Connessioni contemporanee
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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 29-08-2025
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Ritorno oggi ad occuparmi di Astrodonazzan, l’europarlamentare nominata relatrice dello Space Act, la prima legge spaziale europea.
Perché, Houston, abbiamo un problema: si chiama pianeta Terra, con le sue guerre in corso e in particolare la tragedia di Gaza.
E proprio su Gaza l’eurodeputata meloniana, che ormai da lunghi anni ci ha abituato a fare notizia con dichiarazioni ad effetto, ha dato il meglio (oppure il peggio, a seconda dei punti di vista) di sé stessa.
Elena Donazzan: “Qualcuno sta cercando di ritagliarsi una visibilità, che altrimenti non avrebbe, grazie a me”
Intervenendo in aula all’Europarlamento lo scorso 17 giugno sulla situazione in Medio Oriente, l’eletta in Europa ha pronunciato infatti, riguardo a Gaza, le seguenti testuali parole:
“Israele ha il coraggio di fare quello che l’Europa non ha il coraggio di fare. Israele ha il coraggio di dire chi è il colpevole e di sapere che dietro quel terrorismo di Hamas c’è l’Iran. Ha il coraggio di dire che questo terrorismo è quello che commuove l’Europa e le anime fragili, quando vedono dei bambini. Ma quei bambini sono figli di quei terroristi che vengono usati da loro come scudi umani.”
Apriti cielo. O se preferite, visto l’incarico dell’Elena da Pove di relatrice della legge spaziale dell’UE, apriti spazio.
Le dichiarazioni della Donazzan, inevitabilmente, hanno avuto l’effetto detonante di una fuga di Gaz.
“Elena Donazzan e l’arte di superare ogni limite: dalle frasi transfobiche alla giustificazione del genocidio”, “Bambini uccisi a Gaza? L’eurodeputata FdI Donazzan in Aula li definisce come ‘figli di terroristi usati come scudi umani’”, “Bimbi di Gaza “scudi umani figli di terroristi”. Bufera su Donazzan”.
Sono solo alcuni titoli di quotidiani online dedicati all’intervento della pasionaria di destra al Parlamento Europeo.
Ed ecco che, lo scorso 13 agosto, il “Comitato Fratelli al-Najjar - Giustizia in Palestina e in Italia” ha depositato presso la Procura della Repubblica di Vicenza una denuncia per crimini d’odio contro l’eurodeputata di Fratelli d’Italia.
È proprio il caso di dire “Fratelli coltelli”.
Come informa un comunicato diffuso al riguardo, “il Comitato, costituito da circa 100 cittadini italiani e palestinesi, è assistito dall’avvocato Silvia Cavallo nell’azione legale nei confronti di Elena Donazzan per le aberranti frasi pronunciate il 17 giugno in un suo intervento al Parlamento Europeo sulla situazione in Medio Oriente”.
Alla denuncia si è unita anche la storica Associazione Amicizia Sardegna Palestina.
“Donazzan - sottolinea il Comitato - ha definito i figli dei palestinesi come figli di terroristi, e ha affermato che le azioni di Israele sono coraggiose. Per queste ragioni abbiamo deciso di denunciarla, troviamo inammissibile che una figura istituzionale possa diffondere liberamente odio e giustificare un genocidio in corso.”
A proposito: chi erano i fratelli al-Najjar?
Ce lo spiegano gli stessi estensori del comunicato:
“Il Comitato è intitolato alla memoria dei nove figli (tra i 12 anni e i sei mesi) della dottoressa Alaa e del dottor Hamdi al-Najjar - martire una settimana dopo per le conseguenze delle ferite riportate nell’attacco della sua casa - assassinati a Khan Younis dalla ferocia israeliana il 23 maggio 2025.”
Ergo “i fratelli al-Najjar sono l’emblema delle decine di migliaia di bambini massacrati, mutilati, feriti nei bombardamenti o uccisi per fame in questo infame genocidio compiuto da Israele con la complicità dei governi occidentali”.
“Elena Donazzan - dichiarano i promotori della denuncia - porta avanti la propaganda di Israele che giustifica il bombardamento degli ospedali e l’uccisione dei bambini. Per questa ragione ci sembrava doveroso dedicare la nostra attività di contrasto legale del genocidio alla famiglia al-Najjar.”
“Chi diffonde odio non può continuare senza incorrere nelle conseguenze previste dalla legge - afferma nella nota il coordinatore del Comitato, Matteo Uzzau -. Chi vuole aderire alla denuncia può ancora partecipare all’integrazione.”
L’esposto-denuncia contro Donazzan è stato depositato in Procura a Vicenza prima di Ferragosto, ma è verso fine mese che la notizia ha cominciato a fare il giro effettivo delle redazioni.
“Complice” anche un comunicato stampa che ha fatto da cassa di risonanza all’iniziativa legale del Comitato, diffuso il 27 agosto dal consigliere regionale bassanese di Alleanza Verdi e Sinistra Renzo Masolo e intitolato “Denuncia per crimini d’odio contro Elena Donazzan. Serve una risposta istituzionale chiara, restiamo umani”.
Secondo Masolo, quello dell’eurodeputata FdI è “un linguaggio che non solo disumanizza un intero popolo, ma contribuisce a giustificare massacri di civili, ospedali bombardati e l’uccisione di migliaia di bambini”.
“Non possiamo accettare che una rappresentante istituzionale trasformi la propaganda di guerra in legittimazione dell’odio - prosegue la nota del consigliere regionale -. Le istituzioni devono prendere posizione: chi diffonde parole che alimentano discriminazione e violenza non rappresenta i cittadini, ma una narrazione che calpesta i diritti umani e il diritto internazionale.”
“Per questo - continua il comunicato dell’esponente AVS - ribadisco l’invito ai consiglieri del Veneto ad approvare le mozioni presentate dalle minoranze, che chiedono di portare aiuti e accoglienza alla popolazione palestinese.”
“È così che si risponde alla disumanizzazione: costruendo solidarietà, garantendo protezione, scegliendo la via dell’umanità - ha concluso Masolo -. Oggi più che mai, davanti all’odio, serve una presa di posizione netta: restiamo umani.”
Intanto ieri nel tardo pomeriggio, in merito all’esposto presentato in Procura dai cosiddetti pro-Pal, è finalmente intervenuta anche la diretta interessata, sempre tramite un comunicato stampa trasmesso a Bassanonet e al resto del mondo.
“Qualcuno - afferma Elena Donazzan - sta semplicemente cercando di ritagliarsi una visibilità, che altrimenti non avrebbe, grazie a me. Non mi stupisce.”
L’eurodeputata “sottolinea come le sue dichiarazioni siano state strumentalizzate e rivendica i valori della propria cultura”.
“Io sono figlia di una civiltà che ha sempre difeso bambini, donne e anziani - sono le sue parole -. Una civiltà che viene da lontano e che, nella Prima guerra mondiale, anche nella mia terra veneta ma non solo, ha visto i nostri predecessori salvaguardare il più possibile bambini, donne e anziani, allontanandoli dalla linea del fronte e dai luoghi dello scontro bellico.”
L’esponente FdI evidenzia inoltre “un fatto che considera oggettivo”:
“Oggi a Gaza c’è chi usa i bambini come scudi umani. E non lo dico io: bensì, fra gli altri, Byad al-Bustanji, che ha sempre elogiato l’idea di ‘martiri bambini’ palestinesi e il martirio dei musulmani per la Palestina. In un’intervista televisiva ad Al-Aqsa, messa in onda qualche tempo fa, rivelava di aver portato la figlia a Gaza affinché imparasse a educare i suoi bambini al jihad e al martirio. Un personaggio vicino agli ambienti del fondamentalismo islamico nel nostro Paese e nei confronti dei quali una certa sinistra ha sempre avuto un atteggiamento ambiguo.”
“Ognuno risponda alla propria coscienza - conclude Elena Donazzan -. Io, francamente, non ho nulla da temere.”
Pronto, Houston? Houston, mi sentite?