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Politica

L'ultima senatrice

Riforma del Senato. Rosanna Filippin si dichiara “pronta a votare a favore”. Ma dice no alla “approvazione meccanica di un testo blindato” e precisa i suoi distinguo: “Riforme improrogabili, ma non manchi la discussione in Senato”

Pubblicato il 01-04-2014
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Dopo l'approvazione di ieri in Consiglio dei Ministri del pacchetto di riforme costituzionali riguardanti il Senato e il Titolo V, parte dei senatori del Partito Democratico si sono espressi in modo critico rispetto al modus operandi che il premier Renzi prospetta di intraprendere.
Tra questi anche la senatrice bassanese Rosanna Filippin, che dichiara in una nota trasmessa oggi in redazione: "E' fuori discussione che una riforma del Senato e del cosiddetto Titolo V della Costituzione sia da fare in fretta, ma uno stravolgimento così profondo del nostro sistema Paese non può esulare da una discussione all'interno del Partito e all'interno del Senato.”
“L'ho dichiarato più volte - prosegue Filippin -, sono pronta a votare a favore del cambiamento del Senato, consapevole che, forse, sarò una delle ultime a portare con orgoglio il titolo di senatrice. Sono pronta a votare per un'abolizione del bicameralismo perfetto, che in tutti questi anni ha rallentato moltissimo l'azione del Parlamento.”

Rosanna Filippin. Pronta a votare "per un'abolizione del bicameralismo perfetto" ma "non ad occhi chiusi" (foto: archivio Bassanonet)

“Un altro tema delicatissimo è quello della riforma delle province e delle competenze Stato/Regioni - spiega la senatrice democratica - e anche in questo caso a mio parere le proposte fatte dal Governo possono essere di molto migliorate. Una prospettiva di “autonomia differenziata” deve essere presa in considerazione dal Governo, e noi senatori del PD del Veneto faremo forti pressioni perché ciò accada. Il disegno uscito ieri dal Consiglio dei Ministri propone una soluzione a mio parere troppo centralistica.”
"Quello che non sono pronta a fare - conclude Filippin - è votare ad occhi chiusi un testo condiviso solamente da poche persone e che giungerà blindato in aula per un'approvazione meccanica: credo ancora nella discussione positiva e costruttiva che non dovrebbe mai mancare nella sana politica. Tutto questo con la consapevolezza che il Senato, come lo conosciamo noi, non esisterà più, e sicuramente sarò l’ultima senatrice di Bassano.”

Il 28 gennaio

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