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Fratelli d’Itaser

L’assessore Campagnolo sulla richiesta di FdI di dotare di taser la Polizia Locale. “Hanno sbagliato bersaglio. Si rivolgano all’Unione Montana, fino al reintegro in Comune della Polizia Locale dal 1 gennaio, su cui Fratelli d’Italia era contrario”

Pubblicato il 04 set 2025
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L’assessore alla Sicurezza del Comune di Bassano del Grappa Alessandro Campagnolo si presenta in versione Pittarello, o Pittarosso: fate voi.
Si toglie infatti un sasso dalla scarpa.
Lo fa senza rimarcare toni polemici ma con una pacatamente ferma restituzione al mittente della richiesta ricevuta, non per motivi di merito - e cioè non per i contenuti della richiesta in sé - ma di metodo. La qual cosa, in un certo senso, fa ancora più effetto.

L’assessore alla Sicurezza Alessandro Campagnolo (foto Alessandro Tich)

La richiesta di cui all’oggetto è quella del coordinamento di Bassano del Grappa di Fratelli d’Italia, partito della maggioranza dell’amministrazione Finco, che ha invitato l’amministrazione stessa - e nella fattispecie proprio l’assessore alla Sicurezza Alessandro Campagnolo - a dotare “con urgenza” di taser la Polizia Locale, come deterrente al “preoccupante aumento di episodi di violenza, risse e aggressioni che minano la serenità della nostra comunità”.
Una proposta avanzata tramite un comunicato stampa trasmesso alle redazioni dal coordinatore comunale di FdI Bassano Nicola Giangregorio e dal referente provinciale FdI per la Sicurezza Domenico Merlo, e riportata nel nostro articolo di ieri “Raggio taser”.
“Hanno sbagliato bersaglio”, replica Campagnolo.
E questo perché fino al prossimo 31 dicembre la Polizia Locale rientra nell’organico dell’Unione Montana del Bassanese e fino a quel termine tutte le decisioni che la riguardano competono alla giunta dell’ente sovracomunale.
Dopodiché, dal 1 gennaio 2026, le danze cambieranno: gli agenti saranno reintegrati nell’organico del Comune di Bassano del Grappa medesimo.
È quanto ha deciso il consiglio comunale di Bassano nella famosa seduta dello scorso 27 marzo, nella quale però il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia aveva espresso la sua posizione contraria alla delibera di recesso della Polizia Locale dall’Unione Montana.
Fatta eccezione per il consigliere FdI Gianluca Pietrosante, che è stato anzi il più attivo sostenitore del divorzio della PL dall’Unione, e per il presidente FdI del consiglio comunale Stefano Monegato che alla fine si è pilatescamente, ma strategicamente visto il ruolo ricoperto, astenuto.
Pochi giorni prima il coordinamento bassanese di Fratelli d’Italia aveva organizzato una tavola rotonda sull’uscita della Polizia Locale dall’Unione Montana, nella quale erano sorti dubbi riguardo a diversi aspetti della questione - dalle dotazioni di servizio alla parte economica per gli agenti - su cui, come aveva dichiarato all’epoca il coordinatore Nicola Giangregorio, “non sono state date delle risposte”.
E queste cose del recente passato dei Fratelli d’Itaser, a quanto pare, Campagnolo se l’è legate al dito.

Assessore Campagnolo, rispetto a questa richiesta di Fratelli d’Italia di dotare la Polizia Locale di taser, cosa dice?
Dico che apprezzo molto la richiesta, che potrebbe anche essere interessante come sollecitazione in cui ci chiamano a un’urgente valutazione. Ma una cosa non posso nascondere, ed è quella che c’è un errore di bersaglio.

Cioè?
Nel senso che non devono chiederlo a me, come assessore del Comune di Bassano. Devono chiederlo alla giunta dell’Unione Montana, di cui fa parte la Polizia dell’Unione Montana fino al 31 dicembre 2025. La giunta dell’Unione Montana in cui peraltro abbiamo notato che c’è stata una forte opposizione alla reinternalizzazione della Polizia Locale nel Comune di Bassano.

E Fratelli d’Italia?
Anche Fratelli d’Italia ha espresso la sua contrarietà, certo, ma anche l’Unione Montana non era assolutamente di questo parere. Comunque sia, è chiaro che dal 1 gennaio 2026 questa valutazione sul taser sarà una delle nostre priorità. Non voglio dire quale sarà l’esito di questa valutazione perché io intendo confrontarmi con le autorità di pubblica sicurezza di Bassano e col questore di Vicenza, prima di presentare in giunta questa esigenza. Non si può fare diversamente, nella mia serietà professionale.

Lei dice che è stato sollecitato da chi in realtà le ha messo i bastoni tra le ruote per il reintegro della Polizia Locale nell’organico del Comune...
Questo è chiaro. Se la memoria non ci inganna, una certa parte di Fratelli d’Italia era fortemente in opposizione alla mia diretta strategia di reintegrare la Polizia Locale quanto prima. E sto aspettando da mesi che questo reintegro diventi definitivo dal 1 gennaio. Nel frattempo, io sto cercando di interagire al meglio con la Polizia dell’Unione Montana per cercare di dare alcune risposte urgenti qui a Bassano sui fatti che ci stanno interessando ormai quotidianamente.

La richiesta che lei ha ricevuto parla di “urgenza”. Ma quanto la parola “urgenza” si concilia con una questione delicata come quella del taser?
Giusta domanda. L’urgenza, in questi casi, deve fare subito i conti con l’esigenza di trovare il personale da formare, che ha bisogno di mesi per la formazione. Il personale che usa il taser deve essere sempre supportato da un collega. Quindi, un taser e due colleghi che portano l’esigenza del taser sul territorio. Non è che si provvede a far uscire un agente della Polizia Locale con taser al seguito e lo usa al bisogno. Ci deve essere sempre un equipaggio di due persone, formato adeguatamente allo stesso modo per l’uso del taser.

Ma formato in base a cosa? A leggi o anche a regolamenti comunali?
Non esistono regolamenti comunali. Esistono richieste da fare al questore di Vicenza e al prefetto, per dotare il personale di taser dopo un’adeguata formazione che prevede equipaggi di due poliziotti, o di due carabinieri, o di due agenti di Polizia Locale formati adeguatamente all’uso del taser e alle sue eventuali conseguenze.

Quindi, in definitiva, a Giangregorio e a Merlo cosa risponde?
Rispondo che ringrazio della sensibilità nell’orientare le valutazioni, ma che hanno sbagliato l’obiettivo. Io non sono il loro principale interlocutore. Il loro principale interlocutore è la giunta dell’Unione Montana.

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