in una pista danzante unica al mondo.
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