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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it

Attualità

La famiglia variabile

Matrimoni in caduta, stranieri in aumento, nascite in calo, impennata dei figli di almeno un genitore non italiano e dei figli naturali di coppie non sposate: la “nuova società” bassanese fotografata dall'Annuario Statistico del Comune

Pubblicato il 28-08-2013
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La famiglia del Mulino Bianco? Non abita a Bassano del Grappa.
O, perlomeno, non ne rappresenta le attuali tendenze demografiche. Quella bassanese è infatti una famiglia sempre meno granitica, sempre meno italiana-monoetnica e sempre più variabile, a seconda dei parametri statistici presi in considerazione.
E' quanto emerge dall'Annuario Statistico 2012 del Comune di Bassano, il documento annuale elaborato dall'Ufficio Statistica e Controllo di Gestione dell'ente municipale - sulla base dei dati ufficiali dell'Ufficio Anagrafe e Stato Civile - e presentato oggi dall'assessore alla Programmazione Dino Boesso, dal dirigente di settore Francesco Benacchio e dalla responsabile dell'Ufficio Comunale Statistica Annachiara Zuccolo.

Una maglietta esposta al mercato di Camden Town a Londra (foto Alessandro Tich)

Numeri e dati, riferiti alla popolazione residente nella nostra città, che non si discostano più di tanto dai trend demografici nazionali ma che che danno comunque una chiara indicazione su una società in veloce trasformazione anche in riva al Brenta.
A cominciare dalle nascite: 378 iscritti per nascita all'anagrafe nel 2012, in calo rispetto al 2011 (407 bambini nati in città) e agli altri cinque anni precedenti.
Di questi il 22%, e cioè uno su cinque, sono bambini nati da entrambi genitori stranieri. Percentuale che sale al 35,4%, ovvero più di uno su tre, per i bambini nati da famiglie miste, e cioè con un genitore italiano e uno straniero.
La componente “non italiana” all'interno della popolazione bassanese, del resto, è in costante ascesa: gli stranieri - comunitari e non comunitari - residenti in città sono infatti 5172 su un totale di 43.693 abitanti (dato comunale aggiornato al 31 dicembre 2012), ovvero l'11,8% della popolazione residente.
Il dato - riferito alle effettive iscrizioni anagrafiche allo Stato Civile - discorda con la rilevazione dell'ultimo censimento Istat, secondo la quale gli stranieri residenti a Bassano sono “soltanto” 4766: i dati Istat, tuttavia, non sono ancora definitivi e devono tener conto delle lunghe procedure per le rilevazioni supplementari dei residenti che all'atto del censimento risultavano irreperibili, con conseguente cancellazione dall'anagrafe in caso di ulteriore assenza. Dopodiché, come hanno spiegato i funzionari dell'Ufficio Statistica, i dati sui residenti stranieri in città saranno allineati all'esito del censimento.
La “forbice” della percentuale straniera rispetto alla popolazione residente totale si allarga ulteriormente nella fascia di età tra i 30 e i 50 anni, e per la prima volta - tra i residenti arrivati dall'estero - le donne superano gli uomini: 2770 contro 2402.
Un'altra rilevante serie di indicatori riguarda i matrimoni e la composizione delle famiglie. A Bassano, come nel resto d'Italia, ci si sposa sempre meno: 154 matrimoni celebrati nel 2012 - di cui 92 con rito civile e 33, ovvero il 21,4%, con un cittadino straniero - per un “tasso di nuzialità” del 3,6% ogni 1000 abitanti, in calo rispetto a tutti gli anni precedenti.
Che l'unione matrimoniale sia sempre meno praticata in città lo conferma anche il dato, a suo modo eclatante, dei figli naturali - e cioè dei bambini nati da coppie non sposate - registrati allo Stato Civile nel 2012: ben il 40%, percentuale più alta di sempre, sul totale dei nuovi nati.
Insomma: due cuori e una capanna, ma neanche più di tanto.
Significativi, in tal senso, altri riscontri anagrafici: l'aumento dell'età media di matrimonio (oltre i 36 anni), la durata media dei matrimoni (15 anni), i dati sui divorzi relativi a matrimoni celebrati a Bassano (53 nel 2010 e 41 nel 2011, ultimi due anni al momento censiti), gli sposi con rito civile al secondo matrimonio (ben il 41%) e anche la scelta del regime patrimoniale, che per il 74% - nei matrimoni celebrati nel 2012 - vede prevalere in modo schiacciante l'opzione della separazione dei beni.
Non sono poche, inoltre - e anzi a Bassano costituiscono la maggioranza dei nuclei famigliari - le cosiddette “famiglie unipersonali”, e cioè costituite da una sola persona: 7390 in tutto. Di queste, il 16,8% sono persone coniugate: ma vivono da sole e sotto un tetto diverso rispetto al coniuge o perché in fase di separazione oppure per motivi fiscali.
In costante calo, ma con dato comunque superiore rispetto al trend nazionale, è il numero medio dei componenti delle famiglie residenti in città: 2,3.
Un altro numero indicatore di quella che di fatto è la “crescita zero” della popolazione bassanese, con il tasso di mortalità che negli ultimi sei anni, 2012 compreso, ha superato quello di natalità. A muovere un po' i numeri della popolazione residente sono quindi i “movimenti migratori” delle persone provenienti da altre parti e trasferitesi in città: 1867 “nuovi bassanesi” registrati nel 2012, di cui 933 dalla provincia di Vicenza, 304 dalle altre province del Veneto, 256 dal resto d'Italia, 315 stranieri e 59 iscritti “d'ufficio”.
Per contro, nello stesso anno, 1803 persone se ne sono andate via da Bassano del Grappa, trasferendo la residenza soprattutto nei Comuni dell'hinterland bassanese: con Cassola, Romano d'Ezzelino, Rosà e Marostica, rispettivamente, ai primi quattro posti tra le destinazioni prescelte.
Serviranno questi nuovi dati - che confermano comunque i trend degli Annuari Statistici degli anni precedenti - a dare una solida base statistica e soprattutto di pianificazione per le attuali e future politiche abitative, e quindi edilizie, ma anche per le politiche dei servizi pubblici di una città la cui popolazione cresce sempre meno?
E' l'interrogativo che sorge spontaneo scorrendo i numeri e i grafici del documento, a cui si aggiungono - tra le altre cose - anche gli interessanti e altrettanto significativi dati statistici riguardanti l'economia nel nostro Comune. Ma di questi ci occuperemo, con un altro articolo, nei prossimi giorni.

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