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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 16-06-2021 20:02
in Attualità | Visto 8.363 volte

AstraZeneca

L'infinita trattativa per l'acquisizione del Teatro Astra da parte del Comune: perché il crollo parziale del tetto di ieri pomeriggio potrebbe portare a un'improvvisa svolta nella vicenda

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Foto: Fulvio Bicego

AstraZeneca. Effetti collaterali: possibili crolli parziali del tetto.
Ha ceduto fortunatamente solo una parte della copertura e nessuno si è fatto male: ma quello che è accaduto ieri pomeriggio, con la grandinata di capriate e di travi di legno precipitate sul palcoscenico e sulle poltrone del Teatro Astra, ha sconvolto la città. La grande breccia provocata dal crollo sul tetto è come un'enorme ferita, di quelle difficili da rimarginare. Ed è purtroppo un segno di come non basti un vincolo monumentale a garantire la tutela di un bene storico.
Non è questa la sede per rivangare l'infinita storia del Teatro identitario di Bassano, acquisito dai privati e chiuso dal 2009, la cui prospettiva di essere “restituito alla città” (per usare una frase di moda oggi) ha attraversato senza esito alcuno ben quattro diverse amministrazioni comunali: Bizzotto 2, Cimatti, Poletto e per il momento anche Pavan. Questo è un aspetto politico, in queste ore va riservata priorità alla cronaca.
Saranno i risultati dei sopralluoghi tecnici effettuati dagli esperti dei Vigili del Fuoco a stabilire l'esatta causa e dinamica dell'improvviso cedimento. Non è il momento della caccia alle streghe, già in atto da ieri sui social, anche se è pacifico che in merito alle condizioni dello stabile che hanno portato a una simile conseguenza la Zetafilm Srl, proprietaria del Teatro, deve mettersi una mano sulla coscienza. Basta cioè la mancata acquisizione dello storico edificio da parte delle varie amministrazioni pubbliche bassanesi a giustificare l'altrettanto mancata manutenzione dello stesso da parte di chi ne detiene le chiavi di entrata? Assolutamente no. La colpa di quanto è successo è privata, come di matrice privata è stata la mancanza di opportuni interventi dopo le infiltrazioni sul tetto riscontrate tra il 2015 e il 2016 e come saranno i privati - e come già dichiarato ieri dagli stessi - a ripristinare gli ingenti danni. Ma è altrettanto vero che, sotto il profilo preventivo, anche il Comune avrebbe potuto e anzi dovuto fare di più. Nel suo primo anno di mandato, l'amministrazione Pavan ha provveduto ad effettuare la verifica del patrimonio degli immobili comunali con l'utilizzo di droni. Saggio intervento, ma appare beffardo col senno di poi, alla luce del crollo di ieri, che il controllo dall'alto sullo stato dei tetti e dei coppi perlomeno in centro storico non sia stato allargato anche agli edifici di proprietà privata ma di valore storico-monumentale.
Comunque sia, il “disAstra” di ieri può dare paradossamente una mano proprio all'amministrazione comunale nel tentativo di stringere la partita per l'acquisizione del bene storico, altrimenti destinata alle paludi eterne. Vanno infatti analizzate in questo senso le dichiarazioni del sindaco Elena Pavan trasmesse oggi alle redazioni, nel day after del crollo parziale del tetto in viale dei Martiri.
“Quanto accaduto nella giornata di ieri al Teatro Astra è una profonda ferita che ha colpito l’intera città - dichiara il sindaco -. Non possiamo più aspettare una soluzione che non arriva. Ho già convocato un incontro urgente con la proprietà e la Soprintendenza per definire la soluzione che, per quanto riguarda il Comune di Bassano, è solo una: l’acquisto del bene da parte dell’Amministrazione allo scopo di restituirlo, nel più breve tempo possibile, alla città.” “È evidente che trattandosi di denaro pubblico il mio dovere è quello di avere una perizia sul valore oggettivo di questo bene - prosegue la nota del primo cittadino -. Per questo, solleciterò il privato ad autorizzare una stima dell’Agenzia delle Entrate sul reale valore dell’immobile. Questo sarà il primo passo per arrivare alla soluzione di un problema che si protrae da troppo tempo. Nel caso non trovassi risposta, nell’interesse della città che rappresento, mi riservo di esplorare qualunque altro percorso utile a mettere in sicurezza il bene e a restituirlo ai bassanesi.”
In altre parole, il grande squarcio sul tetto dell'Astra ha aperto anche un'improvvisa breccia sulla prolungata e stantia vicenda dell'acquisizione. Fino ad oggi l'amministrazione Pavan ha tergiversato e anche troppo, ma anche la proprietà privata dello storico edificio non è stata da meno. La Zetafilm Srl (attività esercitata: compravendita di beni immobili propri; amministratore unico: Michele Fantinato; soci e quote: Maria Ludovica Marchiorello 25%, Aletti Fiduciaria SpA 25%, Antonio Cauzzo 12,5%, Leopoldo Lago 12,5%, Maurizio Alessi 12,5%, Lato Italia Srl 12,5%) nei tempi più recenti si è divisa tra chi ha sostenuto l'opportunità di addivenire in tempi brevi ad accordi col Comune per la compravendita del Teatro e chi invece è favorevole, per così dire, a una trattativa più prolungata e circostanziata. L'avvenuto crollo parziale del tetto potrebbe quindi “bypassare” le tendenze all'eterno rinvio fin qui dimostrate da entrambe le controparti.
A spingere verso un chiarimento definitivo della questione, a seguito del cedimento di ieri della copertura del Teatro, è anche un'interrogazione urgente protocollata oggi per il prossimo consiglio comunale da tutti i consiglieri di minoranza.
Si chiede al sindaco Pavan, tra le altre cose, “se l'amministrazione comunale era a conoscenza dello stabile che stava trattando per l'acquisto” e “se ci sono eventuali relazioni tecniche o perizie a supporto”. L'interrogazione chiede lumi anche sul ruolo giocato nella trattativa con la proprietà dell'Astra dall’architetto Antonio Guglielmini, attuale consigliere di maggioranza e già consulente progettuale di Zetafilm Srl (va detto che Guglielmini ha già specificato a chi vi scrive che da quando è in consiglio comunale non ha più alcun tipo di rapporto professionale con la proprietà, avendo rimesso tutti gli incarichi che aveva in corso). Infine le minoranze chiedono “se l'amministrazione comunale aveva chiesto o disposto azioni di verifica sullo stato dell’edificio Teatro Astra ai fini di assicurare la massima tutela per l’incolumità pubblica e la giusta conservazione di un bene vincolato” e “come intende procedere ora l’amministrazione comunale rispetto al possibile acquisto dello stabile vista anche l’attuale previsione di bilancio che, stante l’evidenza, appare sproporzionata per la parte acquisto e a questo punto sicuramente sottostimata per la parte restauro”.
Tutti i nodi del Teatro Astra, in questo che è il momento delle prolungate e spensierate celebrazioni per la restituzione del Ponte alla città, sono quindi venuti repentinamente al pettine e potrebbero anche portare, sull'onda emozionale del bene storico ferito e danneggiato, a una svolta nella vicenda.
Morale della favola: non tutto il male vien per nuocere. Proprio come l'AstraZeneca.
Ma serve un'amministrazione con le capriate salde.

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