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Mission: Impossible alla bassanese. Il parere degli avvocati sul ricorso al partenariato Pubblico/Privato in finanza di progetto per il completamento della costruzione del Polo Museale Santa Chiara
Pubblicato il 13 lug 2020
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Venerdì 31 luglio è una data importante per la pluriennale, tortuosa e sfortunata vicenda della costruzione del primo stralcio del Polo Museale Santa Chiara. Si tratta infatti del termine ultimo entro il quale l’Amministrazione comunale di Bassano deve presentare alla Fondazione Cariverona la “riprogettazione” del complesso di viale delle Fosse, in predicato ormai da quasi 15 anni (il bando di progettazione risale al 2006) di diventare la nuova cittadella dei musei bassanesi.
È il passo obbligatorio che si è reso necessario dopo la decisione di Fondazione Cariverona di revocare il contributo residuo di 5 milioni e 600mila euro che era stato stanziato per il Santa Chiara, stante il troppo tempo perso nei rallentamenti e nei blocchi del cantiere e un progetto ormai considerato obsoleto. La fondazione bancaria ha lasciato ancora un’ultima finestra aperta per l’eventuale e comunque difficile concessione di un nuovo contributo, tenendo conto delle nuove “priorità ed esigenze erogative imposte dalla crisi emergenziale”: ed è appunto la presentazione, entro il 31 luglio 2020, della nuova progettazione. È l’ultima proroga, dopo la precedente che era stata fissata al 30 aprile ed è poi slittata causa emergenza Covid.
La giunta Pavan nella famosa conferenza stampa convocata d’urgenza sulla questione lo scorso 27 maggio aveva comunicato l’intenzione di “riprogettare il Polo Museale non solo in senso fisico, ma anche di implementarlo in senso culturale”. Riguardo alla scadenza di fine luglio, ormai improrogabile, il vicesindaco Roberto Marin aveva inoltre assicurato che la riprogettazione del Polo sarebbe stata presentata alla Fondazione entro il termine imposto. “Dobbiamo farlo”, aveva dichiarato. Ci sono anche i 150mila euro stanziati per la nuova progettazione, a fronte di una richiesta di cambiare il progetto da parte della Fondazione che era emersa già nello scorso mese di settembre. Ma adesso siamo a metà luglio, da fonti vicine a Fondazione Cariverona apprendiamo che nulla è stato ancora presentato, né dalla consultazione degli atti comunali sono ancora emerse delibere o determine di incarico progettuale. Difficile che entro il 31 luglio si compia il “miracolo”. Ma - visto che sono comunque un incrollabile ottimista - manca ancora poco più di una quindicina di giorni e staremo a vedere.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
In realtà, dalla lettura degli ultimi atti comunali riguardanti il Polo Santa Chiara, la “corsa” al nuovo progetto da presentare (a questo punto) in fretta e furia alla Fondazione per sperare nella concessione di un nuovo contributo non sembra essere un pensiero prioritario per la giunta comunale. Quasi fosse una battaglia già persa. Prova ne sia il fatto che l’amministrazione Pavan sta battendo una pista alternativa: quella del ricorso al partenariato Pubblico/Privato per la prosecuzione dell’opera.
In altre parole, si sta ipotizzando la possibilità di affidare la modifica del progetto del Polo Museale e l’esecuzione dei relativi lavori con la modalità della finanza di progetto e quindi con la realizzazione dell’opera pubblica su iniziativa del privato. Privato che - oltre ad assumersi il rischio imprenditoriale riguardo agli oneri di realizzazione e gestione dell’opera reperendo i finanziamenti necessari - si assumerebbe anche gli oneri di progettazione e di verifica di fattibilità dell’opera stessa. Un “mecenate” o un “gruppo di mecenati” insomma, che si innamorino del progetto al punto da accollarsi tutte le spese di costruzione e da prendersi in carico anche la gestione del Polo Museale per rientrare dagli investimenti fatti.
A tale riguardo l’Amministrazione ha richiesto un parere legale sulla “legittimità e opportunità” dell’operazione, affidato alla consulenza dello studio legale SAT di Padova, nelle persone degli avvocati Emiliano Bandarin Troi e Flavia Degli Agostini. Parere che è stato emesso, in data 25 giugno, è che è stato protocollato in Comune.
Si tratta di un documento molto articolato e che affronta la tematica in modo approfondito. Ma come in tutti gli atti e documenti legali o giuridici, quello che è importante sono le conclusioni.
E la conclusione di tutto il discorso è questa: i consulenti legali, dopo avere esposto e confrontato le normative di legge in materia, rilevano che nel caso del Polo Museale “sia possibile ricorrere al modulo del Partenariato Pubblico/Privato con finanza di progetto ed iniziativa del privato nei soli casi in cui la proposta presentata dai privati contenga un progetto di fattibilità dell’opera da realizzare che non sia prevista nella documentazione programmatica del Comune di Bassano e quindi non sia qualificabile come completamento (anche mediante ridimensionamento e/o cambio di destinazione d’uso) dell’opera c.d. “incompiuta”, ovverosia il “Polo Museale di S. Chiara”.”
Una riprogettazione e ricostruzione su iniziativa “ex novo” del privato non sarebbe pertanto possibile. Il Polo Museale è infatti inserito nel programma triennale dei Lavori Pubblici 2020/2022 ed è quindi previsto nella documentazione programmatica del Comune. In questo caso, come rileva lo stesso parere legale, “il progetto di fattibilità del completamento dell’opera dovrà essere predisposto dall’amministrazione comunale, che lo porrà a base di gara allo scopo di individuare la migliore proposta di progetto definitivo e di successiva gestione dell’opera presentata da investitori privati”.
“Rimane fermo - conclude il parere - che in entrambi i casi (sia che vi sia l’iniziativa della Pubblica Amministrazione, sia che vi sia quella del privato) dalla documentazione tecnica ed economica costituente l’offerta/proposta dovranno sussistere gli elementi essenziali del Partenariato Pubblico/Privato: l’autonoma sostenibilità finanziaria della proposta e l’allocazione del rischio in capo all’operatore economico, che dovrà farvi fronte con i ricavi di gestione.”
Morale della favola: nell’anno del Signore 2020, quattordici anni dopo il bando di progettazione e più di vent’anni dopo la concezione del progetto nata ancora sotto il sindaco Gambaretto, il Polo Museale Santa Chiara, il cui cantiere si trova attualmente allo stadio di “cratere” interrotto, si è visto sfilare via il contributo residuo di Fondazione Cariverona, pagando lo scotto di essere oramai un’opera obsoleta. Nel frattempo la Fondazione ha richiesto al Comune di presentare un nuovo progetto per valutare la concessione di un nuovo contributo, ma è difficile se non impossibile che tutto ciò avvenga entro la scadenza del 31 luglio. Si sta quindi pensando al ricorso al project financing privato, ma avete appena letto a quali condizioni tale prospettiva sia fattibile. Sempre che si trovi il privato disposto a investire milioni di euro per la costruzione del complesso museale, sperando di rientrare dell’investimento con gli introiti di cassa.
Il progetto Santa Chiara, comunque la si veda, assomiglia sempre più alla trama di una Mission: Impossible alla bassanese. Poro can. Anzi: Polo can.
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