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Ecco Factum
Presentato al Museo Civico il libro “Antonio Canova. Atelier”, curato dal direttore Casarin. In collaborazione con Factum Foundation, la conoscenza dell'opera del grande scultore neoclassico imbocca definitivamente l'era digitale
Pubblicato il 19 lug 2019
Visto 3.434 volte
Ci sono i tre giorni del condor, il giorno della civetta, il giorno dello sciacallo e c'è anche il giorno del cavallo. Che corrisponde anche all'ouverture pubblica ufficiale del direttore del Museo Civico di Bassano Chiara Casarin con la nuova Amministrazione comunale. Affiancata nell'occasione dal sindaco Elena Pavan, detentrice della delega alla Cultura e, relativamente all'argomento di cui all'oggetto, aspirante neo assessore alla sCultura. Anche se sarà difficile scalzare da questo ambito titolo il suo predecessore.
Nella serata di giovedì 18 luglio, in una affollata sala Chilesotti del Museo, è andata in scena la presentazione di “Antonio Canova. Atelier”, pubblicazione edita da Marsilio e curata dalla stessa Casarin, in collaborazione con Adam Lowe, fondatore di Factum Foundation, la più importante azienda di mediazione digitale al mondo.
Il libro presenta un articolato resoconto del progetto “Atelier Canova”, realizzato assieme al Museo dagli specialisti di Factum, che ha reso digitalmente accessibile al pubblico una parte importante del patrimonio artistico cittadino, firmato Antonio Canova.
Foto Alessandro Tich
Innanzitutto attraverso il restauro virtuale del “Cavallo colossale”: il famoso cavallo di gesso di imponenti dimensioni (4,5 x 5 m), già esposto in una sala del Museo, che nel 1969 fu fatto sezionare e smontare in accordo con la Sovrintendenza dall'allora direttore del Museo Civico Bruno Passamani e che è stato già oggetto, alcune settimane fa, di una consistente dose di pepe giornalistico. Ma anche mettendo in atto la digitalizzazione in alta risoluzione di tutti i disegni di Canova conservati a Bassano per la creazione di un archivio completo, la realizzazione del facsmile di due album e del facsimile del bozzetto in terracotta delle Tre Grazie. Il volume ripercorre tutte le fasi dello studio condotto su queste parti del patrimonio canoviano e ricostruisce la storia di un momento della creazione artistica del genio di Possagno.
Avviato nel 2016, il progetto è nato dallo studio di alcune casse contenenti appunto i pezzi in gesso del “Cavallo colossale”, pervenuto al Museo Civico nella metà dell'800 grazie al lascito testamentario del fratello acquisito dello scultore, monsignor Giovanni Battista Sartori Canova. I frammenti del monumentale equino sono stati scansionati dal team di Factum (Guendalina Damone, Otto Lowe, Pedro Mirò e Oak Taylor Smith) applicando le più sofisticate tecnologie digitali, mentre Claudio Piscopo e Davide Tolfo hanno intrapreso la raccolta delle informazioni storiche sulla scultura attraversando gli archivi di tutta Italia. Come risultato finale, gli ingegneri di Factum con base a Madrid hanno ricomposto digitalmente e restaurato virtualmente il colosso a quattro zampe, realizzando un modellino in resina dell'opera che è divenuto la matrice per la piccola fusione in bronzo che ora, vicino alla grande testa del cavallo originale, si trova esposta nel salone canoviano del Museo. “In questo piccolo esemplare - spiegano i promotori del progetto - sono stati volutamente lasciati i tagli che furono inferti alla scultura esattamente cinquant'anni fa, a titolo di memoria e di dimostrazione documentaria”.
Vicino al cavallino ricostruito e alla testona originale sono esposti anche i frammenti, sempre originali, della coda dell'imponente gesso zoomorfo. Sul quale, invariabilmente, si continua a pensare alla grande. “Grazie a tutte queste operazioni - afferma una brochure di Atelier Canova -, in futuro sarà possibile realizzare un monumento, di dimensioni originali, dedicato ad Antonio Canova per la città di Bassano del Grappa.”
Ecco Factum. Ma non solo. Il progetto ha reso possibile anche la creazione dell'archivio digitale dell'intero corpus dei circa duemila disegni di Antonio Canova conservati a Bassano, raccolti in dieci grandi album e otto taccuini di viaggio, per consentirne la conservazione, lo studio e la fruizione. Ne è scaturita la realizzazione dei facsimile dei due album dedicati alle posizioni del corpo femminile e alle proporzioni del corpo maschile, ora esposti nel salone canoviano in una teca a disposizione dei visitatori, per sfogliarli e ammirarli da vicino previa richiesta al personale addetto. Infine è stato realizzato un perfetto clone in silicone del bozzetto in terracotta delle Tre Grazie, sempre da scansione tridimensionale, che potrà essere concesso in prestito per mostre, permettendo anche ai non vedenti e ipovedenti di poterlo fruire mediante il tatto.
A 200 anni dalla realizzazione del “Cavallo colossale” (era il 1819) e con l'avvicinarsi del bicentenario della morte di Canova che cadrà nel 2022, Bassano intraprende definitivamente la strada della mediazione tecnologica del suo patrimonio artistico.
Un omaggio digitale a Canova 200 o, se preferite, 2.0.
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