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El Vecio Alpin

Due o tre pensierini ispirati da un’immagine colta al volo in via Porto di Brenta

Pubblicato il 10-05-2024
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Oggi, egregi lettori, è una ennesima giornata di Elethon: la maratona delle conferenze stampa della campagna elettorale a Bassano che proseguirà ineluttabilmente anche nei prossimi giorni.
Ho appena terminato un incontro coi cronisti della lista civica “è il Momento” sul lungobrenta sotto il Ponte Nuovo e mi sto recando alla conferenza stampa convocata immediatamente dopo dal Partito Democratico sulla terrazza di Palazzo Sturm, per fortuna a poca distanza a piedi, per la presentazione della lista a sostegno del candidato sindaco Roberto Campagnolo. Me ne occuperò, ovviamente, nei miei prossimi articoli.
Imbocco quindi via Porto di Brenta per arrivare a destinazione con le opportune scorciatoie, quando mi imbatto in una visione che mi colpisce e mi fa fermare.

Foto Alessandro Tich

Un vecchio Alpino, con il giubbetto della sezione piemontese Valsesia, appoggiato sul muretto con la mano sinistra e con un bastone da cammino sulla mano destra, fermo ad ammirare a distanza il Ponte degli Alpini.
Riesco anche a scattargli una foto di spalle e non è difficile perché quel Vecio Alpin non si muove. Rimane lì, senza neanche cambiare posizione, a godersi quel panorama anche se il Ponte dalla sua visuale è parzialmente coperto da una pianta.
Chissà quante cose avrebbe da raccontare: ma il tempo è tiranno, devo correre alla conferenza stampa del PD che è convocata a mezzogiorno e non posso che restare sul posto per neanche un minuto ad osservarlo mentre continua a fissare, immobile, il nostro Ponte Vecchio.
Si tratta comunque di un’immagine insolita. Con tutti i gruppi di Alpini che vediamo in giro per la città, per l’immancabile tappa bassanese prima dell’Adunata Nazionale di Vicenza, vedere un Alpino solitario è comunque qualcosa di particolare.
Non mi ero accorto però che in via Porto di Brenta c’è anche un secondo Alpino, che scoprirò poi essere della stessa sezione Valsesia, che fino a quel momento stava parlando qualche metro più in là con due giovani che aveva incrociato per strada.
Poi il secondo Alpino, un signore sulla sessantina, si avvicina a me e mi chiede dove può trovare una pizzeria a Bassano.
Gli rispondo che in centro storico ci sono molte pizzerie, basta raggiungere le piazze, e gli indico Palazzo Sturm alla fine della via.
E faccio partire la mia involontaria gaffe:
“Vede quel palazzo? Lì comincia una salita, la deve fare tutta e raggiunge alla fine la piazza principale. Lì chieda agli altri bassanesi, saranno tutti felici di indicarle la pizzeria più vicina. Penso che per gli Alpini non sia difficile fare una salita!”.
Al che il mio interlocutore mi indica l’altro Alpino, quello col bastone in mano che sta ancora ammirando il “suo” Ponte. Mi fa capire al volo che è uno del suo gruppo e che, avendo difficoltà a camminare, quella salita non la può fare.
Entrambi sono giunti sul posto a piedi, essendo in trasferta col loro gruppo in corriera.
Per quell’uomo che sta fissando il Ponte, quella sosta sulla via lungo il Brenta non è quindi soltanto un’occasione per godere del panorama, ma anche per riposarsi un attimo, in una zona d’ombra, dalle fatiche degli spostamenti in città.
E allora non mi resta che consigliargli di tornare indietro da dove sono arrivati e cioè per via Bastion, che è comunque in pendenza, ma meno prolungata di via Portici Lunghi.
Poi vedranno “la chiesa rossa” che è il Tempio Ossario e da lì, per via Verci, possono raggiungere il centro e cercare la pizzeria.
Il mio interlocutore mi ringrazia e io a questo punto me ne vado perché rischio di arrivare in ritardo alla seconda conferenza stampa.
Poi mi giro a metà via: l’attempato Alpino della Valsesia è ancora là, sembra quasi non voler distaccarsi da quel momento di contatto visivo col Ponte degli Alpini.
Poi mi giro nuovamente: l’anziana penna nera, assieme al suo accompagnatore, ha finalmente ripreso la via del ritorno e risale lentamente, aiutato dal suo bastone, la salita di via Bastion.
Ecco: sono tante le immagini che possono raccontare e rappresentare lo spirito degli Alpini, della loro Adunata Nazionale e del loro passaggio per la Città Alpina di Bassano del Grappa.
A me rimarrà impressa l’immagine di questo incontro casuale con un momento sicuramente intimo di una delle migliaia e migliaia di penne nere che domenica parteciperanno al grande evento di Vicenza e che finisce invece “rimbalzato” sul nostro portale per le migliaia di lettori di Bassanonet.
Onore, dunque, al Vecio Alpin.
E posso dirlo? Viva l’Italia.

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