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Una città appiedata
La sezione di Bassano di Italia Nostra interviene sul tema della ZTL in centro storico e lancia l'idea di una “ZMS, zona a mobilità sostenibile”. “Bassano non può non riservare ai pedoni il proprio centro”
Pubblicato il 29 nov 2011
Visto 3.585 volte
Il documento è lungo, ma per chi è interessato all'acceso dibattito in corso sulla ZTL in centro storico a Bassano vale la pena di leggerlo.
L'intervento è a firma della sezione di Bassano del Grappa dell'associazione Italia Nostra, che lo ha trasmesso al sindaco Cimatti e per conoscenza agli organi di stampa. L'associazione di impegno civico appartiene all'area di quelli che potremmo definire “gli integralisti della pedonalizzazione”: nella nota, Italia Nostra dichiara che “Bassano non può non riservare ai pedoni il proprio centro” e lancia alcune proposte per un sistema di “mobilità sostenibile” che preveda “una precisa regolamentazione del traffico generato dai residenti e dagli autorizzati” e dei percorsi prioritari “per i pedoni, per le bici e per le fasce deboli della popolazione”.
Pubblichiamo integralmente, qui sotto, il testo del comunicato:
Italia Nostra: "E' ormai indifferibile un deciso provvedimento di chiusura del centro storico ai veicoli motorizzati"
PEDONALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO? ZMS, zona a mobilità sostenibile!
All’interno della discussione per il Piano Guida per il Centro Storico negli anni 70, il ruolo della Piazza e della chiusura del traffico veicolare in favore di un’intera e totale isola pedonale “intra moenia” ha sempre caratterizzato gli interventi decisi di Italia Nostra.
In particolare nel notiziario ai soci del gennaio 1976, inviato anche agli amministratori pubblici, si legge: “noi pensiamo che si dovrà arrivare alla pedonalizzazione completa per renderlo meglio frequentabile e più a misura d’uomo. Riteniamo quindi che la già funzionante pedonalizzazione di via J. Da Ponte non rappresenti che l’inizio di un processo che dovrà presto essere completato”.
Con rammarico dobbiamo constatare che a tutt’oggi, a distanza di 35 anni, solo pochissime vie sono casi isolati, nonostante gli incontri, le conferenze, le estenuanti riunioni pubbliche e private che l’associazione ha costruito per analizzare le ragioni dall’una e dall’altra parte.
Inutile aggiungere che da molto tempo l’esperienza di molte città italiane dà ragione alla tesi di Italia Nostra, e forse proprio alla fine degli anni 70, in piena grave crisi economica per tutto il paese, si è persa un’occasione irripetibile in merito alla pianificazione e alle questioni della città: la grande macchia scura di indeterminatezza che egemonizzava il centro storico è rimasta tale fino ai nostri giorni.
Negli anni ’70 sono mancati soprattutto una politica e un quadro organico di riferimento chiaro sulla città, anzi si è tentato addirittura di esorcizzare i problemi spostando l’attenzione dalla città alle sue componenti strutturali e funzionali o, peggio ancora, a realtà territoriali, socio-economiche ed istituzionali che le comprendessero.
Sono mancati un piano urbanistico adeguato, una politica di bilancio e di spesa che sia consequenziale alle scelte di pianificazione e di gestione della città.
E’ mancato un “programma generale” di configurazione e di governo dei sistemi insediativi sempre più estesi e disordinati (le grandissime aree di espansione del P.R.G. del 1969 prevedevano il raddoppio della popolazione residente a Bassano!).
E’ mancato, addirittura, un sistema di conoscenza e di informazione adeguato al quale Italia Nostra ha sempre cercato di porre rimedio con i suoi interventi e con le sue segnalazioni.
“Una città più ordinata, più efficiente, più dotata di servizi” è stato lo slogan per pubblicizzare il nuovo piano della viabilità del 1985 da parte dell’Amministrazione: un tracciato viabilistico di nuovi sensi unici e di penetrazioni nel centro che ha in effetti congestionato tutta la zona a sud, e soprattutto il percorso di via Remondini - salita Brocchi - piazzale Cadorna, “asse portante” di tutto il piano.
Mentre il Ponte Vecchio era ancora percorribile in auto, si sono costituiti due nuovi parcheggi a ridosso delle mura (viale de Gasperi, caserma Cimberle-Ferrari) che insieme a quelli già esistenti di piazza Terraglio, Prato S. Caterina, hanno fino ai nostri giorni costituito l’unico bacino di sosta delle quasi 3.000 auto/ora che giornalmente chiedono parcheggio! Oggi l’apertura del parcheggio nell’area Ex ospedale ha sicuramente attenuato tale incidenza.
Le proposte elaborate tra l’88 e il ’92 dall’Amministrazione comunale, dall’Unione mandamentale commercianti, ma soprattutto dal comitato del centro storico (sorto nel giugno del 1991), sono state accolte, integrate e sviluppate nell’appassionante ciclo di conferenze del 1991 “temi per una città”, che la Sezione di Italia Nostra preparò insieme ad illustri studiosi nazionali ed internazionali, ponendo un punto di sintesi e di realizzazione per le migliori soluzioni in tal senso. Questo ne era stato il risultato da tutti accertato:
“Non ci possono essere fasi progressive, o interventi palliativi per la pedonalizzazione del centro storico (che non supera la distanza di 500 metri da un estremo all’altro), ma altresì un deciso e indifferibile programma di equilibrio di tutela dell’ambiente, di interessi diversi, di limitazione del traffico automobilistico (incompatibile con la conformazione urbanistica e architettonica), di miglioramento delle condizioni di salute degradate dall’inquinamento acustico e atmosferico, di progressiva educazione civica al rispetto del bene comune”.
Ad opera di svariati esposti susseguitisi dal 1992 ad oggi e ai dettagliati rilevamenti ambientali eseguiti periodicamente negli anni sull’inquinamento acustico e atmosferico, che hanno dimostrato il superamento dei livelli minimi di sopportabilità, si chiede l’elaborazione di un nuovo piano della mobilità NON più privilegiando le auto ed il loro modo più sbrigativo di attraversare la città con assurde rotonde, ma al contrario mettendo in testa alla lista delle priorità i percorsi per i pedoni, per le bici, per le fasce deboli della popolazione: zone a traffico limitato, isole pedonali, limitati parcheggi in centro solo per residenti e operatori commerciali, parcheggi esterni di cintura per tutti.
In questo quadro la sosta ed il transito indiscriminato ed indisciplinato degli autoveicoli nel centro storico, unitamente ad un fortissimo sviluppo della motorizzazione, hanno creato un addensarsi di traffico sicuramente incompatibile con la funzione originaria del centro stesso, con la sua conformazione urbanistica e con qualsiasi obiettivo di tutela dell’ambiente, di quanti vi risiedono e di coloro che ne usufruiscono.
E’ pertanto ormai indifferibile un deciso provvedimento di chiusura del centro storico ai veicoli motorizzati accompagnato da una precisa regolamentazione del traffico creato dai residenti e dagli operatori autorizzati.
La Città di Bassano non può non riservare ai pedoni il proprio centro (che tra l’altro è di dimensioni estremamente ridotte avendo un raggio che non supera i 250 metri) quando questo sta avvenendo quasi ovunque, anche dove esistono ben maggiori ostacoli legati alle più grandi dimensioni dei nuclei storici.
E’, inoltre, fatto consolidato che le categorie che si sono distinte nell’opposizione a questo tipo di iniziativa ne sono spesso diventate sostenitrici dopo averne constatato i vantaggi, anche economici. Le tradizionali attività commerciali ed artigianali, che costituiscono indubbiamente una componente essenziale di ogni centro storico, troveranno nella salvaguardia dei valori ambientali maggiore e più idonea tutela e valorizzazione.
Entrando nello specifico si ritiene che:
- le aree di parcheggio ubicate all’interno della cerchia murata devono essere eliminate (con eventuale eccezione in una prima fase per alcune di esse) riservando determinate zone alla sosta dei soli residenti ed operatori autorizzati e questo allo scopo di liberare le strade e le piazze dagli automezzi e di consentire l’utilizzo delle superfici ad usi più consoni alle funzioni di un centro storico nonché ad interventi di miglioramento dell’arredo urbano;
- le aree di parcheggio immediatamente adiacenti alla cerchia muraria devono essere utilizzate prevalentemente a raso, razionalizzandone l’organizzazione e dotandole, ove necessario, di bus navetta o di facilitazioni per un rapido avvicinamento al centro;
- le aree di parcheggio di scambio devono essere collegate al centro con bus navetta “a combustibile pulito” che garantiscano un servizio veloce, frequente e puntuale, condizione indispensabile per favorire l’impiego del mezzo pubblico.
E’ necessario infine migliorare il rapporto tra il centro storico e la periferia, assecondando la naturale forza attrattiva del primo sulla seconda con la creazione di percorsi di avvicinamento alternativi a quelli dei veicoli motorizzati, recuperando così complessivamente quel giusto equilibrio tra interessi diversi senza il quale la città è destinata a morire.
L’immagine e la vivibilità di Bassano sono in declino ed i danni provocati dai gas, dai rumori e dalle vibrazioni colpiscono indiscriminatamente persone e manufatti. Chiunque ami questa città deve quindi impegnarsi con tutte le forze perché essa venga restituita a coloro che vogliono viverla a misura d’uomo, ammirarla di nuovo tranquillamente nella bellezza delle sue strade, piazze, palazzi e chiese.
Infine inderogabile appare la necessità di chiudere alle auto i cortili del castello restituendo loro una unità stilistica originaria e l’ atmosfera che meritano di luogo integro della città medievale. Spazi liberati dalle auto e lasciati al silenzio della storia assieme al recuperato percorso attorno alle mura potranno valorizzare uno dei più intatti belvedere con il paesaggio verso le montagne e la valle del Brenta!
ITALIA NOSTRA
Sezione di Bassano del Grappa
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