Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 11-02-2013 13:50
in Attualità | Visto 3.204 volte
 

L'uomo delle stelle

In memoriam: Sergio Dukic, storico commerciante bassanese di foto-ottica, grande divulgatore della fotografia e dell'osservazione del cielo, vicepresidente di Confcommercio Bassano, scomparso a 67 anni

L'uomo delle stelle

Sergio Dukic (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)

Ancora una volta sono costretto a scrivere della morte di un amico: per quello strano destino di chi fa il mio mestiere in una piccola città, che ti porta, per motivi professionali, a conoscere persone con le quali, negli anni, si crea un rapporto di stima e di reciproca empatia.
Sergio Dukic era una di quelle persone: un uomo a cui mi legava una complicità di spirito dovuta probabilmente alla nostra comune appartenenza a quelle famiglie dai cognomi “strani”, strappate nel dopoguerra dalle loro radici con il drammatico esodo degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia.
Ora Sergio ci ha lasciato: a 67 anni, sconfitto dalla malattia con la quale, con enorme forza d'animo, ha combattuto sino all'ultimo.
La notizia della sua morte mi coglie in un momento di profonda prostrazione, perché anch'io in questi giorni sono colpito da un gravissimo lutto. Ma non posso non dedicargli, anche in queste ore in cui mi sta cadendo il mondo addosso, un doveroso ricordo. Affettuoso, e soprattutto sincero.
E la mente corre subito allo scorso novembre, quando lo avevo incontrato in piazza Libertà, presente e puntuale come sempre, mentre seguiva i lavori di allestimento delle casette di legno del Mercatino di Natale. Quel Mercatino, di cui era il responsabile operativo per conto dell'Umce, era la “sua” creatura: e anche in quella occasione non aveva voluto mancare all'appuntamento, benché fosse uscito da pochi giorni dall'Ospedale di Belluno, al termine di un complicato e doloroso periodo di degenza. Quel giorno, davanti agli operai che stavano montando le casette e vicino al grande albero di Natale, Sergio mi aveva raccontato il suo calvario: ma era sereno e contento, pronto come ogni anno a risolvere i problemi organizzativi dell'allestimento natalizio e a dare una mano a tutti. Ed è questa, ne sono convinto, l'immagine che lo racconta in tutto e per tutto.
Con lui scompare un'autentica figura del commercio storico bassanese.
Tre anni fa, ma solo apparentemente, era andato “in pensione”: dopo 44 anni di attività nel settore della foto-ottica, col primo negozio aperto in viale Venezia e il secondo, definitivo negozio “Foto Ottica Dukic” condotto per ben 32 anni in via Verci e chiuso, con la stretta al cuore, nel 2010.
Ma in pensione, in realtà, non ci è andato mai: già presidente per 7 anni dei commercianti di Bassano del Grappa, Sergio ha continuato ad operarsi in prima persona, e fino all'ultimo, nell'ambito delle attività di Confcommercio Bassano, di cui era l'attuale vice presidente mandamentale.
La sua era una mente eclettica, ispirata dall'irrefrenabile amore per la fotografia. Assieme al padre Giovanni aveva fondato, ancora negli anni '60, il “Circolo Fotocineamatori Bassano” e in coppia con Enzo Dalla Pellegrina, altro compianto amico, aveva inventato e condotto la trasmissione “Clic: parliamo di fotografia”: un cult del genere che andava in onda su Telealtoveneto e su Triveneta Tv, quando le Tv locali, non ancora appiattite sui dibattiti politici e dall'obbligo dei Tg, offrivano contenuti interessanti al pubblico televisivo.
Ma i suoi occhi, soprattutto, erano rivolti al cielo: una passione inevitabile, per chi in negozio era circondato da cannocchiali e telescopi. L'osservazione degli astri è stata al centro della sua coinvolgente ed instancabile opera di divulgazione, che negli anni più recenti lo aveva visto protagonista di numerosi incontri con la gente e con le scuole.
Qualsiasi fenomeno celeste degno di nota - dal passaggio di una cometa, alle eclissi lunari fino al passaggio di Giove vicino alla Terra - veniva “catturato” dagli strumenti astronomici che il buon Sergio, che organizzava allo scopo dei pubblici eventi, metteva a disposizione della cittadinanza. E così, grazie a lui, noi comuni terrestri potevamo idealmente salire in orbita per ammirare più da vicino, con l'ausilio delle lenti telescopiche, i corpi del cosmo.
Ora l'uomo delle stelle se ne è andato. E in questo momento mi piace immaginarlo come l'ho sempre conosciuto: mentre ci sorride, garbatamente, da quel cielo che per lui non aveva segreti.