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Il primo bassanese sulla Luna
Una storia di fantascienza de noialtri, nel giorno del 50simo anniversario dello sbarco dell'Apollo 11
Pubblicato il 20 lug 2019
Visto 7.352 volte
20 luglio 2069. Esattamente cento anni fa il primo uomo sulla Luna.
Per quasi un secolo, dopo la chiusura della Missione Apollo della NASA, nessun umano ha rimesso piede sull'inospitale suolo del nostro satellite. Poi però la sovrappopolazione del nostro pianeta, l'insufficienza delle risorse energetiche e alimentari e la necessità di trovare nuovi sbocchi per il progresso tecnologico della specie umana hanno incoraggiato la realizzazione sulla Luna, in attesa di farlo anche su Marte, degli insediamenti dei primi colonizzatori terrestri.
Tra questi c'è anche Edvino Boldrin, detto Buzz, di Bassano del Grappa. Buzz Boldrin, con l'accento americanizzato sulla “o”: il primo bassanese sulla Luna.
Il suo soprannome era stato scelto dai suoi amici non a caso, sentivano che era un predestinato. E lui, con il peso di un tale nomignolo sulle spalle, si è sentito in dovere di non deluderli. Del resto Bassano del Grappa, per lui, era ormai diventata troppo piccola e troppo stretta. Più volte, transitando sul doppio senso di circolazione di via Tabacco, aveva pensato che la sua vita meritasse di scoprire orizzonti più estesi. La rotatoria a fagiolo di viale De Gasperi, dove spesso rimaneva imbottigliato in macchina, gli ricordava l'orbita ellittica dei corpi celesti del Sistema Solare, il cui moto non viene però fermato da orari di punta o semafori rossi nelle vicinanze. Suo nonno gli aveva anche raccontato che una volta, nel chiostro del Museo Civico, avevano esposto un'installazione artistica che aveva la forma di un missile con la punta conficcata nel terreno: racconto che aveva stimolato le sue fantasie e le sue aspirazioni da Rocket Man. Ma per lungo tempo il nostro eroe, che sognava di volare nello spazio, era rimasto con i piedi per Terra, intesa come pianeta, alla ricerca del momento propizio per voltare pagina e staccare il biglietto per l'Universo.
E più passavano gli anni, più la sua esistenza abitudinaria bassanese continuava a tarpargli le ali. Sempre le solite cose, sempre la solita solfa.
Era soprattutto stufo di sentire e di leggere sempre e invariabilmente le solite notizie: il secondo stralcio del Polo Museale Santa Chiara che doveva ancora trovare i necessari finanziamenti, la realizzazione della nuova strada del Piano Mar ancora una volta rinviata, il Caffè Italia sempre chiuso e senza gestore, l'ulteriore diatriba sull'altezza delle stilate e sulla lunghezza dei rostri del Ponte restaurato una cinquantina di anni prima, l'auspicio degli amministratori locali per il recupero del Tribunale della Pedemontana, l'ennesima riunione per l'istituzione del Marchio d'Area. Era arrivato a convincersi tristemente del fatto che, se la Terra gira su se stessa, Bassano del Grappa non le è da meno.
Poi, un mercoledì sera del luglio 2068, la drastica decisione.
Mescolandosi tra la folla convenuta in centro storico per la 57sima edizione di Bassano Sotto le Stelle, organizzata in contemporanea con l'apertura della 88sima edizione di Operaestate Festival, Buzz Boldrin ha avvertito la sua personale crisi da sovrappopolazione terrestre. E gli è scattata l'idea definitiva di trasferirsi Sotto le Stelle per davvero. In un luogo, come il nostro satellite naturale, libero non solo dalla ressa ma anche dai divieti di sosta, dall'Agenzia delle Entrate, dalle bollette dell'Etra e dalla Ztl.
Con l'eccitante prospettiva di cambiare aria, anche se sulla Luna di aria non ce n'è.
Iscrivendosi al gruppo Facebook Bassano Senza Atmosfera, ha avuto la possibilità di entrare in contatto con altre persone bene informate sulle procedure di selezione e di training per le missioni di colonizzazione lunare. Con un mazzo in confezione sottovuoto dei prestigiosi Asparagi Bianchi di Bassano DOP - i cui semi erano già stati donati dal Gruppo Ristoratori Bassanesi agli scienziati della NASA nel lontano 2009, con l'obiettivo di farli piantare e coltivare in un futuro su Marte - è riuscito a corrompere un funzionario dell'ente spaziale americano, trovando un posto nel ristretto gruppo di candidati desiderosi di stanziarsi sul nostro satellite.
Al NASA Space Center di Houston l'aspirante navigatore spaziale arrivato dal Brenta ha superato brillantemente, e sorprendentemente, tutte le prove selettive e i test di preparazione per le operazioni di volo extraorbitale. Assiduo frequentatore dei giri di ombre alla bassanese, il buon Buzz era infatti abituato a reggere senza problemi alla sensazione di capogiro, provocata in questo caso dalla centrifuga di rotazione gravitazionale e dai simulatori di assenza della forza di gravità.
Un candidato così, i responsabili del training per la missione non se lo sognavano neppure. Promosso e arruolato a pieni voti.
Tempo un anno, e oggi il nostro Bassanauta si trova ad essere effettivamente un abitante della Luna. Mandato a destinazione a bordo di una delle nuove navette in dotazione agli enti aerospaziali internazionali e assegnato assieme ad altri colonizzatori provenienti da diversi Paesi alla Base “Toco de Moon” nel Mare della Tranquillità, al cui interno sono riprodotte le condizioni di vita terrestre e tra le cui numerose dotazioni di servizio c'è anche un manuale di esplorazione lunare scritto in veneto, da alcuni decenni ormai riconosciuto come lingua ufficiale a seguito di legge di iniziativa popolare, utilissimo al successore di Neil Armstrong nato ai piedi del Grappa per destreggiarsi tra le polveri e i detriti dell'ambiente circostante.
Sul satellite Edvino alias Buzz si è portato dietro una bandiera della Città di Bassano, che oggi svetta immobile, per la mancanza di atmosfera, nell'area esterna della Base extraterrestre. In più, su un appezzamento di terreno affidatogli per compiere ricerche e esperimenti sul suolo lunare, ha piantato un cartello su cui compare la scritta, per la prima volta nella storia, “Provincia di Bassano del Grappa”. Ha anche appreso che da Vicenza hanno trasmesso al riguardo una nota di protesta al Presidente degli Stati Uniti, ma la cosa non gliene frega più di tanto.
Eppure, nonostante abbia realizzato il suo sogno, il primo Bassanauta della storia non è felice. La vita sulla Luna non è quella che si aspettava. Sempre le solite cose, ancora una volta, e un paesaggio che non cambia mai. Il sorgere e il tramonto della Terra visti dalla Luna all'inizio lo estasiavano, ma poi si sono trasformati nell'immutabile sfondo celeste di un noioso tran-tran quotidiano.
E più va avanti a svolgere i suoi ripetitivi compiti di colonizzatore lunare, più gli tornano in mente i flashback della sua vita precedente fino a un anno prima: gli amici, i giri di ombre e di aperitivi alla bassanese, le partite del Bassano Calcio con l'eterna ambizione di arrivare in Serie B, la rassegna degli Asparagi dei Ristoratori Bassanesi, i Giardini a Bassano della Pro Bassano, il panino onto alla Fiera Franca, il Mercatino di Natale della Confcommercio con l'albero finto a forma di maxicono e con il tunnel per i selfie.
Tutte queste cose hanno cominciato a mancargli tantissimo e continuano a mancargli sempre di più. Bassano batte ancora e sempre nel suo cuore, la Luna lo ha fatto diventare lunatico.
Alla fine della fiera, Buzz Boldrin si è reso conto di essere un inguaribile terrestre.
E ha fatto dunque sapere che approfitterà dell'arrivo della prossima navetta Terra-Luna e ritorno per i rifornimenti alla Base per salirvi a bordo, abbandonare la missione e rientrare sul nostro pianeta e nella sua città. Bye-bye, “Toco de Moon”. Sul nostro satellite rimarranno la bandiera giallorossa di Bassano, a perenne ricordo della sua fugace ma straordinaria esperienza, e quel cartello con la scritta “Provincia di Bassano del Grappa” che campeggerà Sotto le Stelle fintanto che non sarà rimosso dal primo astronauta vicentino sulla Luna.
Entro il corrente Anno del Signore 2069 il Rocket Man del Brenta appenderà così la sua tuta di astronauta al chiodo per tornare a imbottigliarsi nella rotatoria a fagiolo, a rischiare di strisciare la carrozzeria dell'auto nella strettoia di via Tabacco, a contendersi con tutti gli altri un parcheggio il più vicino possibile al centro storico, a pagare con gioia le bollette dell'Etra, a leggere i nuovi post sulle stilate del Ponte, a tentare di convincersi che Bassano del Grappa col suo Marchio d'Area ancora in via di definizione è realmente il capoluogo di un territorio turistico. Restando sempre in attesa di leggere prima o poi la notizia, preferibilmente prima di diventare vecchio, che sarà finalmente realizzata la nuova strada del Piano Mar. Che sarà da lui ribattezzato, raggiunta la pace dei sensi, il Mar della Tranquillità.
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