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L'orso colpisce ancora
Sull'Altopiano sbranate dall'orso altre due vacche. Cinque gli animali uccisi da sabato 14 giugno. Il presidente provinciale di Coldiretti Cerantola: “La Regione Veneto si attivi in modo serio, anziché studiare l'indole della bestia”
Pubblicato il 23 giu 2014
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“È arrivato il momento di affrontare in modo maturo e consapevole il problema degli orsi sull’Altopiano di Asiago. La situazione che viviamo nel Vicentino non è paragonabile a quella del Trentino Alto Adige, dove gli animali sono attentamente monitorati.”
E' l'appello lanciato dal presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola, all'indomani dell'ultima incursione messa a segno da uno degli orsi presenti sull'Altopiano in Malga Galmarara vicino a Camporovere, in comune di Lusiana: due vacche uccise e sbranate, altre agonizzanti ed una ventina di animali scappati dalla mandria per la paura “e di cui nessuno - sottolinea una nota dell'associazione di categoria - indennizzerà mai la ridotta produzione ed il trauma subito”.
La presenza dei plantigradi in zona ha ormai superato la soglia di allarme: da sabato scorso 14 giugno sono state infatti uccise ben cinque vacche, che verranno indennizzate. Ma un numero ben più alto di animali, rimarca ancora la Coldiretti, “ha subito traumi produttivi che nessuno mai ripagherà”.
Una delle due vacche uccise dall'orso a Malga Galmarara in comune di Lusiana
“Da tempo segnaliamo il problema alla Regione Veneto - prosegue polemicamente il presidente Cerantola -, ma l’atteggiamento di attesa ed indagine ha prevalso ancora una volta sul fare. Basti pensare che la Regione ha finanziato un progetto di ripopolamento di orsi, lupi e linci in tutta la montagna veneta, ma non ha pensato di far fronte alle conseguenze che gli stessi avrebbero determinato se non adeguatamente monitorati.”
Da qui la posizione di Coldiretti Vicenza, che “non può che sorprendersi di fronte alla decisione della Regione Veneto, nonostante le difficoltà economiche persistenti, di finanziare progetti di questo tipo, le cui ricadute sono a carico della collettività”.
“Mentre gli esperti perdono tempo a studiare le abitudini dell’orso o degli orsi presenti sul nostro Altopiano - prosegue Cerantola - questo continua ad agire indisturbato per procurarsi cibo. Tutelare gli animali è un nostro dovere, ma non si può farlo non pensando alla sopravvivenza delle attività produttive, che danno cibo, lavoro e garantiscono l’economia turistica montana, di cui tanto si parla.”
Nei giorni scorsi si è riunito un Consiglio straordinario di Coldiretti della zona di Asiago, per affrontare il problema.
“Oltre a quella degli orsi - conclude il presidente provinciale - si aggiunge la significativa presenza di cinghiali, cervi e mufloni, che causano alle aziende agricole danni ingenti. Il nostro timore, però, è rivolto anche agli animali scappati o che potrebbero scappare dalle stalle, impauriti dagli attacchi dell’orso. Questi animali, infatti, non di rado finiscono nelle strade, dove possono provocare pericolosi incidenti agli automobilisti, dei quali gli allevatori non possono certo avere colpa. La Regione Veneto dovrà attivarsi in tal senso, riflettendo sulla risarcibilità dei danni diretti ed indiretti, almeno finché non verranno adottate efficienti ed adeguate politiche di tutela della comunità e delle attività produttive.”
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