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Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 11-02-2014 19:31
in Attualità | Visto 3.011 volte
 

Tribunale di Bassano, altri cinque anni di vita

Nuovo decreto di proroga del ministro Cancellieri: autorizzato per cinque anni, in deroga alla riforma della geografia giudiziaria, “l'utilizzo a servizio del Tribunale di Vicenza dei locali ospitanti il Tribunale di Bassano del Grappa”

Tribunale di Bassano, altri cinque anni di vita

La manifestazione sul Ponte dello scorso novembre a sostegno del Tribunale di Bassano. Foto: archivio Bassanonet

Alla fine il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri - pressato da tutti gli angoli - si è in parte ricreduto. Non nel senso del salvataggio definitivo del Tribunale di Bassano del Grappa, che è ancora lungi dall'essere ottenuto, ma comunque nell'intento di tamponare la grande falla apertasi nel sistema giudiziario del Veneto con l'accorpamento del soppresso Tribunale di Bassano a quello di Vicenza.
L'attività della sede di giustizia bassanese è stata infatti prorogata di altri cinque anni: lo ha comunicato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, riferendo che ieri è stato trasmesso al Tribunale di Vicenza l'apposito decreto correttivo con cui il ministro Cancellieri ha stabilito, in deroga alla riorganizzazione della geografia giudiziaria, la possibilità per un periodo di cinque anni “di utilizzo a servizio del Tribunale di Vicenza dei locali ospitanti il Tribunale di Bassano”.
Non si tratta pertanto di un temporaneo ripristino dell'autonomia del circondario giudiziario bassanese, né di un “ritorno” in senso stretto degli uffici giudiziari di via Marinali tagliati dalla riforma: anche perché l'aggettivo “soppresso”, riferito al Tribunale di Bassano, nel testo del decreto ministeriale viene più volte ripetuto e specificato.
Nel prossimo lustro il Tribunale di Bassano - già tenuto in vita per un biennio per lo smaltimento dell'arretrato nelle cause civili già pendenti prima della riforma - continuerà pertanto ad operare solo ed esclusivamente in funzione delle esigenze del Tribunale del capoluogo al quale è stato accorpato. Facendo tornare in riva al Brenta quelle cause e procedimenti “bassanesi” e non solo - successivi all'entrata in vigore della riforma - che le strutture giudiziarie vicentine non riuscirebbero ad evadere, se non in tempi biblici, ma che restano tuttavia di loro competenza.
Una nuova dislocazione resasi necessaria a seguito degli enormi problemi logistici e organizzativi esplosi a Vicenza conseguentemente allo stesso accorpamento, ai quali le due sedi di Borgo Berga e Contrà S. Corona - come più volte segnalato nei nostri articoli - non riescono a fare fronte, portando al serio rischio del collasso della giustizia.
Ne prende atto lo stesso decreto del ministro, “rilevato - si legge nel testo del provvedimento - che risultano sopravvenute ulteriori criticità organizzative e funzionali in ordine al già programmato utilizzo del nuovo palazzo di giustizia di Vicenza; valutato, in particolare, che dette problematiche possono incidere negativamente sulla funzionalità del Tribunale di Vicenza a seguito dell'accorpamento del soppresso Tribunale di Bassano del Grappa; ritenuta quindi la necessità di modificare i termini di utilizzo a servizio del Tribunale di Vicenza dei locali relativi al soppresso Tribunale di Bassano del Grappa disposti con il richiamato D.M. (decreto ministeriale, NdR) 13 settembre 2013 (...); ritenuto pertanto opportuno che l'autorizzazione all'utilizzo dei suddetti locali debba essere estesa a complessivi anni cinque, conferendo altresì al Presidente del Tribunale la possibilità di svolgervi l'attività giurisdizionale relativa a tutti gli affari, anche sopravvenuti, individuati nei provvedimenti tabellari, organizzativi e di coordinamento delle attività del Tribunale di Vicenza”.
Ergo: “in deroga e a parziale modifica” della legge di riforma della geografia giudiziaria “è autorizzato per un periodo di cinque anni (...) l'utilizzo a servizio del Tribunale di Vicenza dei locali ospitanti il Tribunale di Bassano del Grappa”.
L'Amministrazione comunale di Bassano “è autorizzata a rendicontare le spese sostenute per il funzionamento dei locali” per l'ammissione del contributo dello Stato previsto dalla legge mentre l'Amministrazione comunale di Vicenza, entro la scadenza del termine del decreto, “è tenuta a reperire nel proprio territorio spazi adeguati e idonei a consentite l'integrale allocazione del personale e dei servizi del Tribunale di Vicenza, ivi compresi quelli di cui è prevista la temporanea collocazione presso gli immobili individuati in Bassano del Grappa”.
Insomma, anche se la parola non si dovrebbe pronunciare, Bassano diventa di fatto per cinque anni una sede staccata di Vicenza, i cui spazi a disposizione - si pensi alla nuova Cittadella della Giustizia - fungeranno da valvola di sfogo per la sovraccarica agenda della giustizia berica.
“Molto bene, è una prima vittoria” - commenta a botta calda il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Bassano Francesco Savio, da noi incrociato all'ingresso del Tribunale bassanese poco dopo la diffusione della notizia.
Il che vuol dire, nonostante il decreto-tampone emesso dal ministro, che la battaglia continua.