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Casa di riposo day

Cronaca e curiosità della cerimonia di inaugurazione del nuovo corpo centrale della casa di riposo Sturm-Pazzaglia di Bassano, con l'intervento del presidente della Camera Gianfranco Fini. “Il volontariato è l'impegno politico più alto"

Pubblicato il 14 gen 2012
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Gli alpini sull'attenti per l'alzabandiera sul piazzale esterno, due carabinieri all'ingresso in alta uniforme, un servizio di sicurezza discreto ma capillare, gli anziani ospiti e gli assistenti incollati alle finestre nei piani superiori e l'inno di Mameli cantato in coro da tutti i presenti.
Inizia così la visita del presidente della Camera Gianfranco Fini a Bassano del Grappa per presenziare all'inaugurazione, in vicolo Ca' Rezzonico, del rinnovato e ampliato corpo centrale della residenza Sturm-Pazzaglia della casa di riposo ISACC - Cima Colbacchini.
Presente, nell'occasione, una nutrita parata di autorità che vede in prima fila lo stato maggiore provinciale di Futuro e Libertà: il partito di cui il presidente della casa di riposo, Giancarlo Andolfatto, è uno dei più noti esponenti locali.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini con il presidente della casa di riposo Giancarlo Andolfatto (foto Alessandro Tich)

Segue l'inaugurazione, ma senza taglio del nastro: una striscia adesiva bianca, rossa e verde, applicata alle porte scorrevoli dell'entrata, viene utilizzata simbolicamente allo scopo. “In quanto alla lotta agli sprechi, qui abbiamo avuto il buon esempio: non sprechiamo nastri tricolori” - sarà la battuta detta più tardi dal sindaco Cimatti.
Nell'androne, l'arciprete abate di Bassano Renato Tomasi benedice la struttura e non manca di rimarcare, come più volte ha fatto nelle più recenti occasioni pubbliche, il difficile momento che siamo vivendo.
“Siamo in tempi - sottolinea don Tomasi - in cui ci sono pochi pani e pochi pesci. Dobbiamo chiedere di essere aiutati a condividere quel poco che c'è. La priorità va a chi è nel bisogno.”
Al pronunciamento delle parole del monsignore, in tempi di grande attenzione sui costi della politica, non ci sfugge il sorrisino, quasi imbarazzato, del deputato di Fli Giorgio Conte.
Dopo una visita a passo di Speedy Gonzales, con il solo seguito dei giornalisti, lungo i corridoi del rinnovato primo piano dell'istituto di assistenza, l'on. Fini si accomoda in prima fila nell'ex salone del refettorio, sede della cerimonia inaugurale che documentiamo anche nella nostra photogallery.
“La casa di riposo è completata” - annuncia il presidente Andolfatto, al cui Consiglio di Amministrazione è toccato il compito di gestire il terzo e definitivo intervento di ampliamento del complesso Sturm-Pazzaglia, che svolge la funzione di casa di riposo dalla metà degli anni '60. Non manca anche un accenno a Villa Serena, la seconda sede dell'istituto, i cui ospiti seguono la cerimonia in diretta video.
Il direttore Antonio Frison ripercorre quindi le fasi salienti dell'opera di ristrutturazione, eseguita - e consegnata in anticipo - dalle ditte Andreola Costruzioni Generali spa e Giampietro Zilio - Gruppo Elt, per un costo complessivo di 4 milioni e mezzo di euro, tutti finanziati in conto capitale.
Un piano interrato (dove trovano sede gli spogliatoi, la palestra riabilitativa, i magazzini, il servizio parrucchiera e l'obitorio), il piano terra con una nuova dislocazione dei servizi e degli uffici e due piani superiori per le degenze, con sette nuove stanze doppie dotate di impianto centralizzato di ossigeno e otto posti per gli stati vegetativi permanenti: sono alcune delle dotazioni dell'ampliata struttura.
Il sindaco Cimatti si congratula con le due aziende appaltatrici “per la puntualità, economia e qualità” del loro lavoro. “Stiamo per affidare i lavori del Polo Museale Santa Chiara - rileva il primo cittadino - e sull'esempio di quanto fatto qui mi auguro sia l'inizio di un percorso di appalti pubblici virtuosi che ci permettano di ben lavorare.”
E ancora il sindaco approfitta della presenza di Gianfranco Fini per perorare la causa del Tribunale di Bassano, il cui taglio “verrebbe pagato dalla collettività”.
“L'esempio di oggi - esordisce il presidente della Camera nel suo intervento - conferma che esiste un'Italia che è capace di mantenere i suoi impegni, e il fatto che l'opera sia stata consegnata in anticipo è un miracolo laico frutto della sinergia tra pubblico e privato. Da questa inaugurazione emerge la necessità per le istituzioni di affrontare un tema possibile, che è il principio di sussidiarietà, inserito anche nella carta costituzionale.”
“E' una fase complessa - continua Fini - in cui le diverse istituzioni, ognuna al suo livello, devono combattere gli egoismi. Io non credo al rischio della perdita dell'unità nazionale, ma della coesione sociale. I nemici da battere sono gli egoismi geografici, sociali e generazionali. Un popolo rimane coeso se ritrova il suo comune sentire storico. Una politica più attenta alla terza e quarta età deve preservare i valori del passato per trasmetterli idealmente ai più giovani.”
“Si dice che l'impegno politico dei giovani sia minore rispetto alle generazioni precedenti - prosegue la terza carica dello Stato -. Ma è la politica che è incapace di coinvolgere i giovani. Oggi l'impegno politico più alto è quello delle migliaia di ragazzi e di adulti che dedicano gratuitamente parte del proprio tempo al volontariato. Il volontariato è politica, è il vero patrimonio di un'Italia cosciente del suo passato.”
Sipario finale con la consegna al sindaco Cimatti, da parte dell'imprenditore Giampietro Zilio, di una simbolica chiave istoriata della casa di riposo.
Una seconda, identica chiave viene invece donata dall'imprenditore Bruno Andreola al presidente Fini, che su “incarico” dello stesso Andreola consegna a sua volta al presidente della casa di riposo Andolfatto un caschetto bianco da cantiere edile.
Prima di ripartire velocemente in direzione di Asolo, dove è atteso all'incontro conclusivo dei “Dialoghi Asolani”, Gianfranco Fini si concede un brindisi inaugurale con pochi selezionati: il sindaco Cimatti, il prefetto Fallica, il responsabile per l'area bassanese di Fli Stefano Giunta, i due imprenditori Zilio e Andreola e un raggiante consigliere comunale Rodolfo Celestino.
Partite le auto del presidente della Camera e della scorta, avviene il sospirato “rompete le righe” per i numerosi poliziotti e carabinieri del servizio d'ordine.
Il “casa di riposo day” giunge quasi all'epilogo ed è il momento del convivio, con una colazione d'onore predisposta dallo staff dell'ormai onnipresente uomo-catering Sergio Dussin. Su uno dei tavoli si accomoda lo stato maggiore di Fli. I volti sono soddisfatti: la cerimonia è filata tutta liscia e davanti al “capo” è stata fatta una gran bella figura.

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