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Marco Polo

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Calcio

Stefano Rosso nel Consiglio Direttivo della FIGC

Il presidente del Bassano Virtus è stato eletto consigliere federale per la Lega Pro all’interno del Consiglio Direttivo della FIGC. Stefano Rosso ha la possibilità di contribuire a quel cambiamento invocato per anni

Pubblicato il 31 mar 2016
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Stefano Rosso entra nelle stanze del potere del calcio italiano. È una notizia di notevole rilevanza quella che si diffonde in serata con i crismi dell’ufficialità. Sostituisce l’attuale presidente della Lega Pro Gravina all’interno del Consiglio Direttivo della FIGC, tavolo tecnico al quale partecipano tra gli altri Carlo Tavecchio, Maurizio Berretta, Claudio Lotito (Lazio), Gino Pozzo (Udinese), Andrea Aboldi (presidente Lega serie B), Antonio Cosentino (presidente Lega dilettanti) e tanti altri rappresentati delle varie categorie che compongono il mondo del calcio azzurro: associazione arbitri, associazione calciatori, associazione allenatori. Questo il commento dello stesso Gravina:
«L’elezione di Stefano Rosso, Presidente del Bassano Virtus e amministratore delegato del gruppo di moda OTB è un passo fondamentale nel processo di rinnovamento della Lega Pro che ha tra i presupposti la partecipazione dei club nella sua progettualità ed ha inoltre come scopo quello di portare una prospettiva innovativa ed internazionale nel tavolo del Consiglio Federale».
«Sono figure di rilievo - ha rimarcato Gravina parlando degli eletti - che daranno un valore aggiunto e che contribuiranno all’attività e al lavoro per la Lega Pro che stiamo portando avanti assieme ai club da quasi tre mesi. Abbiamo molto da fare - ha infine concluso - strategie e progetti sono delineati e oggi la squadra è formata e pronta a mettersi al lavoro».

Rosso, 37 anni, è tra i più giovani presidenti del panorama calcistico italiano


Per quanti hanno a cuore le sorti del calcio italiano la nomina di Rosso jr è estremamente positiva in quanto il presidente giallorosso può finalmente portare avanti la sua battaglia per un calcio più serio, responsabile e rispettoso delle regole non esclusivamente sulle pagine dei giornali ma lì direttamente dove le decisioni vengono prese. Da non sottovalutare nemmeno il fatto che Stefano Rosso è tutt’altro che un politicante ma una persona schietta, competente e che arriva direttamente dal mondo manageriale dell’industria nonché profondo conoscitore della gestione di una società sportiva, anche grazie alle esperienze accumulate al fianco di Massimo Tolfo, Stefano Braghin ed ora Werner Seeber, gli ultimi tre direttori generali giallorossi. Questa nomina è anche un riconoscimento dell’eccellente lavoro che sta svolgendo assieme agli altri soci della società di via Piave nel coniugare delle scelte che consentono ad una formazione di essere competitiva poggiando notevolmente sul vivaio e con grande rigore nel mantenere i conti in ordine. Evidentemente il «modello Bassano» piace ed ha colpito nel segno ben oltre i confini della nostra regione.

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