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Questa è la storia di una proposta di allargamento del già piuttosto esteso territorio pubblico del Comune di Solagna, che dalle rive del Brenta si inerpica sul Massiccio del Grappa.
Un ampliamento, precisamente, di 5.044 mq di superficie e perdipiù ad oltre 1.200 metri di altitudine.
E non sto scrivendo di un ampliamento qualsiasi: si tratta infatti dell’area sommitale del Col Moschin, in località Colli Alti, che il 16 giugno 1918 fu teatro della Battaglia del Solstizio avvenuta durante la Prima Guerra Mondiale.
La seduta del consiglio comunale di Solagna in trasferta sulla cima del Col Moschin
Nella fattispecie, il Col Moschin è noto per i fatti d’arme che videro protagonista il IX Reparto d’assalto degli Arditi, in particolare nella conquista del Col Fagheron e del Col Fenilon, culminati in quella data di 107 anni fa con l’azione passata alla storia come “presa del Col Moschin”.
Fino ad oggi, la cima di una delle alture del Massiccio legate a quei tragici e insieme eroici eventi bellici insisteva infatti su un terreno di proprietà privata, per quanto già ad uso pubblico in quanto zona monumentale.
Ogni anno, l’anniversario della Battaglia del Solstizio viene ricordato in questo luogo, vicino alla storica colonna, con la tradizionale cerimonia di commemorazione di metà giugno che vede la partecipazione, tra gli altri, del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”.
Ed ecco che l’amministrazione di Solagna, alla guida di un Comune nel cui territorio la cima del Col Moschin già ricade, ha preso la decisione di acquisire al patrimonio comunale l’area in questione, più una servitù di passaggio adatta anche al transito di mezzi motorizzati e alla posa di cavidotti.
Il tutto al fine, come recita la relativa delibera comunale, “di valorizzare al meglio un luogo di enorme valore per la nostra Nazione”.
L’acquisizione della parte sommitale dell’area, difatti, “garantisce libero accesso e gestione per l’organizzazione della Cerimonia ufficiale della Battaglia del Solstizio con il IX RGT Paracadutisti d’Assalto “Col Moschin” comprensiva di alzabandiera e onori ai caduti”.
Per lungo tempo sono intercorse le trattative tra il Comune e la proprietà dell’area allo scopo di acquisire i beni al patrimonio pubblico.
Durante i vari incontri con l’amministrazione comunale, la privata proprietaria della sommità del Col Moschin ha espresso la volontà di alienare gli immobili per un valore complessivo, determinato da un’apposita perizia di stima, di 10mila euro: valore di acquisto ritenuto “congruo” dai competenti uffici comunali.
Di tale somma, 9mila euro si riferiscono all’acquisto del terreno e i restanti 1000 euro per la servitù di passaggio.
La delibera comunale esprime pertanto la “formale volontà di procedere all’acquisizione al patrimonio comunale della parte sommitale del Col Moschin in località Colli Alti”, la presa d’atto della perizia di stima e l’approvazione dell’acquisto dei beni per la cifra complessiva di 10mila euro.
La consegna al Comune del complesso immobiliare avverrà contestualmente alla stipulazione dell’atto notarile per il passaggio di proprietà, sempre a carico dell’ente pubblico, con spese che “trovano copertura nel bilancio di previsione finanziario 2025”.
Fin qui i contenuti principali del documento amministrativo.
Mancava solo l’atto più importante e definitivo: l’approvazione della delibera da parte del consiglio comunale.
E così, giovedì 29 maggio alle ore 19, il consiglio comunale di Solagna si è riunito in trasferta proprio sulla parte sommitale del Col Moschin, nella panoramica “location” del terreno da acquistare.
Al posto dei banchi consiliari, per l’occasione sono stati allestiti dei tavoli e delle panche davanti alla colonna commemorativa, con la visione mozzafiato dei monti alle spalle.
Non tutti i consiglieri comunali hanno però presenziato alla fatidica e bucolica seduta en plein air.
La consigliera e capogruppo di minoranza Laura Carraro ha comunicato al sindaco e al segretario comunale la propria impossibilità a partecipare al consiglio a causa dei tempi ristretti di convocazione.
“Essere avvisati soltanto in data 26 maggio - ha scritto Carraro - di una convocazione che si terrà alle ore 19:00 in una località montana distante circa 40 minuti dalla sede istituzionale, per quanto suggestiva e solenne possa essere, risulta di difficile organizzazione e quantomeno inopportuna per la trattazione dei punti 1, 2 e 3 all’ordine del giorno, che richiederebbero un contesto più consono, accessibile e istituzionale.”
“Certo non favorisce la presenza di pubblico - ha aggiunto - e crea disagio e difficile organizzazione per consiglieri e personale comunale doversi riunire in mezzo a un campo di montagna.”
L’acquisizione della parte sommitale del Col Moschin era infatti al punto 4 all’ordine del giorno, preceduto dagli altri tre punti: l’approvazione dei verbali della seduta precedente, una variazione al bilancio di previsione 2025/2027 e un’interrogazione presentata dalla stessa Laura Carraro avente ad oggetto “recupero crediti di dubbia esigibilità”.
Per questo la capogruppo di minoranza ha chiesto che gli altri punti vengano discussi in una futura seduta presso la sede consiliare.
È stata tolta dall’ordine del giorno solo la sua interrogazione.
Le ultime luci del giorno (per fortuna le giornate sono più lunghe) e il romantico canto dei grilli hanno fatto da contorno alla seduta consiliare silvo-pastorale che alla fine, come era ampiamente nelle previsioni, si è conclusa con l’approvazione della delibera di consiglio e quindi con la conferma ufficiale della volontà del Comune di Solagna di acquisire la sommità del Col Moschin.
“Ci troviamo stasera a celebrare di assoluta importanza per la nostra comunità, in quanto dopo anni di trattative siamo giunti al traguardo”, ha esordito nel suo intervento il sindaco Stefano Bertoncello prima di ricordare i fatti storici legati a questo punto del Massiccio e il loro significato per le generazioni di oggi.
“Non è solo importante continuare a parlare di questi eventi - è un altro passaggio del suo discorso - ma tutti i giorni è necessario vivere i valori che ci hanno trasmesso, rispettando la loro grande eredità, aiutando i giovani attuali ad orientarsi nella società civile e soprattutto informandosi e occupandosi del proprio territorio e del proprio Paese, perché le conseguenze di vivere nell’indifferenza sono troppo gravi.”
“Ed è in questo contesto che si inserisce l’acquisto del Col Moschin - ha proseguito Bertoncello -. Un luogo storico dove l’amministrazione comunale intende preservare i sentimenti di pace e libertà che hanno contraddistinto i giovani di allora come ci auguriamo sia anche per quelli di oggi. Un luogo dove gli studenti di ogni ordine e grado e in genere tutti i visitatori possano assaporare un luogo pregno di storia e di memoria. Sarà nostro preciso impegno far sì che questo sia una realtà.”
“E allora guardiamo avanti con fiducia nel ricordo di quelle generazioni che maturarono la visione di una nuova Italia libera e senza conflitti e facciamo in modo che questa sia anche la nostra visione - ha aggiunto il primo cittadino -. I fatti del passato parlano chiaro e ci indicano la direzione concreta verso cui proseguire per costruire e mantenere la pace in Europa e nel mondo. Stiamo attenti e perseguiamo questa strada.”
“L’acquisto del Col Moschin - ha concluso il sindaco - sarà per noi e per i nostri giovani l’inizio di un bel viaggio.”
E l’inizio di questo bel viaggio ha riservato anche un fuori programma.
Al consiglio comunale in quota ha presenziato un pubblico composto da dodici persone: tra cui tre dipendenti comunali, tre rappresentanti della proprietà dell’area e tre proprietari di terreni confinanti.
A un certo punto, come narrano i testimoni, un rappresentante della proprietà che non è sembrato essere molto d’accordo con la stessa proprietaria che ha messo in vendita il terreno si è messo a discutere in modo non troppo idilliaco, per usare un eufemismo, su alcuni aspetti del pubblico utilizzo e soprattutto del pubblico accesso nell’area.
Certamente, nel momento in cui il Comune di Solagna entrerà effettivamente in possesso della parte sommitale del Col Moschin, servirà un surplus di arte diplomatica per gestire i rapporti di buon vicinato.
Il consiglio comunale panoramico si è quindi concluso, al calar della sera, salutato dal frinire dei grilli della Riserva della Biosfera.
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