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Polo Museale Santa Chiara: la lettera aperta di “Contrà Squazza”
I proprietari e residenti di vicolo XX Settembre intervengono sulle dimensioni, sui costi e sugli scopi del progetto. “E' veramente strana la mancanza di attenzione dell'Amministrazione per il danno irreparabile che vuole arrecare”
Pubblicato il 10 lug 2012
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I proprietari e residenti di vicolo XX Settembre a Bassano del Grappa, che hanno sollevato la protesta - come scriviamo nel precedente articolo - contro il progetto del Polo Museale Santa Chiara, che a causa dell'altezza degli edifici sui lati ovest e nord oscurerà la visuale delle loro abitazioni, hanno trasmesso in redazione una lettera aperta, rivolta alla città, che riportiamo di seguito integralmente:
LETTERA APERTA
Un rendering parziale del futuro Polo Museale Santa Chiara
POLO MUSEALE “SANTA CHIARA” A BASSANO DEL GRAPPA
Stanno partendo i lavori di costruzione del nuovo Polo Museale.
Presa visione del progetto, emergono alcuni aspetti mai evidenziati in precedenza che risultano difficilmente logici e accettabili:
- la mancanza di reale coinvolgimento dei soggetti interessati, mai chiamati in una fase preventiva, ha fatto sì che solo ora ne prendano conoscenza
- scelte progettuali che prevedono costruzioni iper tecnologiche in acciaio e vetro in pieno Centro Storico e a confine con altezze superiori alla cinta muraria medievale esistente che determinano una violenza inimmaginabile ai cittadini direttamente interessati.
L’Amministrazione sicuramente ha fatto tutto per il meglio: ha scelto e approvato il progetto, lo ha pubblicato, lo ha reso esecutivo, ha coinvolto i cittadini Bassanesi nelle scelte, ne ha poi informato i diretti interessati…… Qualcuno chieda in giro quanti “Bassanesi” sono al corrente nel merito di quanto in essere e quale sia la loro opinione! E quanti amministratori o consiglieri conoscono il progetto e le altezze? E come mai tali cittadini non lo sapevano?...
Il Progetto. Costruzione di un complesso di 3 piani fuori terra e di 1 interrato costituente nel primo stralcio una L a Nord e Ovest a confine con le Proprietà e con altezza di oltre 13 m innalzando le altezze dei muri esistenti variabili da 4 a 7 m. di oltre 9 m nella prima situazione e poco muterà il fatto che l’ultimo piano a circa 9 m venga arretrato di 3 metri. Tale barriera senza interruzioni sui lati Nord e Ovest toglierà luce e aria su tutto ciò che, in un’area ad alta intensità costruttiva, si trovi nel suo cono d’ombra: alle abitazioni a Nord e Ovest sarà preclusa la luce del sole che sarà visibile solo al suo zenit.
Stiamo quindi per assistere al seppellimento di una delle zone più vecchie di Bassano, zona che fino a oggi era riuscita a convivere con il Monastero prima e Caserma poi.
Che i diritti dei cittadini ad una qualità di vita visto anche l’aumento proprio quest’anno degli estimi catastali per il pregio della posizione vengano sacrificati per un Museo di Storia Naturale, che avrà come punta qualificante una raccolta di animali impagliati come fonte di sapere ottocentesca (chi poi li visiterà?) è aggiungere beffa al danno.
A tali cittadini si chiede di sopportare pazientemente senza lamentarsi tutto ciò che significa un cantiere: rumori, vibrazioni, polvere, ecc…per il bene della Città?!.
E’ veramente strana la mancanza di attenzione e sensibilità dell’Amministrazione per il danno irreparabile che vuole arrecare in presenza di un contenuto risultato sociale. E poi, con tutta l’area a disposizione, è proprio necessario realizzare gli edifici a confine con rischi e costi che questo comporta?
Alcuni degli abitanti di Vicolo XX Settembre e altri cittadini di fronte a tale situazione mettono in discussione l’aspetto finanziario dell’operazione proprio in un momento di crisi conclamata e recessione che sta portando a tagli di spesa su settori di ben maggiore importanza. Costo previsto di 18 milioni di euro di cui 10 resi disponibili da altre fonti e 1 dall’Amministrazione.. E gli altri 7? Lecite appaiono tutte le perplessità sulla conduzione e ultimazione dei lavori su un’area così sensibile. Forse Bassano avrebbe altre urgenze……
E dulcis in fundo arriva ora la notizia che il Tribunale i cui edifici sono ancora in fase di ultimazione, verrà chiuso: quale migliore collocazione per un Museo? Tale circostanza meriterebbe un approfondimento sulla possibilità di riconversione. Perché non trovare il coraggio di farlo?
E comunque, se proprio non si può fare a meno di sperperare un po’ di denaro, si chiede che le attuali altezze edificate vengano mantenute tali. Tali altezze erano sufficienti per un Convento e una Caserma (ed ora non più utili) ma non forse per un Museo?.
La qualità della vita è un bene insopprimibile per la cui difesa siamo disposti a combattere in tutte le sedi opportune.
I Cittadini, proprietari e residenti di Contrà Squazza (vicolo XX Settembre dall’Unità d’Italia).
Bassano del Grappa, luglio 2012
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