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Campus Santa Croce, ovvero la rivoluzione green del Centro Studi. Renzo Masolo e Gaia Bollini, candidati alle regionali con Europa Verde, rilanciano la proposta
Pubblicato il 13 set 2020
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Ci sono argomenti, a Bassano del Grappa, che dopo essere emersi alla pubblica attenzione si immergono nei sotterranei del dimenticatoio per poi riemergere alla superficie ciclicamente, come un fiume carsico. Uno dei questi è il Campus Santa Croce, l'avveniristica idea (avveniristica almeno per i tempi in cui è stata pensata per la prima volta) di trasformare l'intera zona del Centro Studi in una sorta di grande “college”, ma aperto alla città, sul modello originario dei Campus universitari americani. Il concetto di Campus adattato al nostro contesto locale è molto articolato, tuttavia lo si può spiegare in poche parole: si tratta di un'area completamente libera dalle auto dove gli spazi attorno agli edifici scolastici trovano nuove destinazioni d'uso. Zone sistemate a verde, impianti sportivi, biblioteche, servizi aggiuntivi per gli studenti e quant'altro.
Nel corso dei decenni, l'idea di convertire in “area protetta” questa estesa porzione della città, che concentra la gran parte degli istituti superiori, ha attraversato più amministrazioni comunali, senza risultato tangibile. Attualmente - fatta eccezione per i noti divieti di transito, introdotti ancora dall'amministrazione Cimatti, vigenti in via S. Tommaso d'Aquino negli orari di entrata e di uscita degli studenti - il Centro Studi rimane in preda del popolo a quattro e a due ruote motorizzate, con alcuni incroci talmente impegnativi da essere inseriti nei percorsi delle lezioni degli istruttori di scuola guida. L'amministrazione Poletto ha di seguito ridisegnato la viabilità della zona e aggiunto percorsi ciclabili. Ma la convivenza del Centro Studi con le auto, particolarmente problematica negli orari di punta, è rimasta comunque realtà quotidiana.
I candidati di Europa Verde Renzo Masolo e Gaia Bollini durante l'assemblea pubblica al Centro Studi (foto Alessandro Tich)
L'introduzione di una politica che favorisca la realizzazione del Campus, a Bassano del Grappa come in altre città del Veneto, è uno dei punti salienti della proposta elettorale di Renzo Masolo e Gaia Bollini, candidati bassanesi alle regionali nella lista di Europa Verde.
I quali spiegano alla gente la loro proposta in quella che è la loro seconda assemblea pubblica pre-elettorale dopo quella convocata in agosto davanti alla scuola Mazzini.
Questa volta l'incontro si svolge all'incrocio di strada Santa Croce con via S. Tommaso d'Aquino, col liceo scientifico “Da Ponte” sullo sfondo. Stesso stile e stessa formula: illustrazione e condivisione del progetto e successivo confronto con le persone, chiamate ad esprimere il loro parere al riguardo.
“L'idea del Campus scolastico a Santa Croce esiste da quarant'anni e non può essere gestita da una singola amministrazione - afferma Renzo Masolo -. Più amministrazioni hanno commissionato degli studi ed è stata fatta anche una sperimentazione.”
Il candidato si riferisce alla “green week” con la quale nel 2017 l'amministrazione Poletto ha sperimentato la situazione del Campus per una settimana, chiudendo l'intera area alle auto negli orari di entrata e di uscita dalle scuole e affidandone la gestione allo stesso Masolo, all'epoca consigliere comunale di maggioranza con delega alla mobilità ciclabile e pedonale. “L'intento della settimana - spiega - è stato proprio quello di sperimentare, per poi fare una verifica su come sia andato l'esperimento nella prospettiva di elaborare successivamente una fase progettuale più avanzata.”
Per prima cosa Masolo ricorda gli aspetti positivi di quella esperienza di tre anni fa, come la sorpresa degli studenti nel recarsi a scuola a piedi senza rumori attorno, se non quelli “degli uccelli che cinguettavano sugli alberi”, e il comportamento virtuoso dei ragazzi che arrivavano in motorino e “portavano i loro scooter a mano”. In più, la situazione simil-Campus ha sviluppato nei giovani una maggiore consapevolezza “sui temi della sicurezza e degli stili di vita più attivi”.
Ma c'è anche il rovescio della medaglia, vale a dire i “risvolti negativi” che Masolo tira fuori senza peli sulla mascherina. In primis “la campagna di una Tv locale che ha attaccato la sperimentazione”. Poi “la levata di scudi di una parte minoritaria dei professori per garantire il loro privilegio di poter parcheggiare nelle scuole”. Infine “le rimostranze delle realtà commerciali che hanno denunciato una flessione di lavoro senza il passaggio delle auto”.
Da qui la proposta: e cioè quella di inserire il Campus Santa Croce “in una progettazione globale della città, che comprende anche i percorsi protetti casa-scuola”.
“È un esempio esportabile a tutta la Regione e un nuovo modo di pensare anche ai trasporti scolastici, con l'elaborazione di linee guida utili a tutte le province del Veneto - dichiara Masolo -. Nella fase di progettazione va coinvolta anche la Provincia, che è la proprietaria degli edifici scolastici.”
Come si conviene all'impostazione culturale di Europa Verde, una rivoluzione green del Centro Studi non va tuttavia imposta dall'alto, bensì deve essere il risultato “di un processo partecipativo che coinvolga tutti gli interessati: professori, studenti, genitori, residenti, realtà commerciali e amministrazione comunale”. “Immaginatevi quest'area - incalza Masolo - senza recinti e senza muretti, limitando l'asfalto, con più verde, più servizi, più sport. Un'area a beneficio di tutta la comunità.”
Già: perché il Campus scolastico, in realtà, svolgerebbe anche l'innovativo ruolo di Campus cittadino, fruibile dalla popolazione “non scolastica” soprattutto quando non c'è scuola, nei fine settimana e nei mesi estivi. “Un'area frequentata è anche un'area sicura - prosegue il candidato -. La frequentazione è un grande deterrente agli atti vandalici”.
In tutto ciò vanno studiati “anche nuovi percorsi ciclopedonali e un parcheggio per biciclette dotato di pensilina”, assieme a “linee guida omogenee per il trasporto pubblico”. E per le attività commerciali che lamentassero un calo di affari a seguito del “nuovo assetto” del quartiere scolastico, l'amministrazione pubblica “può prevedere forme di incentivi economici”.
“Le linee guida da portare in Regione sono quelle per una pianificazione differente - dichiara Gaia Bollini -. Il passaggio fondamentale è la stessa codifica della partecipazione, che è uno strumento utilissimo se fatto correttamente. Deve esserci un percorso definito di incontri con professionalità specifiche, i facilitatori, per fare in modo che un luogo “appartenga” a una comunità, a un quartiere. Una comunità si appropria di quel luogo solo se ha preso parte al processo partecipativo che ha generato questa soluzione.”
“Il secondo passaggio importante - continua Bollini - è la fruizione del Campus anche fuori dall'orario scolastico. Il limite delle strutture scolastiche è quello di avere una vita semi-giornaliera, mentre un'area da utilizzare tutto il giorno è un punto di sfogo alla cittadinanza.”
“Il concetto di Campus - aggiunge la candidata - mi fa immaginare, per i ragazzi da fuori Bassano, un arrivo alla mattina in modo slow e la possibilità di rimanere tutto il giorno, nelle aule studio e negli spazi per l'attività sportiva. Ne trarrebbero beneficio anche le attività commerciali, tramite apposite convenzioni.” Un nuovo modo di “vivere” il Centro Studi che trova come elementi fondanti “la lungimiranza e l'intelligenza di utilizzare gli spazi e la capacità delle persone di ragionare insieme per l'utilizzo degli stessi”.
“Al di là delle elezioni e di come andranno a finire - concludono i due candidati di Europa Verde prima di dare spazio alle voci dei cittadini -, noi comunque ci impegneremo a portare avanti questo progetto. L'obiettivo è quello di arrivare a una bozza di fattibilità, un passo in più rispetto a quanto fatto tre anni fa.”
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