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Ho visto cose che voi umani...eccetera eccetera.
Le ho viste oggi in differita, fingendomi un novello replicante di Blade Runner, nella registrazione video del consiglio comunale di Bassano del Grappa di ieri sera.
Non un film in prima visione, dunque, ma comunque da cartone di pop corn assicurato.
Fonte immagine: open.online
Regia della pellicola: Stefano Facchin, presidente del consiglio comunale, chiamato a dirigere un traffico a dir poco caotico, che questa seduta dell’assemblea civica se la ricorderà a lungo. E non solo lui. Anche perché si tratta della prima volta in cui l’espressione “frattura nella maggioranza”, per voce della capogruppo di #PavanSindaco Ilaria Brunelli, viene dichiaratamente pronunciata.
La scena madre avviene in quello che è il già annunciato momento clou della seduta consiliare. Vale a dire il punto 3 all’ordine del giorno: la mozione avente ad oggetto “Abolizione immediata delle restrizioni all’accesso di familiari e visitatori presso Ospedali e RSA in base al possesso di certificazioni verdi Covid-19”, presentata come prima firmataria da Ilaria Brunelli assieme a Marina Bizzotto di Impegno per Bassano, quest’ultima tuttavia assente alla discussione in consiglio.
Come ho già anticipato nel mio precedente articolo “Vota che ti pass”, la mozione, se approvata, impegna sindaco e giunta a “chiedere al governo di valutare urgentemente il decadimento dell’obbligo del green pass per l’accesso di familiari e visitatori a strutture di cura e degenza”. Obbligo che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre e che pertanto dal 1 gennaio sarà decaduto: il documento consiliare, di fatto, chiede all’amministrazione comunale di perorare la causa presso il governo affinché l’esecutivo Meloni prenda subito in considerazione il decadimento anticipato della misura restrittiva.
L’argomento richiama pubblico in sala mentre in piazza Libertà - vedasi foto pubblicata in calce - un gruppetto di persone esibisce uno striscione con la scritta “Basta greenpass (con le due “s” scritte come le Siegrune delle SS tedesche, ndr) nelle RSA e ospedali”.
Ma si tratta anche e soprattutto, dal punto di vista politico e in relazione a come la mozione è stata concepita, del momento della verità. Ilaria Brunelli l’ha infatti protocollata all’ordine del giorno di sua iniziativa e senza un preventivo confronto con la propria maggioranza e questo aspetto, come vedremo, influirà pesantemente sugli equilibri in gioco.
Fatto sta che la Brunelli prende la parola, ma per dichiarare il ritiro della mozione.
Iniziando il suo intervento la capogruppo di #PavanSindaco parla di “umanizzazione delle cure ” citando le parole del direttore generale dell’Ulss 7 Bramezza riportate nel comunicato stampa sulla recente presentazione del progetto di Dog Therapy nel reparto di Pediatria del San Bassiano. Neanche il tempo di andare a capo, che il presidente Facchin la interrompe e la richiama: “Consigliera Brunelli, lei deve motivare il ritiro senza entrare nel merito della mozione”.
Ne consegue un concitato ping-pong tra la capogruppo e il presidente.
“Lo sto motivando, sono allucinata dal fatto che non vogliate sentire perché la ritiro”, dice lei, che chiede anche al segretario generale l’interpretazione dell’articolo 65 del regolamento del consiglio comunale sulla “questione pregiudiziale o sospensiva”, prevista quando viene richiesto che un argomento sia ritirato dall’ordine del giorno, precisandone i motivi.
Non se ne esce e il presidente Facchin propone, e l’assemblea accoglie, cinque minuti di sospensione. Break, reset e quindi si riparte.
La Brunelli riprende la parola ponendo la questione pregiudiziale e pur richiamata ancora altre volte da Facchin prosegue il suo discorso di merito. Rimarca che “non esiste solamente la salute ma anche il benessere delle persone, che è ancora più importante” e che del benessere fa parte anche “il tempo passato con i nostri cari”.
“Il fatto che in questo momento alcune persone non possano usufruire di questo è il centro del documento che è stato depositato - continua -. È una situazione particolarissima che riguarda un piccolo insieme di cittadini.” “Il tema di questo documento - aggiunge - è mettere sotto i riflettori una voce che è difficile da intercettare.”
L’intervento prosegue ma intanto il tempo passa, la capogruppo di maggioranza sta già parlando da otto minuti abbondanti dalla ripresa dei lavori consiliari e questa volta il presidente Facchin sta per alzare la paletta rossa: “Consigliera Brunelli, le tolgo la parola…”. La diretta interessata coglie il messaggio e va finalmente al dunque.
E dichiara testualmente: “Perché ritiro la mozione? Perché il parlarne è difficile e c’è una frattura nella società, che nasce da regole difficili da accettare. E questa frattura si ripercuote anche nella mia maggioranza.”
Et voilà: la frattura è servita.
La parte finale del discorso della Brunelli, col presidente Facchin sempre all’erta per il rispetto dei tempi, è una “chiamata alla responsabilità” alla sua stessa coalizione all’interno della quale, in questo frangente, sembra che la capogruppo della civica del sindaco si stia ritagliando una collocazione sempre più isolata.
“Siccome questo è un tema che merita di dare un segnale univoco di pacificazione di quella frattura, e come istituzione ho bisogno di un voto univoco - conclude la consigliera No Pass -, io metto ai voti la possibilità di ritirarlo. Ciascuno in coscienza valuterà se è pronto a parlarne oppure no.”
Musica - si fa per dire - per Riccardo Poletto.
“Mi sento un po’ in imbarazzo - dichiara in aula l’ex sindaco -. La faccenda è molto importante e io stesso ritengo queste restrizioni esagerate. Però noto una discrasia enorme e una sorta di contraddizione tra il fatto che la consigliera Brunelli ne sottolinei l’importanza e poi ne abbia fatto una sorta di avventura personale.”
“Se è importante - prosegue il consigliere di Bassano Passione Comune -, la prima cosa che si fa è condividere. Con la propria maggioranza innanzitutto e con i capigruppo di tutto il consiglio comunale in modo da confrontarci e da proporre insieme.” “L’esatto contrario - incalza l’esponente di opposizione - di prendere, protocollare in una sorta di fotofinish e poi farne un motivo di esibizione. Per la serie: “mi si nota di più se ci sono o non ci sono?”. Parafrasando: “Mi si nota di più se la discuto o la ritiro?”. L’importante è farsi notare.”
“Non ci interessa riaprire o rinfocolare contrapposizioni, è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno - afferma Poletto -. Ok al ritiro, convochiamo una Commissione Sociale a questo scopo, con gli operatori sanitari e con i famigliari, per porci in ascolto di ciò che Bassano può fare.”
“A me non sembra che la consigliera Brunelli voglia ritirare la mozione. Mi sembra che qualcuno l’abbia invitata a ritirarla.” Chi lo dice è il consigliere dei 5Stelle Bruno Trevisan.
“Lei ci sta sottoponendo al voto comunque - aggiunge Trevisan -. E allora tanto vale non ritirare la mozione, discuterla e votarla.”
Non sarà ascoltato. Il presidente Facchin, sull’orlo di una crisi di presidenza (ma il bello deve ancora arrivare), constatato che nessun altro chiede di intervenire, chiama la votazione per il ritiro della mozione. Favorevoli = si ritira. Contrari = non si ritira e la mozione rimane in discussione all’ordine del pop corn.
Solitamente, le votazioni in consiglio comunale sono delle pure formalità.
I consiglieri premono sui loro pulsanti e in pochi secondi il risultato complessivo del voto compare in tempo reale sul grande display posizionato sopra il seggio della presidenza.
Cosa che, questa volta, non accade, I votanti sono in tutto 23 ma dopo quasi due minuti i voti espressi sono 21. Mancano due consiglieri: Antonio Guglielmini e Chiara Tessarollo, entrambi di maggioranza, che risultano usciti dall’aula.
Il presidente Facchin si spazientisce: “L’ho detto più volte: i consiglieri quando escono devono comunicarlo al presidente perché poi il sistema va in palla e non funziona più niente. È un po’ di cattivo gusto, anche se però vorrei usare qualche altro termine.”
La registrazione video del consiglio comunale, in questo punto, aumenta la confusione. Si vede cioè il display con la votazione in corso e non l’immagine della sala consiliare.
Alla fine, e finalmente, compare la fatidica scritta: “23 votanti su 23”.
Oh, benon, era ora. Esito: 13 favorevoli al ritiro della mozione (10 di maggioranza e 3 di opposizione), 4 contrari (tutti di opposizione: Paola Bertoncello, Roberto Campagnolo, Bruno Trevisan e Angelo Vernillo) e 6 astenuti (4 di maggioranza: Ilaria Brunelli, Gianluca Pietrosante, Giulia Tulini, Mauro Zen e 2 di opposizione: Chiara Campana ed Erica Fontana).
Tutto a posto? Macché. Ancora senza le immagini “live” sulla sala si sente un brusio e il presidente Facchin che si fa sfuggire un “qua ghe ze tropo casin”.
Sembra infatti che per sbloccare il sistema di votazione, altrimenti impallato, qualche “pianista” abbia votato al posto dei due consiglieri usciti dalla sala.
“Rifacciamo la votazione - sbotta il presidente -. Qua stiamo facendo una pessima figura.”
Reazioni e applausi del pubblico, che viene subito richiamato dallo stesso super impegnato Facchin: “Silenzio per cortesia, il pubblico non può applaudire né parlare.”
E così, la votazione si rifa per una seconda volta. Ma prima il segretario comunale, su richiesta dello stesso presidente, rifa l’appello dei presenti, come all’inizio della seduta consiliare e come a scuola. Chi c’è c’è.
Questa volta non ci sono assenze impreviste e si ripete l’operazione.
Risultato finale e definitivo, comunque assai discosto dal precedente: 12 favorevoli (tutti di maggioranza), 8 contrari (tutti di opposizione) e 3 astenuti (2 di maggioranza: Ilaria Brunelli e Gianluca Pietrosante e 1 di opposizione: Erica Fontana).
Il consiglio comunale, con gran sudore, approva il ritiro della mozione.
“Dopo questa bella figura, in ufficio di presidenza sarà mia cura richiamare all’ordine ancora tutti una volta perché così non si va da nessuna parte.”
È il monito con il quale il presidente Stefano Facchin conclude questa animata pagina del consiglio comunale prima di passare al successivo punto all’ordine del giorno.
La mozione in tema di green pass non ha ottenuto il pass per essere discussa, coi voti della maggioranza. Come volevasi dimostrare.
Sarà poi vero, come sostenuto dal consigliere Trevisan, che non sia stata Ilaria Brunelli a volerla ritirare ma che qualcuno l’abbia invitata a farlo?
A questo punto fa poca differenza. Se frattura doveva esserci, frattura è stata.
Altro che Dog Therapy alla Pediatria del San Bassiano: in maggioranza si è passati, clamorosamente, al reparto di Ortopedia.
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