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FrecciaVerde
Soluzioni viarie ipotizzate dai Comuni di Rosà e Tezze sul Brenta per decongestionare il traffico sulla Ss 47: Europa Verde Bassano fa il gioco delle “Sliding Doors” e immagina due scenari futuri completamente opposti
Pubblicato il 23 gen 2023
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Avviso ai viaggiatori: il treno FrecciaVerde è in partenza dal binario 1.
Sabato scorso Europa Verde Bassano ha convocato un incontro con la stampa alla stazione ferroviaria di Rosà, prescelta quale “luogo simbolico per toccare con mano quanto il trasporto ferroviario venga trascurato”.
L’argomento di cui all’oggetto, ovviamente, è quello della viabilità e trasporti: un tema preso di mira dopo notizie uscite in questi giorni sui giornali locali.
Gli esponenti di Europa Verde Bassano alla stazione ferroviaria di Rosà
Si tratta delle notizie riguardanti le “soluzioni viarie” di Rosà e Tezze sul Brenta, i due Comuni contermini soffocati dal traffico sulla Ss 47, ipotizzate per fluidificare finalmente la viabilità sul congestionato asse stradale nord-sud.
Cogliendo l’asfalto al balzo, Europa Verde Bassano ha quindi proposto a beneficio degli organi di stampa un “esercizio di fantasia”, intitolato “Sliding Doors” (“Porte Scorrevoli”).
La metafora è nota, grazie anche al celebre film col medesimo titolo: le “Sliding Doors” indicano un elemento assolutamente imprevedibile che può cambiare la vita di una persona in modo altrettanto imprevedibile. E così, se si riesce a prendere il treno con le porte scorrevoli oppure se si arriva un attimo dopo e si perde il treno perché le porte si sono già chiuse, può cambiare il futuro.
E allora i macchinisti del treno FrecciaVerde hanno fatto partire il convoglio della mobilità sostenibile e hanno messo in atto il gioco delle “Porte Scorrevoli” per immaginare due scenari futuri completamente opposti, come dal testo che segue:
SLIDING DOORS
...SE PERDIAMO IL TRENO
Anno 2030, finalmente il comune di Rosà e di Tezze sul Brenta hanno realizzato i loro piani per fluidificare la viabilità. Ora esiste una circonvallazione stradale a Rosà che pesca il traffico su gomma da Borgo Tocchi e lo porta, aggirando il centro, fino a Ca’ Dolfin.
Allo stesso tempo, il comune di Tezze sul Brenta, è finalmente riuscito a far realizzare un asse viario parallelo alla statale 47 che congiunge la sr 53 alle Valsugana. Finalmente i centri di Rosà, Cusinati e Belvedere non sono più gravati dal traffico e gli spostamenti sono rapidi e veloci!
Pazienza se i carburanti costano ormai 4 euro al litro. Queste nuove strade hanno finalmente sgravato i centri da TIR e dalle macchine lussuose di quelli che ancora possono permettersi di fare il pieno.
Pazienza se non ci può permettere un’auto elettrica a testa in un mondo in cui le materie prime sono sempre più care date le necessità di 8 miliardi e mezzo di persone. Tutti gli altri possono comunque girare in bici su questi stradoni insicuri in cui c’è mediamente un investimento la settimana.
Pazienza se abbiamo asfaltato consistenti aree di territorio.
Pazienza se abbiamo stimolato ulteriori appetiti immobiliari attorno a questi assi viari. Sì, è vero, tutto questo asfalto e tutto questo cemento rendono ancora più estreme le sempre più frequenti ondate di calore... ma tanto ci sono i condizionatori!
...SE PRENDIAMO IL TRENO
Anno 2030, finalmente il comune di Rosà e di Tezze, insieme a tutto il resto del territorio bassanese, hanno realizzato i loro piani per fluidificare la viabilità. Le linee ferroviarie Bassano-Venezia e Bassano-Padova sono state raddoppiate. C’è un treno ogni mezz’ora che da Bassano va a Vicenza. Uno ogni mezz’ora che va a Padova e uno ogni venti minuti che va a Venezia. Anche la linea ferroviaria della Valsugana, poi, è stata ammodernata e i nuovi treni permettono tempi di percorrenza molto competitivi.
I comuni del bassanese hanno poi messo in rete tutte le loro ciclabili creando una vera e propria bicipolitana che si estende da Marostica a Rossano Veneto e dalla vallata fino a Tezze sul Brenta.
Le linee di autobus sono state poi riviste per rispondere alle esigenze di tutti e non solo degli studenti. Il centro di Bassano è stato quindi interdetto al traffico e ci sono parcheggi sul modello del Gerosa per chi giunge a Bassano con mezzi privati anche da nord, est e ovest.
Si è deciso di far sì che portare con sé una bici in treno o in autobus sia molto economico e quindi, visto che ormai i prezzi dei carburanti sono oltre i 4 euro al litro, molte persone hanno deciso di fare dell’accoppiata bici+treno o bici più autobus la loro principale modalità di spostamento.
Le auto elettriche si stanno diffondendo ma l’incombere di scarsità alimentari fa propendere le amministrazioni a risparmiare quanto più terreno coltivabile possibile e, invece di fare parcheggi, si preferisce fare orti. È molto più comodo quindi girare in bici, senza problemi di parcheggi visto che la loro quasi totalità sono per categorie protette come disabili e persone a ridotta mobilità.
Grazie a tutti questi cambiamenti il bassanese, con i bellissimi centri di Marostica e Bassano, con le zone golenari del fiume Brenta e la vallata, è diventato un paradiso per il cicloturismo che ha fatto registrare un importante aumento delle presenze con impatti fortemente positivi sulle attività alberghiere e su ristorazione. Persino un comune come Tezze sul Brenta, che nessuno mai avrebbe immaginato poter essere “turistico” ha un numero di presenze tutt’altro che trascurabile.
COMUNICATO
Oggi siamo in un luogo simbolico per toccare con mano quanto il trasporto ferroviario venga trascurato. Quella che dovrebbe essere la soluzione principe per sgravare gli assi viari più importanti del nostro territorio è in queste condizioni penose.
Qui abbiamo inoltre voluto fare con gli organi di stampa, un esercizio di fantasia: cosa può diventare il bassanese nei prossimi anni? I 2 scenari che ci siamo divertiti ad immaginare hanno in comune una situazione ambientale che si degraderà (e questo non è pessimismo ma semplicemente realismo) e una situazione economica che vedrà rincorrersi rincari delle materie prime. Cosa, quest’ultima, inevitabile in un mondo con una popolazione in continuo aumento.
Date queste premesse le scelte delle nostre amministrazioni possono portare a scenari completamente diversi. I comuni di Tezze sul Brenta e di Rosà, con quanto hanno fatto trapelare a mezzo stampa sulle loro intenzioni viabilistiche, sembrano propensi alla politica dello struzzo: fare finta che il cambiamento climatico non esista, fare finta che sarà sempre tutto come negli anni ’80 del secolo scorso. Puntare oggi sul realizzare nuove strade per risolvere i problemi di viabilità è così fuori dal tempo da poter essere considerato al limite del masochismo. Siamo sicuri che tra 10 o 20 anni quelle opere viarie saranno considerate opere lungimiranti? Stiamo rispondendo alle esigenze di tutta la popolazione, anche quella meno abbiente, quando puntiamo tutto sul trasporto automobilistico privato? Cerchiamo di fare tesoro dell’esperienza negativa della Pedemontana!
In questi giorni di caro carburanti ricordiamoci anche del sistema di metropolitana di superficie , progetto che risaliva ai primi anni 2000. Ricordiamoci come la Regione Veneto abbia deciso di affossarlo nel 2018 “perché economicamente non fattibile” e poniamoci alcune domande:
• Che impatto avrebbe avuto su di noi il caro carburanti in presenza di trasporti pubblici efficienti?
• Ha senso giudicare la metropolitana di superficie economicamente infattibile quando ci si è imbarcati a realizzare la Pedemontana?
• Le nostre amministrazioni comunali, così affamate di mobilità, non avrebbero potuto tirare per la giacchetta la regione per farla proseguire sulla via della metropolitana di superficie?
Quindi, ecco le nostre proposte : nessuna nuova strada deve essere realizzata. Al limite solo interventi minori e che tendano al riordino dell’esistente piuttosto che all’apertura di nuovi assi. Gli investimenti infrastrutturali DEVONO essere concentrati su opere sostenibili come ferrovie e ciclabili . La metropolitana di superficie deve essere una priorità per la nostra regione e i nostri comuni devono spingere per portarla qui prima possibile. Queste politiche portano non solo benefici viabilistici ma anche sociali e turistici.
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