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La Storia siamo noi

Toccanti testimonianze alla cerimonia dei riconoscimenti “Bassanesi per la Liberazione”. Ricordi e parole della libertà raccontata in diretta

Pubblicato il 23-09-2010
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La Storia siamo noi. La memoria del nostro passato rischia di impolverarsi in qualche scaffale finché, dalle pagine dei libri, non riemerge dal vivo racconto dei suoi protagonisti.
E' quello che è accaduto ieri sera all'Hotel Palladio a Bassano, sede della prima edizione della cerimonia di consegna del riconoscimento “Bassanesi per la Liberazione”, voluto dall'ANPI e dall'AVL per rendere omaggio a chi - vivente o deceduto - ha dedicato i suoi anni migliori o ha sacrificato la propria gioventù alla causa della democrazia e della libertà. Tante testimonianze, per un “libro della memoria” che ancora oggi, nel 2010, deve scrivere molti capitoli.
Come la storia di Tullio Campana, fucilato a San Michele, raccontata dal figlio con voce spezzata dall'emozione. O come quella di Giorgio Tassotti, a cui toccò l'ingrato compito - come ha rammentato il figlio Giorgio, che allora aveva 10 anni - di seppellire gli impiccati di Viale dei Martiri, coprendone i visi, in segno di pietà, con dei mucchietti di paglia e rischiando a sua volta, per quel gesto misericordioso, di essere fucilato.

Alcuni dei premiati alla cerimonia "Bassanesi per la Liberazione"

O come la forte e dignitosa commozione di Ferruccio Smaniotto che ha ricordato la figura del fratello partigiano Giovanni Smaniotto “Villa”, caduto per la libertà. Come gli eventi vissuti dall'alpino ed ex internato in Germania Francesco Strapazzon di Rossano Veneto, con il fazzoletto a strisce - simbolo dei prigionieri - attorno al collo, che ha descritto la fame e gli stenti degli internati italiani “che bevevano l'acqua raccogliendo la pioggia dentro il berretto” e il loro gran rifiuto ad un gerarca repubblichino, giunto nel lager tedesco per arruolarli nell'esercito della Repubblica di Salò, preferendo la prigione all'umiliazione di combattere a fianco del nemico.
Sono stati i momenti più intensi di una cerimonia - introdotta dai saluti del sindaco Cimatti, del presidente provinciale dell'ANPI Mario Faggion, del segretario provinciale AVL Francesco Binotto e da un “pensiero” dell'avv. Mario Dalla Palma - che dopo la proiezione di alcuni estratti del filmato “Ribelli per amore”, l'intervento dell'ex sindaco di Vicenza e vicepresidente dell'Istituto Storico per la Resistenza “Ettore Gallo” prof. Giorgio Sala e le testimonianze in sala si è conclusa con la consegna dei diplomi di riconoscimento “Bassanesi per la Liberazione” - 76 in tutto - ai protagonisti presenti e ai congiunti dei partigiani ed ex internati premiati alla memoria.
Oltre al sindaco Cimatti, i riconoscimenti sono stati consegnati dal sindaco di San Nazario Gianni Ceccon e dal vicesindaco di Rosà Natale Zonta.
Al termine, dopo i ringraziamenti del presidente dell'AVL di Bassano prof. Francesco Tessarolo, il presidente dell'ANPI Bassano Giuseppe Pettenuzzo ha letto una toccante lettera scritta al marito dalla vedova di un partigiano bassanese.
Testimonianze, ricordi e parole della libertà raccontata in diretta.

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