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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Quanto pesano i punti di Rovigo!
La formazione giallorossa rischia, resta in dieci e, con la forza del gruppo, espugna il “Gabrielli” di Rovigo
Pubblicato il 03 nov 2008
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Tre punti d’oro. Fieno in cascina e spirito di squadra a piene mani. È il ricco bottino di guerra che il Bassano ottiene dalla trasferta in Polesine, contro un ottimo Rovigo che per larghi tratti ha messo in grossa difficoltà la formazione allenata da Ezio Glerean. È proprio lo spirito d’unione tra i ragazzi in maglia giallorossa, in dieci per quasi tutto il secondo tempo, la cosa più significativa di cui far tesoro per il proseguo del campionato. Il due a zero finale è figlio dei gol realizzati nella ripresa da Berrettoni e Lorenzini.
Sagra degli errori. L’aveva detto Ezio Glerean. Se Cesca si comporta in una certa maniera e fa quello che gli chiedo può tranquillamente giocare. Detto fatto, nella formazione che il tecnico residente a Romano oppone al Rovigo, tra gli undici titolari, appare anche il granatiere di Latisana. Accanto a lui, come nel turno di coppa contro il Padova, Berrettoni, Lorenzini e Zubin. La partita è delicata: dopo la strigliata presidenziale i ragazzi in maglia giallorossa sono chiamati ad un pronto riscatto. A Rovigo se la passano anche peggio: ultimo posto solitario in classifica. Tra tante motivazioni e pressioni ci si aspetterebbe una gara tattica e bloccata tra due squadre che devono dare una sterzata alla loro stagione. Non è così, il match è incredibilmente vivace, fin dall’inizio. Il Rovigo è un ossesso, davanti al proprio pubblico vuole ottenere quel successo non ancora raggiunto nella stagione in corso. E’ sicuramente migliore l’impatto alla gara degli uomini di mister Parlato, aggressivi e tambureggianti in fase offensiva. Cocco, Novello, Piemontese e Sesa sembrano incontenibili e creano molti grattacapi alla difesa ospite: in ben cinque circostanza i tifosi giallorossi calati nel basso Veneto si sono messi le mani nei capelli per i pericoli corsi dalla porta difesa da Grillo. Diversamente dal passato, però, la retroguardia guidata da capitan Pavesi è brava e fortunata a sbrogliare le situazioni più intricate. La responsabilità di tanta sofferenza è imputabile ad una scarsa copertura del centrocampo. O meglio, l’apporto in fase difensiva del quartetto offensivo non è all’altezza della squadra equilibrata dello scorso campionato. Tanti spazi, molte occasioni non sfruttate. E’ la sagra degli errori. Daltronde il pareggio servirebbe a poco per entrambe e per questo i due team si catapultano in avanti con molti uomini prestando il fianco agli attacchi degli avversari. I ritmi si mantengono forsennati e anche i giallorossi costruiscono occasioni importanti: prima Cesca poi due volte Lorenzini hanno tra i piedi il pallone buono per battere Vivian, senza riuscirci. Finisce dunque zero a zero un primo tempo incredibile per velocità, chances e determinazione.
Il Bassano può esultare. Ora bisogna proseguire sulla stessa strada.
Spirito di squadra uguale gruppo. La seconda frazione potrebbe essere positiva per il Soccer Team: la squadra sembra più equilibrata senza rinunciare ad essere pericolosi davanti. Già al 46° un gran tiro di Berrettoni costringe il portiere biancazzurro a salvarsi in calcio d’angolo. Le premesse sono buone ma subentra una discutibile interpretazione arbitrale: Zattarin viene ammonito per la seconda volta per un contatto con Cocco al limite dell’area. Bassano in dieci dunque con tutta la ripresa davanti. Potrebbe essere l’inizio della fine. Si sa i giallorossi sono troppo fragili psicologicamente in questo periodo. Invece possiamo considerarlo il momento della rinascita. Glerean toglie Zubin ed inserisce Turetta: Mazzoleni scala in difesa, Berrettoni si mette a disposizione della squadra e si piazza a centrocampo al fianco di De Simone. “Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo pensato che questa partita era da portare a casa” diranno alla fine De Simone, Turetta e Pavesi. E così è stato: squadra molto più compatta, sono emersi i valori che possiede questo gruppo, ogni elemento è sempre pronto a raddoppiare in aiuto al compagno. E il gol, tanto cercato e mai trovato nel primo tempo, è arrivato. Quasi a premiare lo spirito solidale di questi ragazzi. Corre il 64°, uno schema su punizione libera Berrettoni sul secondo palo: il numero dieci giallorosso si coordina colpendo al volo un pallone che va ad infilarsi tra palo e portiere. Coefficiente di difficoltà massimo. L’autore del gol è festeggiato da tutti i compagni di squadra, Grillo compreso, come a voler gridare al mondo che il Bassano c’è, il gruppo c’è, gli uomini che vestono le maglie giallorosse ci sono. Si tratta di un parziale che il Rovigo non merita assolutamente, che non rispecchia quanto visto in campo dal punto di vista degli episodi. E’ un po’ come estendere il concetto di gol segnato e gol subito solo che in questo caso si deve parlare occasioni create e occasioni subite. Lo svantaggio demoralizza i padroni di casa che cercano di rimettere fuori la testa sebbene con minor lucidità rispetto al primo tempo, anche per le copiose energie spese. L’ingresso di Favret per Cesca permette a Turetta di aver meno freni in fase di spinta. E proprio un numero dell’ala di Torreglia, al 76°, costringe Torta a commettere fallo: secondo giallo per il tornate rodigino che è costretto a lasciare il terreno di gioco. La parità numerica ristabilita toglie ulteriore convinzione ai padroni di casa e il Bassano, con una cinicità mai vista finora, colpisce ancora: punizione dal limite che Lorenzini trasforma con una sventola a mezz’altezza che Vivian non può far altro che guardare. Siamo al 37° ma ormai la partita è chiusa. Ribadiamo: la vittoria è la diretta conseguenza di uno spirito di squadra encomiabile. Se il Bassano saprà seguire la strada tracciata oggi allora può, a buon diritto, dire la sua.
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