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Redazione
Bassanonet.it
Renzo Rosso tra i primi 10 “Paperoni” d'Italia
Mister Diesel entra nella classifica Top Ten 2013 degli imprenditori italiani più ricchi, stilata dalla rivista americana Forbes, agguantando il decimo posto. E Silvio Berlusconi è “soltanto” settimo
Pubblicato il 20-08-2013
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Al primo posto, e per il sesto anno consecutivo, ci sono sempre loro: gli imperatori della Nutella. Michele Ferrero e famiglia, dell'omonimo colosso dolciario piemontese, sono gli imprenditori più ricchi d'Italia (e 23simi al mondo) con un patrimonio stimato in 20,4 miliardi di dollari.
Segue a ruota Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica, con 15,3 miliardi.
Ci sarà anche la crisi, ma la moda “made in Italy” tira ancora, visto che il 3°, 4° e 5° posto sono appannaggio - rispettivamente - di Miuccia Prada, Giorgio Armani e Patrizio Bertelli (Prada).
Renzo Rosso: il suo ingresso nella classifica di Forbes "scalza" i Benetton (foto Andrea Martinello - archivio Bassanonet)
Non manca Silvio Berlusconi (e famiglia). Fino al 2007 il Cavaliere si trovava saldamente al primo posto, mentre ora - con 6,2 miliardi di dollari - si deve “accontentare” della settima posizione.
Ebbene sì: alla ricerca di qualche leggera e poco impegnativa notiziola estiva - per rinfrancar lo spirito tra un articolo e l'altro di attualità locale - ci siamo imbattuti nella particolare classifica che la rivista americana Forbes dedica ogni anno agli imprenditori più ricchi del mondo. Un'Olimpiade dei patrimoni da cui vengono quindi estrapolate le singole classifiche nazione per nazione.
Italia compresa, ovviamente. E la speciale graduatoria dei “Paperon de' Paperoni” del nostro Paese presenta quest'anno nientemeno che una new entry alla bassanese: alla decima posizione della Top Ten 2013, secondo il “redditometro” di Forbes, si piazza infatti Renzo Rosso.
Il fondatore e patron della Diesel e presidente della holding Only The Brave, che controlla diversi marchi di moda tra cui Staff International, entra ufficialmente nel gotha dei ricconi dello Stivale con un patrimonio stimato in 3 miliardi di dollari.
Un gran bel risultato per il “re del casual” che - come narrano le biografie - a 15 anni realizzava il suo primo paio di jeans con la macchina da cucire della madre, indossandoli a scuola e facendo subito tendenza, vendendone altre paia ai compagni di classe al prezzo di 3.500 lire.
E così l'uomo che voleva regalare a Bassano il Teatro e che oggi finanzia il restauro del Ponte di Rialto a Venezia si trova oggi al decimo posto tra i miliardari d'Italia e al 458° nel ranking mondiale, scalzando dalla classifica italiana alcuni grossi nomi che negli ultimi anni alla Hit Parade dei patrimoni più consistenti del Belpaese erano sistematicamente abbonati.
Tra gli “assenti” nella Top Ten 2013, per restare solo ai tycoon veneti: Mario Moletti Polegato (Geox) e Ennio Doris e famiglia (Mediolanum).
Manca soprattutto la famiglia Benetton. Presenti da anni annorum ai primi posti della classifica italiana, i patriarchi degli United Colors e degli Autogrill escono per la prima volta dall'Olimpo dei primi dieci. Certo i Benetton hanno di che sbarcare il lunario, ma non sono più tra i Top. Anche i ricchi piangono.
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