Imprese

Edilizia, nuova stangata dal 1° aprile: l'allarme di Confartigianato Veneto

Previsti rincari fino al 30% per lana di roccia e bitume. Senza un meccanismo di revisione dei prezzi a rischio il blocco dei cantieri

Pubblicato il 26 mar 2026
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Non c’è tregua per l’edilizia veneta. Mentre il comparto cerca faticosamente di stabilizzarsi dopo l'addio ai super bonus, dal 1° aprile è attesa una nuova ondata di rincari sui materiali da costruzione.
L’allarme arriva da Confartigianato Imprese Veneto: i magazzini hanno già iniziato a inviare i nuovi listini, con aumenti a doppia cifra che rischiano di paralizzare i lavori in corso in una regione che conta oltre 35.000 imprese artigiane e 65.000 addetti.
A trainare i rialzi sono soprattutto i prodotti legati all'energia e ai derivati del petrolio. Secondo le rilevazioni dell'associazione, la lana di roccia – fondamentale per l'efficientamento termico – subirà un'impennata fino al 30%, seguita dal bitume (+20%) e dai tubi in PVC (+20%).

L'impennata dei costi dei materiali, con punte del 30% per lana di roccia e bitume, espone le imprese artigiane a una crisi di sostenibilità nei contratti privati.

Non si salvano i cappotti termici in polistirolo (+15%) e i laterizi come coppi e mattoni (+20%), mentre i costi di trasporto sono già lievitati mediamente del 15%.
Materiali come cartongesso e cemento, pur restando momentaneamente stabili, scontano i pesanti aumenti accumulati nei mesi scorsi, rendendo i margini di guadagno sempre più esili.
Il vero timore degli artigiani è la mancanza di scudi normativi. Se nei lavori pubblici il nuovo Codice degli Appalti prevede clausole di revisione dei prezzi per proteggere le ditte dai rincari improvvisi (garantendo coperture sopra la soglia del 5%), nel mercato privato regna il vuoto legislativo. Molte imprese si trovano oggi schiacciate tra preventivi già firmati "a corpo" e costi delle materie prime fuori controllo. Senza clausole di salvaguardia, l'artigiano è costretto a un bivio drammatico: completare l'opera in perdita o sospendere il cantiere, esponendosi a contenziosi legali con i committenti.
La richiesta di Confartigianato è netta: servono interventi immediati per estendere le tutele della revisione prezzi anche alla committenza privata.
L’associazione chiede inoltre una semplificazione dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione e un monitoraggio più serrato per prevenire speculazioni su materie prime e semilavorati.
Senza correttivi normativi e l'introduzione di prezziari dinamici, il rischio è che molti cantieri già avviati siano costretti a fermarsi per insostenibilità economica, frenando bruscamente la riqualificazione del patrimonio immobiliare veneto.

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