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Società per Azione
Anche Bassano del Grappa in Azione interviene sul caso politico del momento. “A una settimana dalle dimissioni del vicesindaco Roberto Marin l’inquietudine dei bassanesi è manifesta”
Pubblicato il 13 set 2022
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Aggiungi un posto a tavola. Anche Bassano del Grappa in Azione, la rappresentanza cittadina del partito di Carlo Calenda, interviene sulle dimissioni del sindaco di Bassano del Grappa Roberto Marin.
Lo fa con un comunicato stampa inviato oggi dal referente del gruppo Simone Cavallin.
L’intervento, come scrive lo stesso Cavallin nell’email trasmessa in redazione, si propone quale contributo di riflessione sul “Marinmoto” come ho definito in un mio titolo l’uscita di scena dalla giunta comunale dell’esponente di punta della civica Impegno per Bassano.
L'ex vicesindaco Roberto Marin (archivio Bassanonet)
Il caso Marin offre lo spunto ai calendisti (o azionisti che dir si voglia) bassanesi per ribadire la loro posizione sulle questioni generali dell’attualità amministrativa cittadina, come dal testo che segue:
COMUNICATO
È obiettivamente impossibile, in questi giorni di campagna elettorale, incontrare i bassanesi e parlare loro di programmi e proposte per il Paese.
Impossibile perché da una settimana, dalle dimissioni del Vicesindaco Roberto Marin dello scorso 5 settembre, l'inquietudine dei bassanesi è manifesta: “Politiche a parte - è l’esordio - ma cosa succederà adesso a Bassano?” ovvero “Che ne sarà di Bassano?” (che è la conclusione a cui molti arrivano anche ragionando sul piano nazionale: “Che ne sarà dell’Italia senza Draghi?”)
Certo, in taluni casi la domanda nasconde un gretto voyeurismo politico (della serie: “Come ne uscirà la civica Impegno per Bassano, che ancora non ha detto nulla?”; “Che fine farà l’Amministrazione Pavan senza il suo tecnico più competente?”), ma anche da un legittimo timore: Marin lascia le politiche del bilancio comunale, dalla pianificazione finanziaria al patrimonio, dalle Società partecipate alla semplificazione amministrativa, ai Fondi Europei e lascia questi referati nella stagione in cui “maturano” i bandi del PNRR.
È naturalmente a questa seconda sfumatura della domanda che ci interessa dare profondità. Non risposta, certo, ma profondità: Cosa succederà adesso a Bassano?
Nei fatti (cioè nelle intenzioni dell’Amministrazione guidata da Elena Pavan) non succederà proprio niente: avanti come se niente fosse, anzi ranghi ancor più serrati e via. Purtroppo questo mette ancora più in evidenza ciò che lamentava Marin quando parla di divergenze di modalità, priorità e strategia, ovvero la mancata costruzione di un “confronto costruttivo con la città”. E, a sua volta, questo apre due questioni, care al modo di fare politica di Azione: i temi e il concetto di politica come “arte della buona amministrazione”.
Marin dice che non sono stati toccati alcuni “nodi cittadini storici mai risolti” e cita il Piano MAR, la viabilità, il polo museale e il leasing del Genius Center, ma anche la casa di riposo Villa Serena, il teatro Astra. Non solo. Il secondo grande elemento di distanza tra Marin e il resto della maggioranza sarebbe la politica territoriale, ovvero il ruolo della Città nel territorio che, proprio dalla Città prende il nome: il bassanese...
Le due questioni toccano Azione da vicino. Fin dal suo costituirsi, Bassano in Azione ha voluto essere un luogo di mobilitazione, un aggregatore di competenze, conoscenze, esperienze, storie, perché le idee sono il prodotto della politica, solo quando incontrano la capacità di realizzarle. Per questo (sul progetto di urbanizzazione di San Lazzaro, ad esempio) Azione ha aperto una riflessione sul processo di decisione, per una pianificazione non ideologizzata, ma realmente integrata e partecipata.
L’altra questione è l’apertura di Bassano al territorio. E qui Azione è concorde con Marin fin dalla scelta di porta Dieda come luogo di nascita. Quando Azione è nata, ha voluto celebrare la sua “presentazione ufficiale” sotto un simbolo di apertura, sia fisica (dentro e fuori Bassano) sia storica (basta guardarla, porta Dieda, per capire chi siamo e da dove veniamo).
Insomma, ad una settimana dalle dimissioni di Roberto Marin dalla carica di Vicesindaco, ancora i cittadini di Bassano restano inquieti e smarriti e vedono le elezioni politiche scomparire su uno sfondo cupo e indistinto.
La soluzione, per Bassano in Azione, invece sta proprio nel collocare quello che succede in Città su questo sfondo: competenza o populismo? condivisione o decisionismo?
Quello che ci insegna l’avventura politica di Marin dentro (e ora fuori) dall’Amministrazione Pavan è che, anche a Bassano, la via liberale e riformista va interpretata con scarsissima inclinazione verso il compromesso al ribasso. Quindi, come ha fatto Marin nel corso di questi tre anni, si può lavorare con massimo senso di responsabilità istituzionale, ma serve - e questo deve essere lezione anche per il futuro - avere ben chiaro che l’adesione a qualsivoglia maggioranza di governo deve avvenire solo in presenza di una solidissima piattaforma programmatica.
Le “ammucchiate”, nella sostanza, servono a ben poco e fanno una brutta fine persino quando a gestirle è uno come Roberto Marin.
Bassano del Grappa in Azione
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