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Nossignori: Marco Polo non c'entra.
Il Milione a cui mi riferisco nel titolo altro non è che la cifra di 1.000.000 euro, che corrispondono (ogni tanto non fa male ricordarlo) a circa 2 miliardi delle care e vecchie lire. È il numero che riguarda la sorpresa dell'estate bassanese 2018: la spesa complessiva per l'intervento di ripristino e consolidamento statico del Ponte di Bassano lievita infatti, all'improvviso, da 6 milioni e 700mila euro a 7 milioni e 700mila euro.
L'aumento di spesa è ufficiale ed è contenuto nella delibera con cui la giunta comunale, nella seduta dello scorso 3 luglio, ha approvato il nuovo quadro economico per il completamento delle opere.
Foto Alessandro Tich
A beneficio di chi legge, tuttavia, prima di addentrarci nella questione devo necessariamente fare un breve riassunto delle puntate precedenti.
Fino ad oggi le Sacre Scritture ci hanno sempre detto che il quadro complessivo di spesa per il restauro del Ponte era pari appunto a 6,7 milioni di euro.
Di questi, 5,7 milioni sono stati attinti da contributi e finanziamenti di altri enti e istituzioni: 700mila euro assegnati dalla Regione Veneto (giunta regionale); 1 milione assegnato nuovamente dalla Regione Veneto (consiglio regionale); 1 milione assegnato dalla Fondazione Cariverona e 3 milioni assegnati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nell'ambito del piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”. Il restante milione di euro era invece a carico del bilancio comunale.
La somma a disposizione, come per tutti gli appalti pubblici, è destinata a coprire due distinte macro-voci di spesa. Da una parte le spese dei lavori di restauro veri e propri e, dall'altra, la cifra “a disposizione dell'Amministrazione” per tutte le più disparate attività che non riguardano direttamente il cantiere: incarichi, affidamenti, consulenze, patrocini legali, monitoraggi, ispezioni, bonifiche, interventi di somma urgenza e chi più ne ha più ne metta.
Relativamente all'importo della spesa per i lavori, con l'appalto affidato alla Vardanega ammontava complessivamente, col ribasso di gara, a 3.999.579,59 euro, comprensivi di 504.619,74 euro di oneri di sicurezza. La restante cifra di 2.700.420,41 euro, sottratta dal totale di 6.700.000 euro, riguardava invece la somma complessiva “a disposizione dell'Amministrazione”.
Fine del breve riassunto delle puntate precedenti. E arriviamo ad oggi.
Con l'uscita di scena di Vardanega e l'avvio della procedura di subentro nell'appalto, il Comune (ovvero il Direttore dei Lavori, nonché progettista dell'intervento, arch. Viviana Bonato) ha predisposto il conto finale dello “stato di consistenza” delle opere fin qui eseguite dal precedente appaltatore.
Secondo i riscontri dell'ente comunale, quanto realizzato fino ad oggi nel cantiere corrisponde ad un valore di appena 55.175,60 euro che aggiunti agli oneri di sicurezza fanno in totale 63.148,59 euro. Praticamente: noccioline. Una quisquilia, rispetto agli 1,3 milioni di lavori eseguiti rivendicati invece dai conteggi dell'impresa appaltatrice.
Si aggiungono la “penale da ritardo” applicata dal Comune nei confronti dell'appaltatore, nella misura massima del 10% dell'importo contrattuale e pari quindi a 399.957,96 euro e la decadenza, con obbligo di restituzione, dell'anticipazione di 879.907,51 euro pagata dal Comune alla Vardanega a norma di legge.
E adesso, egregi lettori, arriva la parte interessante.
Per prima cosa, al fine di stipulare il nuovo contratto per l'affidamento dell'appalto, sono stati redatti dal Direttore dei Lavori “gli elaborati necessari a definire la quantità dei lavori da eseguire per il completamento del progetto”.
L'importo delle lavorazioni ancora da eseguire - alle stesse condizioni già proposte dalla Vardanega in sede di offerta e sottratto l'ammontare del “già realizzato” - corrisponde complessivamente (e cioè con gli oneri di sicurezza compresi) a 3.939.013,46 euro.
Anche a un non esperto contabile salta all'occhio che il quadro economico generale, almeno per quanto riguarda il cantiere, rimane praticamente lo stesso. Eppure, come riferito all'inizio, la spesa complessiva è lievitata a 7,7 milioni.
Il perché della clamorosa novità al rialzo è contenuto della stessa delibera di giunta:
“È necessario inoltre prevedere nel quadro economico un incremento delle somme a disposizione per spese tecniche, per monitoraggi e per imprevisti a causa dell'inopinato prolungarsi dei tempi dell'intervento”.
Detto, fatto. Il nuovo quadro economico del restauro del Ponte approvato dalla giunta Poletto prevede 3.939.013,46 euro per lavori e 3.760.986,54 euro per somme a disposizione dell'Amministrazione: oltre 1 milione in più, per l'appunto, rispetto al precedente prospetto di spesa.
Da dove arriva questo milione in più da mettere in bilancio per il restauro del Ponte Vecchio, ovvero per tutte le attività (monitoraggi, ispezioni tecniche, imprevisti e varie ed eventuali) che non riguardano direttamente i lavori di cantiere?
Anche questo viene specificato nella delibera di giunta, ma a modo suo è un capolavoro di contraddizione.
I lettori più assidui di Bassanonet ricorderanno il comunicato stampa dell'Amministrazione comunale, riportato nel nostro articolo dello scorso 5 luglio “Avanti il prossimo”, con il quale veniva comunicata l'approvazione dell'avvio della procedura per il riaffidamento dell'appalto del Ponte.
Così affermava testualmente quel comunicato:
“In attesa del recupero, attraverso la richiesta di incasso della polizza fideiussoria, dell’anticipo versato alla Vardanega srl per lavori parzialmente eseguiti pari a 879.907,51 euro, la giunta comunale ha approvato una operazione contabile accertando, tra l’altro, il contributo di 1 milione di euro assegnato dalla Regione del Veneto nel dicembre del 2015 e confermato con successivo decreto del novembre del 2017, inserendo la cifra tra le somme a disposizione dell’Amministrazione comunale.”
Dunque il milione di euro in più a disposizione dell'Amministrazione - sempre secondo le scritture - altro non è che il milione stanziato dal consiglio regionale del Veneto il 23 dicembre 2015, su impulso dell'allora consigliere regionale Raffaele Grazia.
Lo afferma anche la delibera comunale: “L'importo complessivo dell'opera risulta incrementato di euro 1.000.000,00 per effetto dell'accettazione del contributo regionale destinato alle somme a disposizione dell'Amministrazione nel quadro economico dell'opera.”
C'è però un però: i conti non tornano ancora. Il milione di euro del contributo 2015 della Regione Veneto - per quanto “accettato” con la delibera dello scorso 3 luglio - è stato sempre e sin dagli inizi compreso nel quadro economico dell'intervento, quello originario dei 6,7 milioni. Non si tratta pertanto di una “aggiunta” o di un nuovo finanziamento: resta ancora 1 milione, per arrivare a 7,7, che richiede di trovare una copertura. E dove trovarla? Elementare, Watson: direttamente dal bilancio comunale e quindi dai soldi dei cittadini.
La conferma arriva dallo schema riassuntivo della delibera di giunta, nel quale si prende atto “che le fonti di finanziamento destinate alla realizzazione dei lavori di ripristino e consolidamento del Ponte degli Alpini” sono le seguenti: Finanziamenti non comunali (Regione Veneto, Fondazione Cariverona, Ministero dei Beni e Attività Culturali) per complessivi euro 5.700.000,00 e Finanziamenti comunali per complessivi euro 2.000.000,00. Totale: euro 7.700.000,00.
I 2 milioni a carico del Comune vengono a loro volta attinti dalle seguenti voci di bilancio: 100.000 euro “con il diverso utilizzo” delle economie di una serie di mutui concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti; 900.000 “con il diverso utilizzo” di economie di B.O.C. (Buoni Ordinari Comunali); 724.101,66 “con avanzo di amministrazione” e 275.898,34 “con oneri di urbanizzazione”.
Questo, per il momento, è quanto. Un quanto precisamente quantificato.
Il tutto ulteriormente motivato in delibera dalla decisione “di procedere all'approvazione degli elaborati progettuali afferenti il completamento dei lavori di ripristino e consolidamento del Ponte degli Alpini e di rimodulare il quadro economico dell'opera a seguito del contributo straordinario assegnato dalla Regione Veneto di euro 1.000.000,00 e delle ulteriori spese come sopradetto”.
L'ulteriore conferma che la matematica, a Bassano del Grappa, è un'opinione.
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