Ultimora
Attualità
12 ago 2026
Uso dell’acqua potabile, scontro tra Comune e opposizione sulla crisi del Brenta
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Bassano del Nulla
Su Il Giornale dell’Architettura l’architetto bassanese Tommaso Mauro punta il dito sui progetti incompiuti o arenati della città che “nonostante la sua collocazione strategica, stenta a ritagliarsi un ruolo nello scacchiere veneto”
Pubblicato il 20 dic 2023
Visto 15.536 volte
Oggi, egregi lettori, parliamo di articoli altrui. Non è regola di una testata giornalistica occuparsi di quello che scrivono le altre testate, a meno che - come in questo caso - ciò non dia spunto ad ulteriori e stimolanti considerazioni.
Mi hanno mandato infatti su WhatsApp il link ad un articolo online pubblicato lo scorso 12 dicembre su Il Giornale dell’Architettura.
Titolo: “Ritratti di città. Bassano del Grappa non fa rima con resilienza”. Il sottotitolo anticipa il taglio dell’intervento: “Tra progetti incompiuti o arenati, e nonostante la sua collocazione strategica, la città stenta a ritagliarsi un ruolo nello scacchiere veneto” (ilgiornaledellarchitettura.com/2023/12/12/ritratti-di-citta-bassano-del-grappa-non-fa-rima-con-resilienza/).
Foto Alessandro Tich
A una prima “scrollata” del testo, e cioè prima di leggerne con attenzione il contenuto, mi ha colpito il fatto che l’autore del pezzo è molto bene informato sulle principali questioni presenti e passate dell’attualità cittadina, con riferimento ai progetti rimasti chiusi nel cassetto o col cassetto ancora da aprire, a patto che si ritrovi la chiave.
Poi ho scoperto il perché. Si tratta infatti di un bassanese: è Tommaso Mauro, giovane architetto col pallino della comunicazione, co-fondatore del collettivo Järfälla con il quale, oltre a sviluppare progetti di allestimento e d’intervento artistico, edita l’omonima rivista.
Per chi vi scrive, leggere l’articolo dell’architetto Mauro è stato come ripercorrere anni e anche decenni di articoli scritti sugli stessi argomenti, che hanno contraddistinto anni e anche decenni di aspirazioni cittadine mai approdate ad un risultato concreto.
Per chi legge l’articolo da fuori Bassano, invece, emerge una cartolina della città completamente diversa dal racconto mainstream che di Bassano solitamente si propone: quello di un importante centro del Nordest che brilla di luce propria - e attorno al quale ruota tutto il resto - grazie alle sue eccellenze storiche, culturali, paesaggistiche, turistiche, imprenditoriali eccetera.
È un’altra l’immagine della città che viene consegnata al lettore: quella di una Bassano bella e incompiuta, che continua a girare su sé stessa per ritornare sempre al punto di partenza.
È quello che io sostengo da tempi non sospetti. Mi fa piacere che se ne sia accorto anche chi è molto più giovane di me.
Non scendo nei dettagli dell’articolo di Tommaso Mauro perché di fatto lo riscriverei e vi toglierei la curiosità di andare a leggere il testo originale, di cui sopra vi ho girato il link.
Oltretutto, si tratta di argomenti che i nostri fedeli lettori conoscono a menadito, tanti sono stati gli articoli di Bassanonet dedicati in tutti questi anni ai grandi progetti di cui alla fine si è persa traccia o di cui la traccia, per antitesi, non si è ancora trovata.
Quello che mi interessa è la chiave di lettura dell’autore e cioè la sua interpretazione di tutta questa incompiutezza made in Bassano, foriera di ulteriori spunti di riflessione.
Elenco solamente le questioni, e non sono poche, scelte dall’articolista per rappresentare quella che potremmo chiamare la Bassano del Nulla.
Il filo conduttore della sua analisi - vista la professione dell’autore e vista la testata che lo ha pubblicato - è quello dell’architettura, relativa alle grandi opere pubbliche (e non solo) della città. Fior di progetti firmati anche da grandi nomi e relegati nell’archivio dei ricordi.
Affossati, inutilizzati, interrotti, oppure ancora gravati da punti interrogativi o rimasti solo sulla carta.
Ed eccoli qua: la Cittadella della Giustizia (con il bonus track del Tribunale della Pedemontana che potrebbe resuscitarla); il Polo Museale Santa Chiara, oramai sepolto, a sua volta collegato alla “manovra shock” del Genius Center e allo studio architettonico preliminare dello studio GrisDainese per il mai ulteriormente definito Polo Urbano dell’Innovazione; l’ascensore inclinato tra Prato Santa Caterina e viale dei Martiri, congelato per l’attuale caro prezzi; l’accordo pubblico-privato “che non trova pace” per la riqualificazione dell’ex Macello di proprietà Bonotto, preceduto dal famoso progetto per la nuova “piazza d’acqua” sul Brenta dell’archistar inglese David Chipperfield, poi finito tra le ortiche dell’indifferenza bassanese; il “nulla” successivo allo stop alle Torri di Portoghesi nel PPE Parolini alias Piano Mar, oggi ancora zona abbandonata e marginalizzata della città; il caso Baxi-Pengo come massimo esempio di priorità del consumo di suolo sulla rivalutazione del patrimonio costruito.
Insomma: una lista da paura, davvero poco edificante (e qui il verbo “edificare” calza a pennello) per quella che viene presentata orgogliosamente come l’ottava città del Veneto.
Ma perché, appunto, l’ottava città del Veneto soffre di questa costante sindrome da incompletezza?
La chiave di interpretazione dell’architetto Mauro è interessante:
“A Bassano, forse a causa dell’idea ormai consolidata che la strategicità della posizione geografica sia sufficiente per la sopravvivenza economica dell’area, negli ultimi decenni è mancata una visione progettuale capace di valorizzare il tessuto economico e sociale del territorio.”
“Quello che emerge da questa carrellata di progetti - commenta l’autore - è il ritratto di una città che non è certo stata resiliente rispetto ai cambiamenti economici e sociali degli ultimi trent’anni.”
“Anzi - aggiunge -, in aggiunta all’impossibilità di costruire un’immagine chiara all’interno dei propri confini amministrativi, emerge anche la difficoltà di dialogo con i Comuni limitrofi per costruire una visione corale per l’area Pedemontana. Forse, solo il caso della proposta dell’istituzione del Tribunale della Pedemontana è riuscito a varcare i confini comunali senza retorica e strumentalizzazione.”
Va detto che l’architetto Tommaso Mauro è figlio dell’avvocato Antonio Mauro, esponente di punta del Comitato per l’Istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta. Ma questa è un’annotazione marginale.
Dalle considerazioni espresse sopra emerge quindi la tesi richiamata anche nel sottotitolo: quella che i progetti incompiuti “sono purtroppo lo specchio di una Bassano che fatica a trovare una nuova posizione nella geografia regionale”.
Che dire, in conclusione? Che il giovane autore di questo racconto disincantato di una Bassano inconcludente nei suoi progetti più strategici ha messo il dito su una piaga che si fa fatica a coprire con cerotti di fortuna.
Tra la cronica tendenza al rinvio delle intenzioni e lo spoils system delle amministrazioni successive nei confronti dei progetti delle amministrazioni precedenti, la città continua a vivere di storie infinite o di storie finite prima ancora di iniziare.
Certamente - come ho scritto più volte - Bassano è una città autoreferenziale che ama guardarsi allo specchio. La qual cosa equivale a quella “idea ormai consolidata che la strategicità della posizione geografica sia sufficiente per la sopravvivenza economica dell’area” citata nell’articolo dell’architetto.
La circostanza, poi della “difficoltà di dialogo con i Comuni limitrofi per costruire una visione corale per l’area Pedemontana” è un dato di fatto e non certo da oggi.
Certo: il sindaco Pavan potrebbe controbattere che Bassano è il Comune capofila dell’Area Urbana Pedemontana (quella dei 13 Comuni della fascia pedemontana vicentina, Schio e Valdagno compresi) che ha ottenuto 14 milioni di euro di fondi europei per il tramite della Regione per interventi in co-progettazione di sviluppo urbano sostenibile.
Ma non si tratta di una aggregazione sovracomunale nata da un percorso partecipativo del territorio.
L’Area Urbana Pedemontana è una delle 11 Aree Urbane del Veneto istituite tecnicamente dalla Regione per la distribuzione dei finanziamenti comunitari.
Sempre il sindaco potrebbe ribattere che il progetto Tribunale della Pedemontana è proprio l’esempio provato di dialogo con gli altri Comuni, con il coinvolgimento convinto di Castelfranco Veneto, Cittadella e Thiene. È vero. Ma anche quella del Tribunale è un’istanza di convenienza tecnica e non di identità territoriale.
Ricordiamoci la forte opposizione di quegli stessi comprensori trevigiani e padovani compresi nell’ipotetico Circondario giudiziario della Pedemontana quando era in auge il progetto della Provincia di Bassano del Grappa.
Area Vasta, Smart City, prima ancora il Progetto Esagono e più di tutti il Marchio d’Area: ogni reale tentativo di ripensare questo territorio, a partire dal territorio stesso, è finito tra i segnalati di “Chi l’ha visto?”.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Geopolitica
06 ago 2026
Il Myanmar tra la guerra civile e gli interessi strategici dei Paesi vicini
Visto 6.605 volte
Politica
07 ago 2026
Provincia di Vicenza, oltre 70 sindaci firmano il patto per la "Casa dei Comuni"
Visto 4.196 volte
Attualità
10 ago 2026
Parcheggi, solo un posto riservato ogni due permessi nel centro storico
Visto 3.236 volte
Politica
07 ago 2026
Futuro Nazionale conferma il sostegno all'amministrazione Finco
Visto 1.793 volte
Politica
08 ago 2026
Luminarie e bilancio a Bassano: commercianti e cittadini verso una quota volontaria
Visto 1.555 volte
Politica
09 ago 2026
Candidatura culturale e scontro sulle iniziative: l'attacco di Poletto alla Giunta Finco
Visto 811 volte
Politica
08 ago 2026
Mostra dei Presepi a San Giovanni: dietrofront della giunta e critiche dell'opposizione
Visto 756 volte
Musica
11 ago 2026
Asiago Live attende Cristiano De André, Nigiotti, Panariello e The Kolors
Visto 686 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 23.396 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.381 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 22.087 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.815 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.542 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.424 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 21.073 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 20.886 volte
Politica
26 lug 2026
Tensioni sul futuro di San Lazzaro, la maggioranza boccia il blocco dei cantieri
Visto 20.792 volte