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Marco PoloMarco Polo
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Calcio

Pari e patta

I giallorossi strappano un pareggio un po’ così sul campo del Pordenone. Diop segna un gran gol, Formiconi pareggia sugli sviluppi di una punizione.

Pubblicato il 27-01-2018
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PORDENONE - BASSANO 1-1

Pordenone Calcio (4-3-1-2): Perilli 6; Formiconi 7, Stefani 6, Bassoli 6,5, Nunzella 5,5 (39‘ st De Agostini sv) ; Misuraca 6,5, Burrai 6,5, Zammarini 5,5 (19’ st Silvestro 5); Bombagi 6,5 (30’ st Cicirelli 5,5); Nocciolini 6; Magnaghi 5 (19’ st Gerardi 6).

Abu Diop firma il momentaneo 1 a 0 (foto Giorgio Zen)

A disp.: Meneghetti, Parodi, Ciurria. All. Colucci.

Bassano Virtus (4-3-2-1): Grandi 6,5; Andreoni 6, Pasini 7, Bizzotto 6,5, Karkalis 5,5 (1’ st Bortot 6); Salvi 5,5, Botta 5,5, Proia 6; Minesso 5,5 (28’ Zonta 6), Venitucci 6 (36’ st Gashi sv); Diop 6 (28’ st Fabbro 5,5).
A disp. Piras, Bonetto, Tronco, Popovic, Razzitti. All. Colella


ARBITRO: Scozza di Seregno
RETI: pt 30’ Diop (BV), 34’ pt Formiconi (PN)
NOTE: -
SPETTATORI: 1200
AMMONITI: Diop, Proia, Bizzotto
ESPULSI:
ANGOLI: 7-2
RECUPERO: pt 1’; st 3’

Pordenone. Paura di perdere? Paura di vincere? Giornata storta? Prudenza? Non sappiamo quale sia la risposta giusta o se abbiamo completamente sbagliato le opzioni. Fatto sta che al Bottecchia non si vede proprio una gran partita. Stringi stringi il Pordenone tiene di più il pallino del gioco ma il Soccer Team rischia quasi nulla e dispone delle occasioni migliori. Sono almeno due le opportunità mostruose non sfruttate che avrebbero fruttato quasi di sicuro i tre punti. In sala stampa Colella mastica amaro, ha l’aria di uno che non è soddisfatissimo della prestazione e che continua a ripensare ai gol sbagliati: “Siamo partiti contratti, i ragazzi sentivano davvero tanto questa partita e la tensione ci ha evidentemente frenato. Nella ripresa ci siamo sistemati meglio e siamo cresciuti. L’aver mosso la partita è comunque importante, dobbiamo proseguire nel nostro percorso di crescita”. Il punto al Bottecchia di per sé non è male, un punto con retrogusto amaro è comunque sinonimo di una partita che si poteva vincere. Il punto peraltro è ottenuto nonostante le numerose defezioni (lo stesso Razzitti è in panchina per onore di firma tanto che non si alza nemmeno a scaldarsi). Motivi per vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto ce ne sono finché se ne vuole. Ad ognuno la sua scelta.

Abulia. Sarà l’aria di Pordenone, il ricordo di alcune brucianti sconfitte, sarà quel sarà, fatto sta che il BV scende in campo in versione alquanto soporifera. Neanche la presenza dello stato maggiore giallorosso e del patròn Renzo Rosso scuotono la squadra. I primi 25 minuti di gara sono contraddistinti da una lunghissima fase di attesa da parte del BV e di tentativi infruttosi da parte dei neroverdi. Una avvio di partita clamorosamente al di sotto delle attese/aspettative. Il Soccer Team è troppo statico, mancano i movimenti senza palla, e difetta in mordente. Il predominio territoriale da parte dei padroni di casa è abbastanza costante, il BV avrebbe pure delle ripartenze da sfruttare ma è troppo indolente per capitalizzarle. Almeno fino al 30’. Diop fa in tempo a controllare tre volte la sfera prima di lanciarsi in contropiede, quelli del PN sono lumacosi nel rientrare e la punta senegalese può entrare in area e lasciar partire una conclusione a giro che non lascia scampo a Perilli. Il vantaggio più estemporaneo del mondo dura tre minuti, il tempo sufficiente a Burrai di scodellare una palla inattiva che trova due compagni liberissimi sul primo palo. A colpire è un ex: Formiconi.

Qualcosa in più. La ripresa si apre con l’ingresso di Bortot, che inizia a scaldarsi praticamente ad inizio partita, al posto di Karkalis. Ed è una ripresa che ricalca molto il primo tempo con l’eccezione che i padroni di casa sono ancor meno intraprendenti e il BV riesce a prendere un po’ di campo in più. Il quadro non è complessivamente molto migliore. I minuti scorrono, le due squadre si fronteggiano senza trovare realmente il bandolo della matassa. Il confronto si trascina fino quasi al 25’ quando Minesso divora un gol clamoroso in tuffo, palla sopra la traversa, e Colella effettua i primi cambi volontari della partita. Entrano Zonta per Minesso e Fabbro per Diop. E proprio Fabbro ha subito un’altra palla gol da brividi: con il portiere in uscita disperata, gran contropiede di Venitucci, l’attaccante di San Daniele del Friuli non inquadra lo specchio della porta tra l’incredulità generale.

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