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Cromo 6: arrivano i fondi destinati alla laguna

Il disinquinamento della falda sottostante l'ex Galvanica PM di Tezze sul Brenta finanziato con le risorse della Legge Speciale per Venezia. La Regione stanzia un contributo straordinario di 800mila euro in attesa della definitiva bonifica dell'area

Pubblicato il 15 feb 2012
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Saranno i fondi della Legge Speciale per Venezia a garantire la salvaguardia dai rischi derivanti dall’inquinamento di cromo esavalente che contamina il suolo e la falda sottostante all’ex Galvanica PM di Tezze sul Brenta.
Ne dà notizia, in una nota, la giunta regionale del Veneto.
Le attività di disinquinamento potranno disporre di contributo straordinario di 800 mila euro, finalizzato a cofinanziare gli interventi di emergenza già in atto in attesa della definitiva bonifica dell’area, reperiti “grazie alla rimodulazione e alla ottimizzazione delle risorse regionali destinate al risanamento della laguna e del territorio del bacino scolante - ha ricordato l’assessore regionale Renato Chisso - riposizionando alcune risorse della Legge speciale non utilizzate e individuando gli interventi da finanziare con quelle disponibili”.

Il cromo esavalente è un potenziale pericolo per la laguna veneziana (foto Alessandro Tich) : da qui lo stanziamento di 800mila euro per il disinquinamento della falda a Tezze sul Brenta attinti dalla Legge Speciale per Venezia

Il provvedimento in questione - che era stato proposto dalla giunta veneta ed è stato approvato dal consiglio regionale - “riposiziona” un investimento complessivo di 80 milioni di euro e, in questo caso, mette la laguna veneziana al sicuro dai potenziali pericoli causati dal cromo esavalente e garantisce anche la salute pubblica a tutti i livelli.
A seguito dell’inquinamento riscontrato nella ex galvanica, la società Etra SpA ha condotto attività di prelievo e depurazione delle acque contaminate della falda acquifera sottostante, contaminazione rimasta pressoché inalterata con concentrazioni di cromo esavalente (microgrammi/litro) mediamente superiori ai 100-200 mg/kg sul terreno e ai 1000 mg/litro in corrispondenza nella falda, con valori che raggiungono i 20.000 delle vasche di cromatura.
L’area interessata dall’inquinamento - in parte percorsa dalla falda acquifera e definita in idrologia “plume” - si estende su una superficie di 2.500 metri quadrati e ha profondità di circa 56 metri al di sotto del piano campagna.
Il presidio idraulico è rappresentato da una serie di pozzi di emungimento ubicati subito a valle del “focal point”, che intercetta le acque inquinate e le invia all’impianto di depurazione presente in sito, realizzato alcuni anni fa per limitare e controllare il deflusso dei contaminanti.
Nel febbraio del 2009, il Comune di Tezze sul Brenta aveva approvato il progetto preliminare di bonifica dei suoli e della falda dell’area ex Galvanica PM. Attualmente sono in corso ulteriori verifiche tecniche (campo prova), che si concluderanno a dicembre 2012. I dati acquisiti saranno utilizzati per redigere il progetto definitivo. Sino a quando non sarà attuato tale progetto, l’area sarà mantenuta in sicurezza mediante l’emungimento e il trattamento delle acque contaminate.

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