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In ballo contro il Parkinson
Al Museo Civico di Bassano un progetto innovativo che coinvolge danzatori e malati di Parkinson, dopo la sperimentazione al reparto di Neurologia del San Bassiano che ha avuto per protagonisti 13 pazienti affetti dal morbo
Pubblicato il 13 nov 2013
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E’ un progetto ambizioso, quello messo in campo dal CSC Casa della Danza di Bassano del Grappa che, insieme all’Azienda Socio Sanitaria Ulss n.3, al CPV di Vicenza con il sostegno della Regione Veneto/ Fondo Sociale Europeo, promuove un percorso di formazione per danzatori. L’obiettivo è quello di prepararli a gestire laboratori e lezioni di danza rivolti ai malati di Parkinson.
A condurre il percorso formativo sono Mark Vlemmix (Olanda) e Andrew Greenwood (Gran Bretagna), che portano in Italia l’esperienza maturata dal progetto olandese “Dance for Health & Parkinson” (www.danceforhealth.hl) che negli ultimi anni ha sviluppato incoraggianti studi in materia e introdotto esperienze innovative che hanno identificato benefici e miglioramenti nella malattia del Parkinson, collegati alla pratica artistica della danza contemporanea. Insieme a loro Eirini Kreza, e l'artista visivo Rosan Chimnoe.
Il progetto - presentato in una conferenza stampa con “dimostrazione pratica” nella sala dapontiana del Museo Civico di Bassano - nasce da un'iniziativa pilota di ricerca svoltasi proprio a Bassano nel maggio di quest’anno, al CSC Garage Nardini, in collaborazione con il centro Dance for Health and Parkinson di Rotterdam e il Nederlandse Dansdagen di Maastricht: 13 pazienti affetti dal morbo di Parkinson, alcuni membri del reparto di Neurologia dell’Azienda sanitaria bassanese diretto dal dottor Alessandro Burlina, danzatori professionisti e insegnanti di danza hanno sperimentato con successo l'approccio e la metodologia sviluppata dal centro olandese. Da parte di tutti, e dei pazienti in particolar modo, è stata avanzata la richiesta e la necessità di dare continuità all'iniziativa, attivando un percorso di formazione rivolto a danzatori e professionisti della danza che possano acquisire il metodo del centro olandese e continuare la pratica a beneficio dei malati di Parkinson del nostro territorio.
Un insolito momento "dimostrativo" alla conferenza stampa di presentazione del progetto al Museo Civico (foto: Alessandro Tich)
E’ stato dunque presentato il progetto di formazione, in risposta a un Bando di Mobilità Transnazionale e Interregionale Professionalizzante della Regione Veneto sul Por 20072013 Fondo Sociale Europeo, in partnership con il CPV Centro di Produttività Veneto. I destinatari del percorso di formazione sono 11 persone occupate nell'area della danza contemporanea. Attraverso visite di apprendimento transnazionali volte a creare figure professionali in grado di condurre percorsi pratici e teorici, il progetto offre un'occasione unica e qualificante di apprendimento diretto e di scambio di conoscenze e pratiche mettendo in dialogo le realtà più esperte olandesi con quelle venete. Ecco allora che dopo questo primo periodo di formazione bassanese, i partecipanti seguiranno 4 settimane intensive di ricerca e formazione a Maastricht in collaborazione con il centro Nederlandse Dansdagen e a Rotterdam in collaborazione con il centro Dance for Health & Parkinson.
L'approccio metodologico prevede la formulazione di percorsi di attività in cui danzatori e malati, medici e personale specializzato, investigano l'impatto che la pratica regolare della danza può avere sul sistema neurologico, sulle prestazioni fisiche e sullo sviluppo della malattia.
L'ambito della ricerca è poco noto in Italia, ma ben esplorato in Olanda e altri paesi, dove metodologie innovative stanno dando risultati sorprendenti, frutto di un dialogo tra qualificate personalità delle arti performative e illustri ricercatori noti in ambito neurologico e scientifico a livello internazionale.
Non si parla di danzaterapia, ma di un vero e proprio approccio artistico che consenta di sviluppare la creatività (creatività è l'opposto di inattività), stimolando l'attività mentale e fisica e l'interazione tra le due. Allo stesso tempo ai pazienti vengono proposti degli strumenti che consentano loro di vivere un’esperienza di apprendimento, imparando a muoversi anche con eventuali limitate capacità motorie e a riscoprire la gioia di poter ricreare nel quotidiano gli insegnamenti appresi durante le sessioni di danza. Con l’obiettivo di una migliore qualità di vita, migliorando il senso del ritmo, dell’equilibrio e del movimento. Senza sottovalutare l’esperienza positiva nello sviluppo di relazioni interpersonali, combattendo l’isolamento che spesso chi è affetto da questo tipo di malattia tende a sviluppare. Con questo tipo di percorso infatti, l'interazione è implicita, è fisica prima che verbale e dunque fondamentale nell’avvicinare tutti i partecipanti al programma.
Informazioni Ufficio Operaestate tel. 0424 519804.
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