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Marco Polo

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“Grazie alla società per l’appoggio”

Ezio Glerean: “Nei momenti difficili mi è sempre stata vicina. Il mio obiettivo è portare in alto il Bassano, poi smetto”. Sulla gara: “Andava chiusa prima ma siamo in progresso”.

Pubblicato il 14 ott 2008
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Finalmente il Bassano si è sbloccato e, di fronte al proprio pubblico, ha sfoderato una prestazione all’altezza delle aspettative di inizio stagione. Ezio Glerean ne prende atto anche se punta il dito contro le troppe occasioni sciupate che hanno mantenuto in bilico il risultato fino alla fine: -“ Oggi siamo stati bravi anche se vorrei veder salire la percentuale di realizzazioni – auspica il timoniere Virtus – perché, contro un pur ottimo avversario come la Carrarese, abbiamo sbagliato troppo sottoporta. Questa era una partita che andava chiusa prima, poi potevamo rischiare perché non siamo ancora nelle condizioni di tenere i ritmi molto alti per tutti i novanta minuti. Faccio presente che Fabiano e De Simone stanno trovando solo ora la miglior condizione mentre altri hanno giocato anche mercoledì in coppa con il Venezia. È lì che va ricercato il perché del calo di rendimento nella seconda frazione di gioco. A quel punto abbiamo preferito aspettare l’avversario per sfruttare la velocità di Turetta e Berrettoni nelle ripartenze riuscendoci abbastanza bene”.
In una prova contraddistinta dall’ottimo gioco di squadra, sono emerse alcune liete sorprese. Il riferimento è, in particolare, a Rondon e Fabiano: -“Io direi che oggi ha vinto il Bassano nella sua interezza, dai giocatori partiti dall’inizio fino a quelli che sono rimasti seduti con me in panchina per tutta la partita. Lo spirito – rimarca il tecnico – era quello di una squadra che voleva portare a casa i tre punti ad ogni costo con un intento di comunione importante. Quando in un team composto di persone si perde l’armonia e saltano gli equilibri, è essenziale ricrearli con il lavoro comune, la serietà, stando vicini e mettendoci la voglia di andare oltre. Poi, si sa, nel calcio contano molto gli episodi ma se non si segue questa strada difficilmente si ottengono i risultati”.
I problemi riscontrati fin qui in campionato sono imputabili a diversi fattori. La preparazione fisica appare uno degli elementi maggiormente sotto accusa ma il tecnico individua anche un’altra ragione: -“ Le cause sono molteplici – spiega Glerean – e una che non viene quasi mai sottolineata è la differenza tra l’organico di questa e della scorsa stagione. I numerosi infortuni che abbiamo patito finora hanno tolto di mezzo giocatori che sono molto importanti per noi. Lo scorso anno avevamo in rosa gente con più di esperienza , come lo stesso Nichele, che su questo piano dava un contributo importante. D’altronde adeguarsi ai nuovi regolamenti, sul numero massimo di over21, imposti dalla Lega, ha comportato una penalizzazione nei confronti dei team, come il nostro, che dovevano partire per vincere”. La graduatoria, dopo l’ultimo turno, è decisamente migliorata ma resta tuttavia distante da quella auspicata da società, tifoseria e squadra stessa: -“Non dobbiamo assolutamente guardare la classifica – asserisce l’allenatore bassanese – ma concentrarci gara per gara. Il pubblico oggi ci è stato vicino e noi tutti l’abbiamo apprezzato molto. Io so cos’ho in mano, conosco i margini di miglioramento di questa squadra ma nel calcio non bisogna dare proprio niente per scontato. Posso, però, assicurare che gli stimoli di tutti sono grandissimi. Personalmente, il più grande obiettivo professionale è portare il Bassano più in alto possibile, poi posso anche smettere di allenare”.

Ezio Glerean, 52 anni, crede ciecamente nel progetto Virtus (foto Andrea Martinello)


L’ultimo pensiero dello skipper giallorosso è per la società che, a suo dire, ha assunto una posizione e un comportamento esemplare nel periodo più buio della sua gestione: -“ In queste settimane di difficoltà che ho avuto – riconosce Glerean – è stato importantissimo l’appoggio che la società non ha mai fatto mancare a me, personalmente, come alla squadra. Ho riscontrato molta comprensione riguardo al lavoro che abbiamo portato avanti fino adesso, è stato riconosciuto che, nonostante i risultati non fossero quelli previsti, si stava lavorando con grande serietà. Mi hanno messo nella condizione di svolgere la mia attività nel migliore dei modi e per questo voglio ringraziarla pubblicamente. L’idea che mi sono fatto è che, probabilmente, c’era un passaggio necessario, di squadra e società, che bisognava fare per completarsi e diventare più bravi dopo. Non è detto, quindi, che lo stop dello scorso anno non ci dia dei vantaggi quest’anno o negli anni futuri. L’importante è far tesoro degli errori del passato.

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