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Tregua di Natale
A Natale e Santo Stefano taceranno le armi della politica bassanese, in assetto di guerra per le grandi manovre in vista delle elezioni comunali 2024. Ma già il 27 dicembre riprenderanno le ostilità
Pubblicato il 24 dic 2023
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“Tregua di Natale - Una verità dimenticata dalla storia” (titolo originale: “Joyeux Noël”) è un film del 2005 del regista francese Christian Carion che racconta una vicenda realmente accaduta sul fronte occidentale del 1914, nei primi mesi della Grande Guerra.
Accadde infatti che alla vigilia di Natale di quell’anno alcuni soldati tedeschi e britannici, schierati sui due fronti opposti per uccidersi, fecero tacere le armi e superarono spontaneamente le linee per intonare insieme dei canti natalizi.
Sulla terra di nessuno tra le due trincee che doveva essere il campo del fuoco incrociato improvvisarono anche delle partite di calcio, disarmando lo scontro e trasformandolo in gioco.
Foto Alessandro Tich
Quei soldati poi non si spararono più addosso: quell’incontro natalizio di momentanea pace, assolutamente fuori programma, fu qualcosa di così sconvolgente che i rispettivi comandi militari irrogarono punizioni a quelle truppe umanizzate da un momento di cristiana festività, riorganizzandole e trasferendole a combattere su altri fronti.
E “Tregua di Natale” dovrebbe essere - e sicuramente lo sarà - anche il titolo del film della politica amministrativa bassanese, in assetto di guerra per le grandi manovre in vista delle elezioni comunali 2024.
Oggi è la vigilia, ma nel Palazzo e dintorni si è sparato fino a ieri.
Le micce più recenti sono state accese di rumors sul nome del preside ed ex parlamentare Gianni Zen (è andato recentemente in pensione, ma un preside è per sempre) quale possibile candidato sindaco moderato per il centrosinistra.
Una notizia che ha creato smarrimento all’interno del centrosinistra stesso, ancora intento a tagliare il legno per i tavoli ufficiali di coalizione e già sparigliato dalla sortita autonoma e ufficializzata ampiamente in anticipo di Paolo Retinò quale candidato sindaco di Bassano per tutti.
Ma soprattutto che ha generato la secca reazione di Impegno per Bassano, chiamata in causa sul GdV come lista favorevole all’operazione Zen e pronta invece a replicare di “non prestarsi ad alchimie politiche innaturali” e di “non essere la stampella di nessuno”.
Le paturnie del centrosinistra e della civica di Marin - che pure fa ancora formalmente e anormalmente parte della attuale alleanza di governo cittadino - si aggiungono a quelle del centrodestra sull’orlo di una crisi di nervi già da mesi per le raffiche di fuoco amico tra la Lega e Fratelli d’Italia, alla conquista della terra di nessuno su cui puntare la bandiera del prossimo candidato sindaco di coalizione.
Alla conferenza stampa di fine anno il sindaco uscente Elena Pavan - che il suo stesso partito e cioè la Lega voleva a un certo punto “scaricare” per favorire la candidatura a sindaco di altri nomi - ha fatto capire di puntare decisamente al bis.
Se ci pensiamo bene, non è che in seno alla Lega bassanese emergano chissà quali personalità di spicco in grado di candidarsi a primo cittadino catalizzando il consenso degli elettori. Potrebbe essere il solo Nicola Finco, ma risulta essere fuori gioco.
E men che meno nell’alveo bassanese di Fratelli d’Italia, per quanto quest’ultimo sia oggi il partito di moda, a meno che FdI - sempre che conquisti il posto a capotavola della coalizione - non ricorra a qualche esponente della vecchia guardia ancora dell’epoca del sindaco Bizzotto oppure a una figura esterna come può essere qualche imprenditore pubblicamente impegnato, vicino ad Elena Donazzan.
Ma anche in questo caso, le dichiarazioni di Elena Pavan, che non ha mai detto ai giornalisti che “sarà il candidato sindaco” ma che “i piani alti del centrodestra sono in dialogo e in confronto” e che confida “che in poco tempo ci sia la convergenza”, hanno provocato in qualche esponente del suo schieramento politico l’effetto del formichiere che si avvicina al formicaio.
La Tregua di Natale della politica bassanese sarà effettiva: durerà cioè solamente nei due giorni canonici, Natale e Santo Stefano. Stop. Mercoledì 27 dicembre riprenderanno già le ostilità.
Per quel giorno è infatti convocata una conferenza stampa “con brindisi di fine anno” della lista civica Bassano per tutti, con l’intervento della consigliera comunale Erica Fontana, del candidato sindaco Paolo Retinò e di altri rappresentanti della lista “per un commento sull’attività consiliare dell’ultimo anno e sulle prospettive politiche in vista delle elezioni amministrative del 2024”.
Insomma: neanche il tempo di digerire il panettone e già dovremo ingerire dei blocchi di torrone, quello duro però.
Ma dovremo farcene una ragione: il fuoco incrociato, nemico e amico, fra le trincee delle truppe civiche e partitiche, a seconda delle alleanze che si formeranno sui vari fronti, sarà il leitmotiv della stagione di moda inverno-primavera.
Preparatevi per Capodanno, perché i botti continueranno per altri sei mesi.
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