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Io sono leggenda

Ecco il vincitore del premio speciale di Bassanonet “Leggenda della campagna elettorale per le amministrative 2024”: è Gianni Castellan

Pubblicato il 25-06-2024
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Adesso lo scrivo pubblicamente, ma l’ho già detto più volte al diretto interessato durante l’infinita campagna elettorale per le amministrative bassanesi 2024: “Sei il mio mito.”
E lui mi ha sempre risposto: “Lo so.”
Perché Gianni Castellan è fatto così: sa benissimo che io scrivo senza peli sulla penna e - diversamente da qualcun altro che prende invece le critiche giornalistiche come un reato di lesa maestà - lui sta al gioco. Ed a lui va a pieno merito il premio speciale “Leggenda della campagna elettorale per le amministrative 2024” di Bassanonet.

Gianni Castellan (foto Alessandro Tich)

Coordinatore bassanese di Italia Viva, Castellan conquista subito la mia attenzione il 10 febbraio, quando convoca la stampa per annunciare la sua discesa in campo con una formula mai sentita prima: candidato sindaco “pro tempore” ovvero “di servizio” per Italia Viva.
Si tratta infatti di una candidatura “non definitiva”: se nel corso dei colloqui con altre forze politiche fosse emersa “una figura più adeguata” lui avrebbe fatto “immediatamente in passo indietro”.
“Punto ad essere il candidato sindaco meno longevo della storia bassanese”, dichiara nella circostanza. Sarebbe stato di parola.
Seconda dichiarazione da ricordare by Castellan:
“Bassano e i bassanesi non meritano di essere governati da questa destra che dopo l’uscita della parte civica è sempre più un’amministrazione a trazione leghista e di Fratelli d’Italia.”
Obiettivo: rivolgersi all’area moderata e di centro “per creare una terza via” tra i due opposti schieramenti di centrodestra e di centrosinistra.
In quella occasione viene comunicato anche l’appoggio elettorale ad Italia Viva di Più Europa, la formazione federalista e liberaldemocratica rappresentata in quella conferenza stampa dal referente territoriale Luciano Fabris, nella sua prima e ultima apparizione al fianco dei renziani bassanesi.

Il 19 febbraio Gianni Castellan, tramite comunicato stampa, di fronte alle candidature a sindaco frammentate in ordine sparso in città, compresa la sua, invita alla “coesione dell’area moderata e riformista” e lancia l’appello “uniti uno per tutti e tutti per uno”, da cui il mio titolo “Gianni D’Artagnan”.
Poi, il 9 marzo, la svolta: si presenta all’improvviso la grande novità della pre-campagna elettorale a Bassano.
La Lega rompe con Fratelli d’Italia e si allea in una coalizione assolutamente inedita con Forza Italia e con la rediviva Democrazia Cristiana che in quel periodo si fa ancora chiamare Democrazia Cristiana - Popolari per Bassano.
Affollata conferenza stampa di annuncio della coalizione “di grande centro” in sala Angarano: relatori i tre Re Magi Andrea Viero per la Lega, Mariano Scotton per Forza Italia (di cui è ancora il candidato sindaco designato) e Giovanni Battista Sandonà per la DC.
Tra le file del pubblico presente c’è anche Gianni Castellan che, intercettato dai giornalisti, si giustifica immediatamente per dire che lui non c’entra: “L’incontro è aperto anche alla cittadinanza.”
In mezzo al pubblico compare anche, ancora sottotraccia, Nicola Finco che di questo “laboratorio politico”, come viene presentato, sarebbe poi diventato il candidato sindaco, col gran finale al ballottaggio che tutti sappiamo.

Ancora un paio di settimane ed ecco che, il 22 marzo, tutti i Castellan vengono al pettine.
In sala Tolio avviene la presentazione ufficiale della candidatura a sindaco di Nicola Finco.
Ci sono ovviamente i maggiorenti della Lega, di Forza Italia e della DC, componenti della coalizione che da allora ribattezzo di centrolega.
Ma c’è anche lui: Gianni Castellan.
Gettata alle ortiche la sua candidatura a sindaco “pro tempore” per Italia Viva, annuncia la sua adesione e quella del suo partito alla coalizione per Finco e il suo “passo indietro” a favore di quest’ultimo con parole degne di un Galileo o di un Copernico della pedemontana:
“La mia candidatura di servizio era funzionale a trovare l’allineamento dei satelliti al centro, necessari a individuare un programma e un leader confacente.”
Sempre più mitico.
Nel frattempo ha perso per strada l’alleato della prima ora Luciano Fabris di Più Europa, che a fronte dell’avvicinamento di Italia Viva verso la Lega si è accasato definitivamente nella coalizione di centrosinistra per Roberto Campagnolo sindaco.
Da allora il coordinatore renziano cittadino diventa uno dei più assidui e fedeli pasdaran della coalizione finchiana e del suo candidato sindaco leghista.
Il tutto mentre a Roma il suo partito, Italia Viva, è sempre di più ai ferri corti proprio con la Lega per la decisione di Salvini di candidare come capolista alle europee il generale Roberto Vannacci.

In un mio articolo del 28 aprile che riporta un comunicato stampa con parole di fuoco della senatrice vicentina di Italia Viva Daniela Sbrollini contro Salvini e contro la Lega per l’eurocandidatura di Vannacci, sottolineo questa profonda contraddizione tra le dinamiche nazionali e quelle cittadine - nemici a Roma, amici a Bassano - e termino il pezzo con le seguenti testuali parole:
“Caro Gianni Castellan, portavoce di Italia Viva Bassano, già esponente del PD e già dirigente sindacale di lungo corso della Fim-Cisl: se ci sei batti un colpo.”
Ebbene: l’11 maggio Italia Viva Bassano convoca una nuova conferenza stampa per annunciare i nomi dei suoi 7 candidati consiglieri, tra cui lo stesso Castellan, strategicamente spalmati all’interno della lista civica Finco Sindaco per Bassano.
Ma anche per sostenere la candidatura alle europee del coordinatore veneto di IV e sindaco di Garda Davide Bendinelli, che nell’occasione, tanto per cambiare, critica la Lega.
Il 3 giugno, sempre a sostegno di Bendinelli ma anche della coalizione bassanese pro Nicola Finco, sempre l’inesauribile Castellan - impegnato per l’intera campagna elettorale sia sul fronte comunale che su quello europeo - riuscirà a portare a Bassano anche e nientemeno che la donna notoriamente più famosa del partito renziano, l’onorevole ed ex ministro Maria Elena Boschi.
E alla vigilia della conferenza stampa dell’11 maggio, mi scrive su WhatsApp:
“Ciao domani alle 10 in saletta Angarano ci sarai? Se no non so come fare a…battere un colpo.”
Semplicemente strepitoso.

Ma arriviamo, per avviarci alla conclusione, alla vera questione politica.
Per settimane e settimane, dal mese di marzo e fino al 9 giugno, Castellan & Friends ci hanno propinato la solfa del “grande centro moderato” costituito dall’inedita alleanza tra leghisti, berlusconiani, democristiani e renziani.
Una coalizione “misto mare”, come l’ho definita in vari articoli, che però al primo turno ha consentito a Nicola Finco di non andare al mare due settimane dopo ma di giocarsela al ballottaggio.
Con l’uscita di scena della DC, bocciata al primo turno dagli elettori con una percentuale di consensi ai minimi termini, il “grande centro moderato” agganciato alla Lega ha cominciato tuttavia a perdere i pezzi.
Ma il colpo di grazia per il grazioso centrotavola della politica cittadina è stato l’apparentamento formale al secondo turno di Fratelli d’Italia nell’alleanza elettorale a sostegno di Finco.
Con l’entrata in casa dalla porta principale della destra meloniana, la chimera e la retorica del “grande centro moderato” si sono sciolte come neve al sole e la coalizione è diventata dichiaratamente di centrodestra.
Nei quattordici giorni prima del ballottaggio e dopo il suo esito di ieri, avete mai sentito parlare di “grande centro”, di “laboratorio politico”, di “proposta estranea alla logica degli schieramenti” e di tutte le altre formule magiche con cui nei mesi scorsi ci hanno riempito le orecchie i vari Castellan, Viero, Scotton e D’Agrò?
Macché: centrodestra contro centrosinistra, Guelfi contro Ghibellini, bipolarismo totale, come sempre e come al solito.

Morale della favola: Gianni Castellan, ex candidato sindaco “pro tempore” di Italia Viva ed ex portabandiera dei moderati di centro - centrosinistra, con 66 preferenze (neanche tantissime, per la verità) è stato il quarto candidato più votato della lista Finco Sindaco per Bassano, che ha conquistato quattro seggi di maggioranza, e finisce quindi dritto dritto in consiglio comunale.
Ha fatto buon viso a tutti i cambiamenti di scenario politico che lo hanno riguardato, dagli inizi della maratona elettorale fino ad oggi, con una naturalezza disarmante e con un’incoerenza vincente.
È finito così assieme ai continuatori, al netto del siluramento del sindaco uscente Pavan, di quella “amministrazione a trazione leghista e di Fratelli d’Italia” che aveva così aspramente criticato lo scorso 10 febbraio.
Il premio speciale “Leggenda della campagna elettorale per le amministrative 2024” di Bassanonet viene pertanto assegnato a lui per indubbi meriti conquistati sul campo.
Riformista e già storico dirigente sindacale dei metalmeccanici della Cisl, sindacato a sua volta ispirato ai valori riformisti, dovrà convivere per cinque anni con una maggioranza in cui avranno voce in capitolo forze conservatrici come, per l’appunto, Fratelli d’Italia.
E siederà sugli stessi banchi di Gianluca Pietrosante, rieletto con FdI, uno che di moderato ha forse solamente il volume dell’autoradio quando viaggia in macchina.
Ma lui intanto si gode meritatamente l’avvenuta elezione e proprio oggi non ha mancato di inoltrarmi su WhatsApp una sua foto con la scritta “Buon lavoro Gianni Castellan. Eletto in consiglio comunale a Bassano. Italia Viva.”
“Direttamente dalla Boschi”, ha spiegato il mio mito con un successivo messaggio con faccina sorridente.
Beh, sono queste le vere soddisfazioni della vita.

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