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Missione al Polo
Lo svarione di Nicola Finco, i lavori in corso, l'importante novità sul secondo stralcio. Focus sul grande cantiere invisibile della città: quello del Polo Museale Santa Chiara
Pubblicato il 08 feb 2018
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“Il presidente Zaia ha dimostrato di saper risolvere questioni complesse e sono sicuro saprebbe risolvere anche questa. Poletto e la sua giunta invece continuano ad accumulare contenziosi legali e le grandi opere della città, dal Polo Museale Santa Chiara al Ponte Vecchio, rimangono bloccate.”
Questa che abbiamo riportato tra virgolette è la dichiarazione conclusiva di un comunicato stampa trasmesso l'altro ieri in redazione dal capogruppo della Lega Nord al consiglio regionale del Veneto, il bassanese Nicola Finco.
Oggetto della comunicazione dell'esponente leghista, la querelle scoppiata tra Comune di Bassano e Regione Veneto dopo le esternazioni del governatore Luca Zaia che si è auto-proposto nel ruolo di commissario per controllare di persona l'andamento lento dei lavori di restauro del Ponte. Nel comunicato in questione, Finco difende a spada tratta la posizione del presidente del Veneto il quale, a suo dire, “ha evidenziato un problema che è sotto gli occhi di tutti”. E aggiunge, gettando nuova benzina sul fuoco, che il sopralluogo di alcuni giorni fa al cantiere del Ponte della dirigente regionale del Ministero dei Beni Culturali arch. Renata Codello è stato fatto “esattamente a un mese dal voto per le politiche, a favore di taccuini e telecamere” (non però i taccuini di Bassanonet, che non è stato “invitato” al sopralluogo ed è stato informato solo ad incontro concluso - NdR).
Foto Alessandro Tich
Onde per cui - replicando al sindaco Riccardo Poletto che aveva velenosamente comunicato a Zaia di “lasciare fuori il Ponte degli Alpini dalla campagna elettorale” - il capogruppo regionale della Lega afferma che “i primi a portare la questione del restauro del Ponte Vecchio in campagna elettorale sono stati proprio il sindaco Poletto e il Partito Democratico”. 2 a 1 (Zaia e Finco versus Poletto) e palla al centro.
A questo punto, tuttavia, la domanda sorge spontanea: ma dove vive il consigliere Nicola Finco? Probabilmente vive troppo a Venezia e troppo poco a Bassano.
Sulla questione del Ponte, sulla presunta necessità di “commissariarlo”, sull'imbarazzante gestione dell'iter progettuale e sull'altalenante concetto di ritardo/stallo/blocco dei lavori possiamo discutere fino a domani mattina. Ma sull'altro importante intervento citato nel suo comunicato, l'esponente della Lega ha preso un abbaglio clamoroso.
Perché se c'è un cantiere pubblico che a Bassano sta regolarmente andando avanti, è proprio quello del Polo Museale Santa Chiara. Ma mentre quello che accade (o non accade) sul Ponte è veramente “sotto gli occhi di tutti”, nel senso che il monumento è visibile da ogni angolo delle rive del Brenta, diverso è il caso del costruendo primo stralcio del Polo Museale, nascosto dietro le mura di viale delle Fosse e imbucato in mezzo alle case, sopra i cui tetti svetta solo la grande gru della Vardanega Costruzioni.
Il sito della futura nuova area museale cittadina è ben visibile dalla attigua sede dei Servizi Sociali del Comune di via Jacopo Da Ponte, da una cui finestra ho scattato le due foto che vedete pubblicate in questo articolo. E sono le immagini di un cantiere edile in piena operatività. Dunque il Polo Santa Chiara non è per nulla “bloccato” ed è grave che un consigliere regionale non si sia preoccupato di informarsi adeguatamente prima di sparare nel mucchio. Ma si sa: in politica, in tutti gli schieramenti e non solo a livello nazionale, la verità è molto spesso relativa.
“I lavori del Polo Museale stanno andando bene - conferma a Bassanonet Giannantonio Vardanega, titolare dell'impresa appaltatrice -. Siamo nella fase di costruzione del piano interrato e stiamo per posare a breve la prima parte dei solai. La situazione è complessa e il cantiere procede a settori, tenendo conto della necessità di mantenere l'entrata da viale delle Fosse per far scendere i mezzi dal cancello. Se la dirigente del Ministero Codello ha dichiarato che il Ponte è uno dei cantieri più complessi d'Italia, il Polo Museale non è da meno e per complessità gli va a ruota.” “Il cronoprogramma è in regola - aggiunge Vardanega a riguardo del Santa Chiara -. Ai tempi già previsti, la perizia di variante concordata con la direzione tecnica dei lavori ha aggiunto altri sei mesi. Siamo in ordine.”
“Sul Polo Santa Chiara abbiamo portato a casa il risultato rimuovendo i precedenti ostacoli - dichiara l'assessore alla Cura urbana Roberto Campagnolo -. La ditta appaltatrice, dopo l'approvazione della variante di perizia, ha cambiato marcia. Negli ultimi tre mesi al cantiere è stata data una sensibile accelerata. La conclusione dei lavori del primo stralcio era fissata a fine luglio 2018, dopo la variante il termine è quello di gennaio 2019. A primavera dovremmo iniziare a vedere le costruzioni fuori terra.”
“L'ultima visita al cantiere in contraddittorio, presenti l'Amministrazione, la direzione lavori e la ditta, risale allo scorso 21 dicembre - aggiunge il vicesindaco -. In quella occasione abbiamo preso atto che il cronoprogramma al momento è rispettato.”
“Ora, come Amministrazione, è in atto una discussione con le due fondazioni private coinvolte nel progetto: Luca e Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar - prosegue Campagnolo -. Con la Fondazione Luca il tema è quello dell'allestimento e gestione della sua collezione nel Museo Naturalistico, inseriti comunque nel più ampio prospetto della collaborazione con il MuSe di Trento. Con la Fondazione Bonfanti-Vimar è in discussione la parte fundraising per la copertura della realizzazione del secondo stralcio. Un'idea c'è, secondo il modello gestionale coerente con le prescrizioni del principale finanziatore del Polo Museale, la Fondazione Cariverona, che nel riconfermare il contributo ci ha indicato di rapportarci con le due fondazioni.”
Proprio questa mattina, in municipio, i referenti politici e tecnici della struttura comunale collegati a vario titolo con la realizzazione del Polo Museale hanno incontrato i rappresentanti delle due fondazioni private, Alberto Luca e Massimo Vallotto, per fare il punto della situazione. E in quanto al tema del finanziamento del secondo stralcio, in cui troverà sede l'ampliata “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto - Giannino Marzotto”, è emersa un'importante novità.
“Vedo finalmente un orizzonte - dichiara l'arch. Massimo Vallotto, presidente della Fondazione Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar -. Per il secondo stralcio in tutti questi anni abbiamo constatato l'impossibilità di reperire finanziamenti pubblici per vari motivi, compiuto perlustrazioni e alla fine abbiamo imboccato l'ultima strada: quella dei finanziamenti privati.” “Abbiamo trovato la disponibilità di alcune aziende regionali dei settori automotive e innovazione tecnologica, comunque collegati ai contenuti della nostra “Galleria” - continua Vallotto -. La novità è che sarà messo a punto un protocollo di partenariato Pubblico/Privato che conceda al secondo blocco del Polo Museale la qualifica del rilevante interesse pubblico, permettendoci di affrontare e definire la partita del finanziamento privato.” “L'impresa è tutta in capo a noi - aggiunge il presidente del Museo dell'Automobile -. Abbiamo le spalle collaudate e metteremo in campo tutta la nostra capacità di persuasione.”
“Giova sicuramente alla causa - conclude Vallotto - il nuovo atteggiamento di totale apertura della pubblica amministrazione nei confronti del Polo Santa Chiara e della valenza del progetto che grazie alla collaborazione con il MuSe va ben oltre all'aspetto museale conservativo. Il Comune ci crede.”
Altro che lavori bloccati, dunque. Non solo la costruzione del primo stralcio procede a pieno regime, ma addirittura si profila finalmente la soluzione per la realizzazione del secondo, nei prossimi anni. Riguardo ai due grandi cantieri della città, al momento non è dato sapere esattamente come e in che tempi sarà completato il restauro del Ponte degli Alpini: tra finestre stagionali di apertura e di chiusura, varianti in corso d'opera, incognite meteorologiche e varie ed eventuali, siamo ancora nel regno del forse.
Sulla missione al Polo, ovvero la conclusione del primo blocco del Santa Chiara, è invece assai probabile che l'Amministrazione comunale - pur avendo dichiaratamente avversato il progetto nel primo anno e mezzo del proprio mandato - conficchi al suolo la sua prima bandierina.
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