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Diamo i numeri
Se la matematica è un’opinione. In consiglio regionale Camani (PD) e Zanoni (AVS) lanciano un nuovo affondo sul buco dei conti della SPV. Mentre Zaia esulta: “Giugno e luglio da record, trend di traffico in crescita per un’opera che funziona”
Pubblicato il 14 ago 2025
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Oooh, benon: la politica dà i numeri.
In realtà lo fa da sempre, in questo nostro Bel Paese dove le cronache della politica, in primis nazionale, spesso oltrepassano i confini della realtà.
Solo che questa volta si tratta di numeri reali: cifre e dati sull’andamento economico e di traffico della nostra carissima (sia in senso affettivo che nel senso più concreto delle tariffe dei pedaggi) Superstrada Pedemontana Veneta.
L’imbocco est della galleria di Malo della SPV (archivio Bassanonet)
Ne emergono due realtà parallele, che come le rette parallele non si incontrano mai e all’infinito, come mi hanno insegnato secoli fa al Liceo Scientifico.
Da una parte i consiglieri regionali di minoranza che lanciano un nuovo affondo sul buco dei conti della superstrada a pedaggio, dall’altra il governatore Luca Zaia che esulta per i “giugno e luglio da record” registrati dai transiti sulla SPV, a riprova di un “trend in crescita per un’opera che funziona”.
Da qui il nuovo assunto che rovescia una certezza fino ad oggi indiscutibile: la matematica è un’opinione.
Avviso ai naviganti: questo articolo è lungo perché è un insieme di più interventi, ma l’ho diviso in quattro capitoli per dare respiro al testo e per consentirvi anche, viste le temperature ferragostane di questi giorni, di sorseggiare una meritata bibita fresca tra un capitolo e l’altro.
Capitolo 1. Qui Vanessa Camani (PD)
“Pedemontana Veneta, dai dati ottenuti con richiesta di accesso agli atti, anche a giugno gli incassi da pedaggio risultano insufficienti. Di questo passo sarà necessario un ulteriore accantonamento”.
È il titolo di un comunicato stampa trasmesso in redazione da Vanessa Camani, capogruppo del PD in consiglio regionale.
“Malgrado le promesse ottimistiche della Giunta regionale, per la Strada Pedemontana Veneta anche il mese di giugno si chiude in modo insoddisfacente - afferma l’esponente Dem -. Dai dati ottenuti attraverso una mia richiesta di accesso agli atti, emerge infatti che gli incassi da pedaggio di questo mese, pari a 12.204.642,47 euro, sono stati infatti di molto inferiori al valore soglia che servirebbe per coprire l’esborso regionale.”
“Tenuto conto che il canone previsto per il 2025 è di 200.717.591 euro e che la Giunta ha già accantonato 51.877.591 euro per far fronte alle perdite previste per il solo anno in corso, sarebbe necessario incassare tra luglio e dicembre 80.920.738 euro, ovvero una media mensile di 13.486.789 euro, per raggiungere l'obiettivo della copertura - spiega la capogruppo -. Un obiettivo a dir poco complicato, visto che nei primi sei mesi del 2025 gli introiti sono stati pari a 67.919.261 euro, con una media mensile di 11.319.876 euro.”
“Le scontistiche introdotte da marzo non hanno contribuito a migliorare la situazione - chiarisce la consigliera regionale -. Anzi, stando a questo trend, con una crescita di incassi tra maggio e giugno di appena l'1,7%, la voragine è destinata a peggiorare. E quanto già messo da parte a bilancio non sarà sufficiente. Di questo passo, entro l’anno andranno accantonati ancora altri milioni di euro.”
“È incredibile che su questa partita non ci sia una parola chiara e trasparente da parte del presidente Zaia e dell'assessore alle Infrastrutture, De Berti, responsabili di un potenziale buco di bilancio che ben rappresenta la superficialità con cui viene trattato il Veneto - accusa Vanessa Camani -. I bisogni delle persone sono in crescita e necessiterebbero di maggiori investimenti. Invece, ci tocca sprecare decine di milioni di euro l'anno per pagare i debiti accumulati dalla Pedemontana.”
Capitolo 2. Qui Andrea Zanoni (AVS)
“La Pedemontana divora i fondi: 50 Comuni esclusi dai progetti di sicurezza”.
Questo è invece il titolo di un comunicato stampa trasmesso in redazione dal consigliere regionale Andrea Zanoni (AVS - Alleanza Verdi Sinistra): un clamoroso e lunghissimo malloppo di dati e di numeri che cercherò di sintetizzare.
“Il buco della Superstrada Pedemontana Veneta cancella i progetti di sicurezza stradale di ben 50 comuni della Marca - denuncia Zanoni -. Solo 8 comuni trevigiani sui 58 partecipanti al bando regionale sulla sicurezza stradale, pari ad appena il 13,7%, otterranno i fondi richiesti. È quanto emerge dalla delibera regionale n. 646 dell’11 giugno 2025 e dalla successiva manovra di assestamento di bilancio approvata dal Consiglio regionale il 30 luglio scorso.”
Gli 8 progetti ammessi su 58 per gli interventi sulla sicurezza stradale riguardano altrettanti Comuni del Trevigiano tra cui, per restare nelle nostre vicinanze, San Zenone degli Ezzelini, per un totale di 3.201.250 euro di investimento.
“Per finanziare tutti i progetti presentati servirebbero 20.412.975 euro, mancano quindi 17.211.725 euro”, dichiara Zanoni che quindi elenca (e ve li risparmio) gli altri 50 Comuni della Marca che “nonostante il loro progetto abbia soddisfatto tutti i requisiti del bando regionale, resteranno esclusi dai finanziamenti”.
“È evidente - denuncia il consigliere regionale di AVS - che i fondi a bilancio per la mobilità e le infrastrutture vanno tutti in direzione della Superstrada Pedemontana Veneta, opera che, oltre ad aver sacrificato la SFMR, la metropolitana di superficie, ora risulta come una condanna per la sicurezza stradale dei veneti e, in particolare, dei trevigiani.”
“Nel bilancio regionale approvato a dicembre 2024, per il 2025 è previsto un canone annuo di 200.717.591 euro per la SPV, a fronte di entrate stimate in 148.840.000 euro, con un buco di 51.877.591 euro - continua -. E questo nonostante l’operazione di sconto del 60% sui pedaggi. Le entrate effettive, secondo gli ultimi dati ottenuti tramite accessi agli atti, sono state: 11.580.817 euro ad aprile, 12.008.069 a maggio, 12.204.642 a giugno, con una media mensile di 11,93 milioni, che su base annua garantirebbe solo 143 milioni di euro.”
Rispetto a quanto già evidenziato dalla Camani, i conti tornano.
“Se ora il canone è di circa 200 milioni l’anno, verso la fine della concessione salirà fino a 450 milioni, con una media annua di 300 milioni per 39 anni - incalza Zanoni -. Una voragine che potrebbe superare i 5 miliardi, bloccando le opere di sicurezza stradale tanto necessarie ai nostri centri abitati.”
Siamo appena a metà comunicato stampa dell’esponente di AVS, ma penso che riguardo al suo messaggio politico possa bastare.
Capitolo 3. Qui Luca Zaia
L’altra faccia della Superstrada è invece quella presentata, come sempre del resto, dal governatore Luca Zaia.
Basta già il titolo del suo comunicato stampa ricevuto oggi in redazione:
“Pedemontana Veneta, giugno e luglio da record. Superati gli 84 mila veicoli al giorno. Trend in crescita per un’opera che funziona”.
“Giugno e luglio 2025 hanno segnato due mesi consecutivi da record per la Superstrada Pedemontana Veneta, confermando il trend di crescita costante dell’infrastruttura - comunica infatti il presidente della Regione -. Analizzando i dati di traffico con l’indice più tecnico, il TGM Traffico Medio Giornaliero, possiamo osservare come il valore del TGM ha registrato 2.885 veicoli/giorno a giugno, saliti ai 23.628 di luglio, con una crescita mensile del +3,2% e un incremento del +9,4% rispetto a maggio 2025.”
“È il terzo mese consecutivo in cui viene superato il record assoluto di traffico - spiega Zaia -. A giugno abbiamo registrato il picco storico per la Pedemontana di 84.449 transiti di veicoli in un solo giorno (venerdì 20), mentre a luglio, in più giornate, si sono superati gli 80.000 accessi, con conferme importanti anche nei fine settimana. Un dato che fotografa l’efficacia di un’infrastruttura moderna, veloce, sicura e realmente utile al territorio. Seguiamo questo trend con soddisfazione, consapevoli di dare risposte concrete a tanti utenti: la Pedemontana cresce, mese dopo mese.”
Nel dettaglio - come informa il comunicato della Regione -, a giugno i veicoli leggeri hanno totalizzato un TGM di 16.537 veicoli/giorno (+7,3% su maggio), saliti a 16.849 a luglio (+1,9% su giugno), valori mai raggiunti dalla messa in esercizio. Anche i veicoli pesanti hanno segnato nuovi massimi: 6.348 veicoli/giorno a giugno (record da ottobre 2024), cresciuti a 6.779 a luglio (+6,8%). Il trend positivo trova conferma anche negli introiti: il 20 giugno, giorno del record assoluto, sono stati incassati 525.300 euro, con oltre il 40% dai mezzi pesanti.
“Solo nei primi sette mesi del 2025 l’aumento è stato del 20% - rimarca il governatore -, passando da 19.697 veicoli/giorno a febbraio agli attuali 23.628. In due anni il traffico medio giornaliero è cresciuto del +141%, da 8.944 veicoli/giorno del gennaio 2023 agli oltre 21.600 di maggio 2025.”
La Pedemontana Veneta “contribuisce inoltre ad alleggerire il traffico dell’autostrada A4, una delle arterie più congestionate d’Italia”.
“Senza la SPV, oltre 70.000 veicoli al giorno si riverserebbero sulla A4, con gravi criticità per viabilità e sicurezza - conclude Zaia -. Porta sviluppo a un territorio prima difficilmente raggiungibile, con la viabilità ordinaria. Toglie i camion dalle strade che attraversano i centri abitati. Oggi cittadini e imprese dispongono di un’alternativa affidabile per collegamenti Est-Ovest rapidi, sicuri e fluidi.”
Capitolo 4. Qui Bassanonet
Sarò brevissimo, lo giuro. Se siete arrivati fino a qui, meritate clemenza.
I numeri forniti dai due consiglieri di opposizione e quelli sciorinati dal governatore più Pedemontano d’Italia sono davvero due rette parallele che non si incontreranno mai, proseguendo all’infinito.
Zaia - numeri oggettivi alla mano - sottolinea il trend di crescita costante del traffico sulla Superstrada Pedemontana Veneta.
Ma evita di toccare l’argomento tabù, o se preferite l’argomento da gufi usando un termine a lui caro, del rapporto tra gli introiti che ne conseguono e l’esborso annuale che la Regione Veneto è tenuta a pagare al concessionario privato della SPV, prevedendo degli accantonamenti in bilancio a copertura di quello che la Pedemontana non riesce a coprire.
E più aumentano i dati sul “grande successo” dell’infrastruttura a pedaggio, più aumenta in realtà la confusione sulla sostenibilità a medio e lungo termine della sua gestione.
Che dire, in conclusione?
Dal casello autostradale al casino autostradale, il passo è breve.
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