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La memoria non si cancella
Divelte nella notte di Natale le croci dei partigiani in Viale dei Martiri
Pubblicato il 27 dic 2025
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Un risveglio amaro ha scosso Bassano del Grappa nel giorno di Santo Stefano, quando la città ha scoperto lo sfregio inferto a uno dei suoi luoghi più sacri.
Nella notte tra Natale e il 26 dicembre, ignoti hanno divelto tre delle croci che lungo il Viale dei Martiri onorano la memoria dei partigiani caduti per la libertà. L’atto vandalico, di una gravità simbolica estrema, ha colpito i ricordi di Albino Vedovotto e Pietro Cocco, impiccati dai nazifascisti il 26 settembre 1944, e di Ferdinando “Federico” Alberti, fucilato sul Ponte degli Alpini nel febbraio del 1945.
Sfregio al Viale dei Martiri: un atto che ferisce la memoria di tutta la città.
I vandali non si sono limitati a sradicare i manufatti: due sono stati abbandonati a terra insieme ai vasi di fiori, mentre la terza croce è stata lanciata con violenza lungo la scarpata erbosa che sovrasta Prato Santa Caterina.
L’allarme è scattato alle 6:30 del mattino, grazie alla segnalazione di alcuni passanti che hanno immediatamente avvertito il sindaco Nicola Finco.
Il primo cittadino, insieme all'assessore alla sicurezza Alessandro Campagnolo e alla polizia locale, si è recato sul posto per constatare i danni e coordinare il recupero dei simboli della Resistenza.
«Un atto folle, compiuto in giorni che dovrebbero richiamare alla pace», ha commentato Finco, confermando di aver già preso contatti con la Questura di Vicenza e la Squadra Mobile.
Le indagini si concentrano ora sulla visione delle immagini della videosorveglianza comunale per dare un volto ai responsabili, mentre l'Amministrazione ha già annunciato la ferma intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo.
La condanna politica è stata immediata e unanime. La consigliera regionale Chiara Luisetto e la deputata Rosanna Filippin hanno definito l’episodio un «vile e pericoloso attacco alla nostra memoria collettiva», sottolineando come colpire il luogo dove giovani innocenti hanno versato il proprio sangue sia un segnale preoccupante di disprezzo per il passato. In sintonia con le istituzioni, le associazioni ANPI, AVL e "26 Settembre 1944 - Vittorio Andolfato" hanno ribadito in una nota congiunta che questi monumenti non sono semplici arredi, ma «ancoraggi morali» necessari per trasmettere il valore della democrazia alle nuove generazioni.
Nonostante la gravità dell’offesa, i dati sociologici confermano che la coscienza civile della città resta solida: una recente indagine statistica condotta sul territorio evidenzia come solo il 4% della popolazione consideri irrilevante il ricordo della lotta di Liberazione. Il restante 96% si riconosce pienamente in quel sacrificio, rendendo l'atto vandalico una ferita profonda ma isolata rispetto al sentire comune.
Mentre le croci e le piantine verranno riposizionate già nella prossima settimana, la comunità di Bassano si stringe attorno ai propri Martiri, ribadendo che nessun gesto delinquenziale potrà cancellare le radici antifasciste su cui poggia l’identità cittadina.
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