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Marco Polo

Marco Polo
Giornalista
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Calcio

Il potere della mente

Contro il Lumezzane il BV ha messo a referto una vittoria mai in discussione sul piano del gioco nonostante la formazione fosse falcidiata dagli infortuni. Fa specie il confronto simile disputato con il Fano a dicembre. Cos’è cambiato?

Pubblicato il 08 feb 2017
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In apparenza rispetto alla gara contro i marchigiani non è cambiato nulla. Anzi si, se n’è andato Marcello Falzerano, uno dei big tecnici della squadra. La base di partenza è pressoché la stessa: una serie allucinante di infortuni, il fatto di giocare al Mercante, tanti giocatori con un autonomina ridottissima. Eppure i giallorossi sembravano un'altra squadra rispetto alla formazione impacciata, impaurita e pure sfigata che subiva una caterva di gol, la maggior parte dei quali sugli sviluppi di calcio d’angolo, ma ne parliamo a parte. La differenza si è colta innanzitutto sul piano del gioco espresso e della personalità messa in campo. I dangeliani hanno coniugato qualità di manovra ad efficacia, capacità di gestire i momenti di pressione altrui con maggior consapevolezza e serenità. Potere di una mente sgombra e arricchita da ritrovata fiducia. Due partite di fila casalinghe senza subire gol, l’ultima uscita con la difesa totalmente inedita, e più in generale un gol preso in tre partite (e che rete!), sono una notizia meravigliosa per una compagine che da novembre in avanti è precipitata al terzultimo posto in fatto a gol subìti. Infine Minesso mezzala. Non ce ne voglia il buon Mattia che se n’è andato da Cittadella e ha rifiutato Padova proprio per giocare sulla fascia ma non solo non ha fatto rimpiangere Falzerano ma, secondo noi, in quel ruolo è pure più efficace. Il capocannoniere della squadra è meno esplosivo nell’uno contro uno rispetto al calciatore ceduto al Venezia ma ha molta più qualità nelle giocate, più tiro da fuori, più visione di gioco. E cosa credete che serva di più per fare la mezzala?

Problema corner. Un vero incubo per lunghe settimane. Il morale sotto ai tacchi di sicuro non aiutava. Poi D’Angelo è intervenuto. Prima inserendo Rossi, come invocato a più riprese anche da queste pagine. Il numero uno ha un certo carisma e la sua specialità – le uscite in presa alta – hanno trasmesso sicurezza a tutto il reparto. Questo è senza dubbio la principale toppa al problema. La seconda, secondo noi meno rilevante, è stato il passaggio alla marcatura a zona piuttosto che a uomo nei calci piazzati altrui. Per dire, il Lumezzane, squadra tutt’altro che remissiva e fisicamente ben messa, ha beneficiato di ben 10 tiri dalla bandierina. In altri tempi, un mese fa, il Soccer Team avrebbe forse finito addirittura per perderla.

Da sinistra Pasini, Soprano, Trainotti e Grandolfo, tutti grandi protagonisti della vittoria sul Lume (foto Claudia Casarotto)

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