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La Ville Lumière

Meno spettacolari di quattro anni fa ma sempre suggestivi: la parata danzante della compagnia francese Remue Ménage inaugura di nuovo Operaestate Festival nella prima notte bianca di Bassano Sotto Le Stelle

Pubblicato il 06 lug 2023
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Arrivano da Parigi, la Ville Lumière.
Sarà per questo che per l’occasione sono tutti e tutte (o, se preferite, tutt*) vestiti e vestite da lampade, candelabri e abat-jour.
Uomini-lampione e donne-paralume che percorrono danzando le vie del centro storico, seguiti da una carrozza trainata da un cavallo illuminato.

Foto Alessandro Tich

Impressionante è soprattutto la bravura dei due trampolieri, che svettano sul gruppo delle lampade umane e ondeggiano come delle libellule sui loro alti trampoli con delle luci accese sulla testa.
Si chiama “Le Bal”, è ispirata ai tempi della belle époque ed è la parata firmata dalla compagnia francese Remue Ménage.
Lo spettacolo di strada inaugura ufficialmente la 43^ edizione di Operaestate Festival Veneto e, allo stesso tempo, apre le danze dell’edizione 2023 di Bassano Sotto Le Stelle, il programma delle notti bianche dei mercoledì di luglio di Confcommercio.
Confcommercio che può ritenersi soddisfatta: il Ponte Nuovo è chiuso ma il centro storico, come sempre per le notti bianche, è pieno.
La parata francese procede quindi in mezzo alla folla e nelle vie più strette del centro, come via Vittorelli, il servizio d’ordine ha il suo bel daffare per consentire il passaggio della comitiva danzante illuminata tra la gente in preda all’estasi da smartphone.
Non è la prima volta che i Remue Ménage animano il mercoledì sera bassanese inaugurando Operaestate. Era accaduto anche nel 2019, l’ultimo anno dell’era pre-Covid. In quella occasione diedero vita alla parata notturna “L’Envol”, dedicata alle creature dell’aria, che definire “spettacolo mozzafiato” non è esagerato.
Ricordo ancora la grande visione d’insieme di quella sfilata e la stupefacente processione di un modo immaginario composto da grandi uccelli preziosi e superbi fatti volare in danza aerea “come vetrate di luce sospese nel firmamento”, come ebbi a scrivere nell’articolo di resoconto di quell’evento.
Quella di quest’anno è una parata più contenuta e meno spettacolare di quella di quattro anni fa. E a prima vista, se devo essere sincero, rimango deluso.
Ma poi mi ricredo perché gli artisti d’Oltralpe sono sempre suggestivi: le loro coreografie e movenze d’insieme compensano alla grande la ridotta scenografia.
Il gran finale di “Le Bal” si svolge, esattamente come nel 2019, in piazza Libertà dove i danzatori ed acrobati parigini, non più in percorso itinerante ma in sede fissa, eseguono la loro performance per circa mezz’ora.
Il tutto per il godimento del pubblico presente, soprattutto delle persone assiepate nelle prime file ai quattro lati transennati della piazza, le uniche che riescono a vedere e ad apprezzare pienamente lo spettacolo.
Ma così è se vi pare: sono i limiti logistici di questa atmosfera da fiaba by night nel magico reame di Bassano Sotto Le Stelle.
E vissero tutt* felici e content*.

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