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Marco Polo

Marco Polo
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Calcio

Crocevia Teramo

L’ultimo strappo, l’ultimo km è sovente il più duro. In casa giallorossa si attende con fiducia la lunga sosta invernale ma per viverla nel migliore dei modi sarebbe altamente auspicabile tornare ad assaporare il gusto ormai retrò dei tre punt

Pubblicato il 28 dic 2016
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Ridendo e scherzando, un po’ per sfortuna, un po’ per demerito, sono ben otto turni che i giallorossi rimandano l’appuntamento con la vittoria. Dall’infermeria non giungono notizie particolarmente esaltanti, l’emergenza a centrocampo permane con il solo Cavagna arruolabile ma non al 100%. Eppure rispetto alla settimana passata c’è una sostanziale differenza. L’aria è cambiata, a Reggio Emilia i ragazzi di D’Angelo hanno toccato con mano che la volontà può sopperire a tanti problemi. La voglia di lottare senza arrendersi è l’unica medicina per uscire dalla crisi. Se con tre giocatori nati esterni offensivi a presidiare il reparto nevralgico del campo si è quasi rischiato di fare bingo in casa di una delle massime favorite, cosa può impedire di provarci al Mercante contro il Teramo? La mente però dev’essere sgombra. I Pitura Fescka cantavano nella loro canzone più famosa: «Persi pa persi ndemo consoearse, ndemo al paradiso imbriagarse» (paradiso che sta per Paradiso Perduto, un’osteria situata nel setriere di Canarègio, ma questo l’abbiamo scoperto solo molto più tardi). La paura, il sentirsi demoralizzati, fa tremare le gambe. Eppure lo sgomento si supera, quando l’acqua arriva alla gola o la fiamma inizia a bruciare non c’è timore che tenga. Contro la Reggiana si è rivisto il BV giocare con orgoglio l’intera gara e il gol di Maistrello al 92’ può rappresentare un punto di svolta perché ha restituito un sorriso accennato e nuova fiducia.

Squadra convinta. Una delle assenze che più ha pesato all’inizio delle crisi è sicuramente stata quella di Gianluca Laurenti. La neo mezzala è stato uno dei segreti dell’equilibrio cercato e trovato da D’Angelo. Giocatore offensivo, di qualità, ma anche fisico e dedito al sacrificio. Meno spumeggiante nell’uno contro uno di Falzerano ma fondamentale nel dare qualità alla manovra senza far perdere solidità alla sua squadra. Nell’ultima partita Laurenti si è superato dovendo calarsi, senza sfigurare, nel ruolo di regista. Il centrocampista prende la parola e comunica senza inutili giri di parole che lui e i suoi compagni vogliono la vittoria a tutti i costi: «Contro la Reggiana abbiamo fatto ampio affidamento al carattere – spiega Laurenti – era l’unico modo per sopperire all’emergenza. Venerdì dobbiamo assolutamente ripeterci, fin dal fischio d’inizio. Purtroppo alcuni risultati negativi ci hanno condizionati e hanno aperto sotto ai nostri piedi un vortice nefasto. Siamo rimasti come inchiodati e nonostante tutti i nostri sforzi anche gli episodi ci sono girati a sfavore. Prendete il gol di Cesarini, contropiede figlio di due rimpalli balordi. In quel momento non abbiamo mollato e dà lì vogliamo, anzi dobbiamo, ripartire».

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