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Attualità

Il viaggio infinito di Candelaria

La straordinaria testimonianza di Candelaria Romero, autrice argentina, agli “Incontri senza confine” alla “Bassanese”

Pubblicato il 15 feb 2009
Visto 2.899 volte

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Quando legge le sue poesie, o recita dei brani dei suoi pezzi teatrali il pubblico resta incollato ad ascoltarla.
E' successo anche alla libreria “La Bassanese”, dove è stata protagonista della seconda serata degli “Incontri senza confine”: l'originale rassegna sugli scrittori migranti organizzata dall'associazione interculturale “Il Quarto Ponte” di Bassano del Grappa in collaborazione col libraio Marco Bernardi.
Candelaria Romero, 36enne, argentina, autrice ed attrice teatrale, da 17 anni residente a Bergamo, ha “stregato” i presenti con la sua incredibile storia di esule politica: fuggita dalla dittatura militare in Argentina - con i due genitori scrittori e la sorella - quando era ancora piccola, ha passato l'infanzia in Bolivia, fino all'arrivo di un'altra dittatura anche in questo paese. E' quindi riparata in Svezia, dove ha trascorso la giovinezza diplomandosi al Ginnasio d'Arte Drammatica di Stoccolma. Nei primi anni '90 è giunta in Italia, a Bergamo, per motivi di studio: qui ha trovato l'amore, e vi è rimasta.

Candelaria Romero col presidente dell'associazione "Il Quarto Ponte" Alì Fadel

Un difficile, ma stimolante percorso interculturale che si rispecchia in tutte le sue opere: dagli intensi versi poetici - dedicati alle Madri di Plaza de Mayo e all'Argentina, al marito o a un personalissimo dialogo con Dio - alle tre opere di “Teatro Civile” che ha composto e che porta in giro per l'Italia rivolgendosi in primo luogo alle scuole: “Hijos - Storie di viaggi”, “Bambole - storie silenziose di donne” e “Pachamama - storia di una Madre Terra molto arrabbiata”.
“Hijos” - rappresentazione autobiografica, dedicata alla figura del padre - racconta l'odissea di una famiglia che a seguito della dittatura deve lasciare il proprio paese per rifugiarsi in diverse parti del mondo. “Bambole” dà invece voce a storie di violenza sulle donne, con le testimonianze supportate da Amnesty International. “Pachamama”, infine, parla del malessere ambientale del nostro pianeta visto con gli occhi e la cultura dei popoli del Sud del mondo.
Al termine di una brillante conversazione, molto applaudita dal pubblico intervenuto, Candelaria Romero ha letto in anteprima, con emozione e trasporto, un suo nuovo brano, “Lettera a mia madre”, ispirato a un suo periodo di depressione post-parto. Serata molto riuscita, nel segno di un autentico e arricchente confronto fra culture.

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