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Testa o Crocetta

Dopo l'arresto per coltivazione di droga del gestore del bar di Monte Crocetta, di proprietà del Comune di Bassano, divampano gli attacchi delle opposizioni. La Lega chiede lumi su controlli e rinnovo del bando di assegnazione della gestione

Pubblicato il 11 feb 2017
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Scotta sul tavolo del sindaco Riccardo Poletto il Dossier Monte Crocetta.
Non tanto per i suoi sviluppi investigativi e giudiziari, che stanno facendo autonomamente il loro corso, quanto per gli attacchi politici scaturiti a seguito dell'episodio di cronaca.
Come già riportato in un altro articolo, mercoledì scorso la Polizia di Stato del commissariato cittadino ha tratto in arresto due persone, incensurate, con l'accusa di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L'area di Monte Crocetta con l'edificio del "Moc" (foto Alessandro Tich)

Uno dei due arrestati è il gestore del noto e frequentato locale di proprietà comunale “Moc”, in strada Rivana, sulla sommità del colle e parco panoramico di Monte Crocetta in città.
Il quale, oltre a servire pietanze e a mescere bevande, è accusato di essersi dedicato alla coltivazione domestica e altamente qualitativa di cannabis - come attestato dalle attrezzature, dalle piantine e dalla droga rinvenute e sequestrate dagli agenti - anche nelle stesse pertinenze del pubblico esercizio, presso il quale è domiciliato. Una notizia che, normalmente, avrebbe destato il consueto interesse di un giorno: come tutte le notizie di cronaca di piccola o media entità, destinate ad “esaurirsi” e ad affievolire l'interesse del pubblico - una volta reso noto il fatto - dal momento stesso della loro pubblicazione.
Ma questo non è stato un episodio di cronaca qualsiasi, avvenuto su un luogo qualsiasi.
Perché i fatti contestati dalle autorità inquirenti riguardano, per l'appunto, la presunta attività illecita del gestore di un locale di proprietà del Comune di Bassano del Grappa.
Ed è su questo aspetto che sta divampando il fuoco incrociato delle opposizioni (Lega Nord e Impegno per Bassano) nei confronti del sindaco e della sua Amministrazione, messi sulla graticola delle critiche per non aver controllato preventivamente i “movimenti” all'interno del pubblico locale di proprietà, affidato in convenzione.
Ad arresti avvenuti Poletto - informato al riguardo dalla Polizia - ha dichiarato “sconcerto e condanna per quanto si è palesato in un ambiente di proprietà comunale”, ha affermato che “l’Amministrazione comunale sta valutando concretamente la possibilità di costituirsi parte civile nei confronti dei responsabili” e ha annunciato che la gestione del “Moc” di Monte Crocetta “sarà riassegnata quanto prima attraverso un bando pubblico”.
Ma è proprio sui tempi della riassegnazione della gestione del locale, scaduta lo scorso 31 dicembre e in regime di proroga, che si concentrano alcune osservazioni delle minoranze.
In particolare della Lega Nord, la cui consigliera e capogruppo Tamara Bizzotto ha protocollato un'interpellanza (intitolata “Bar comunale di Monte Crocetta trasformato in azienda agricola per la produzione di stupefacenti”) che sarà rivolta al sindaco in occasione del prossimo consiglio comunale.
“Monte Crocetta - esordisce l'interpellanza - è un bene di proprietà del Comune di Bassano e, come tale, dovrebbe essere soggetto a controlli, visto che il bene comune dovrebbe essere amministrato con la diligenza del buon padre di famiglia.”
“La gestione del bar ivi insistente - prosegue la capogruppo leghista - ed il parco adiacente sono stati affidati, a seguito bando pubblico, ad un soggetto che, oltre a espletare l’attività, non ha trovato di meglio che dedicarsi anche alla coltivazione di piante da cui ricavare quantitativi di droga. La gestione dell’attuale conduttore doveva terminare il 31 Dicembre 2016 e in questo momento era in regime di proroga, dal momento che ad oggi non è stato ancora effettuato il nuovo bando; guarda caso solo ora l’Amministrazione afferma che fosse sua intenzione procedere con un nuovo bando per l’affidamento della gestione.”
“La “vox populi” da tempo diceva che la zona era frequentata da personaggi poco raccomandabili - continua il testo -. Questo angolo caratteristico e panoramico della città da decenni è luogo di ritrovo per giovani, famiglie e bambini e per il fatto di essere anche geograficamente isolato doveva essere oggetto di particolari attenzioni, soprattutto sotto l’aspetto del controllo e della sicurezza.”
“Ancora una volta - puntualizza Tamara Bizzotto - la nostra città subisce un grave danno di immagine e questo fatto crea sconcerto e forte preoccupazione nei cittadini per le implicazioni connesse a questa “scoperta”.”
L'interpellanza chiede pertanto a sindaco e giunta “quali siano le cosiddette collaborazioni, tante volte sbandierate, tra le forze dell’Ordine e l’Amministrazione, visto che la polizia era al corrente di fatti completamente ignorati dall’Amministrazione”. E “poiché l’accordo con il Comune è scaduto il 31 Dicembre e l’Amministrazione ne era perfettamente al corrente”, si chiede “perché non sia stato predisposto il nuovo bando in tempo utile, per non trovarsi poi costretti a “regimi di proroga”.” Il documento, infine, chiede “quante volte sono stati effettuati controlli nell'area da parte della polizia urbana da quando si è insediata questa Amministrazione” e “quante volte e per quanto tempo nell’arco della settimana le due pattuglie dei vigili presenti nel territorio bassanese sono entrambe occupate e ferme nello stesso posto perché impegnate con il sistema di rilevamento targa system”.
Testa o Crocetta: si attendono le risposte.

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