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Marco Polo

Marco Polo
Giornalista
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Calcio

Il Bassano rinasce come l’araba fenice

Prima parte di gara dominata sotto molti punti di vista e un finale combattuto e sofferto. Un gol di Fabiano decide la sfida con la vice capolista Carrarese.

Pubblicato il 13 ott 2008
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Se a inizio stagione qualcuno avesse detto che il Bassano avrebbe necessitato di ben quattro partite per espugnare il “Mercante” beh, probabilmente più di qualcuno avrebbe sorriso. Invece è andata proprio così. Il Soccer Team cerca di mettersi alle spalle il periodo nero battendo uno a zero una delle formazioni più forti del torneo: la Carrarese di mister Firicano. Bella prestazione, un deciso passo in avanti nella ricerca della miglior condizione psicofisica e una scossa ad una classifica fin qui troppo deficitaria. Calorosa la risposta del pubblico giallorosso.

Compattezza e pericolosità. La sfida entra subito nel vivo, le due rivali offrono un calcio piacevole con azioni in velocità da una parte e dall’altra. L’approccio all’incontro dei padroni di casa è molto propositivo e ciò desta un senso ottimismo tra il pubblico di fede giallorossa. Che sia, finalmente, un atteggiamento vincente si può costatare contando il numero di palle gol create nei primi dieci minuti: prima due volte Rondon poi un colpo di testa di Basso fanno prendere un bello spavento alla retroguardia ospite. Il Bassano odierno ha il piglio della grande squadra, prende il toro, alias la Carrarese, per le corna e conduce le danze a suo piacimento. La fase offensiva è ben supportata, gli attacchi sono portati con coscienza, accelerando al momento opportuno ma senza la frenesia che in casi come questi risulta essere il peggior nemico. Le punte, Berrettoni, Fabiano e Rondon, fanno un grande lavoro: sono molto mobili e ciò permette ai compagni di avere costantemente uno sbocco alla manovra e, sebbene non molto prestanti fisicamente, iniziano il pressing battendosi come leoni per disturbare l'inizio del gioco da parte degli avversari. La Carrarese si limita ad aspettare e a contenere le sfuriate giallorosse per poi cercare di ripartire con fulminei contropiedi che creano qualche apprensione alla formazione guidata da Ezio Glerean confermando, se fosse necessario, la qualità di una squadra che occupa la seconda posizione in classifica. La difesa virtussina, a differenza delle ultime uscite è, però, molto attenta e sicura non si fa mai sorprendere dalle avanzate dei gialloblù. Al 35° un fallaccio da dietro su Stefano Favret costringe il centrocampista di Conegliano ad abbandonare il terreno di gioco. Ezio Glerean è costretto a intervenire e inserisce Ale Beccia sull’out difensivo sinistro con conseguente doppio dirottamento di Ghosheh nel cuore della difesa, con Pavesi, e di Mazzoleni a completare il terzetto di centrocampo con Staiti e De Simone. Per veder sancita la superiorità territoriale e di gioco bisogna attendere fino al 42° minuto: Rondon entra in area va sul fondo coprendo bene la sfera e subisce l’intervento irregolare di Sicignano. L’arbitro, fra l’incredulità generale e le veementi proteste provenienti dagli spalti lascia proseguire. Il meritatissimo vantaggio è, però, rinviato solo di qualche secondo: Berrettoni riconquista con caparbietà il pallone, salta il diretto avversario e mette un rasoterra sul quale si fionda l’ottimo Fabiano che di punta mette la sfera alle spalle di un incolpevole Dessena.

I giocatori del Bassano hanno un buon motivo di festeggiare il gol di Fabiano. Sarà la rete decisiva. (foto Andrea Martinello)


Spirito di sacrificio e liberazione. Al ritorno in campo i ritmi sono più contenuti, si lotta alacremente in mezzo al campo ma il Bassano si fa comunque preferire per una maggior pericolosità in fase offensiva anche grazie alla verve di un mai domo Gianni Fabiano. Al 52° Berrettoni va vicino al raddoppio sfruttando un assist al bacio di Rondon ma è bravo il portiere ospite a neutralizzare. La Carrarese, vista la difficoltà a sfondare per vie centrali, dove Staiti, De Simone e Mazzoleni fanno un grandissimo filtro, tenta di allargare il gioco per sfruttare le fasce laterali alla ricerca del cross per la testa del bomber Micchi. La quantità industriale di traversoni che giungono in area bassanese, però, non producono grosse apprensioni anche per la grande sicurezza nelle uscite in presa alta di Vincenzo Grillo, a nostro avviso il miglior portiere visto negli ultimi anni ai piedi del Grappa. Man mano che passano i minuti la formazione di Bassano del Grappa abbassa il baricentro consentendo alla squadra toscana di farsi vedere con più insistenza dalle parti dell’area giallorossa. Glerean cerca di dare il “buon esempio” per evitare che il suo team si schiacci troppo inserendo, al 62°, Lorenzini per un esausto Rondon. La mossa sembra sortire i suoi effetti, il Bassano si rende pericolosissimo due minuti più tardi con una colossale occasione: Gianni Fabiano si catapulta su un pallone filtrate servitogli da Staiti, scocca una saetta ad incrociare sul secondo palo che il portiere respinge con la punta del piede compiendo un vero e proprio miracolo. La gara si fa sempre più tesa e, per certi versi, cattiva. Nel Bassano il calo fisico è vistoso, soprattutto in quei giocatori che per diversi motivi difettano in tenuta atletica, De Simone e Fabiano su tutti. Il timore che aleggia, non troppo velatamente, tra i giallorossi in campo, come tra quelli in tribuna, è di subire un beffardo pareggio a pochi metri dal traguardo ossia la tanto sospirata vittoria scaccia crisi. Il momento è delicato, tocca al tecnico giallorosso intervenire con il solo cambio rimastogli a disposizione dopo la sostituzione obbligata di Favret nel primo tempo. L’intervento di Glerean, al 76°, premia Mattia Turetta, inserito per De Simone, e disponendo i suoi ragazzi con il 4-4-2. Il centrocampo si schiera con il neo entrato e Fabiano larghi con Staiti e Mazzoleni in mezzo. La Carrarese continua a gestire il gioco ma le occasioni più pericolose sono ancora di marca veneta: grida vendetta, al 80°, l’opportunità d’oro sprecata da Berrettoni, lanciato a tu per tu con Dessena fallisce non angolando il tiro a sufficienza, e Lorenzini che ostacola Turetta pronto a ribadire in rete a porta sguarnita. La risposta toscana è piuttosto flebile ma sufficiente a tener tutto il pubblico bassanese con il fiato sospeso per gli ultimi interminabili dieci minuti, ai quali vanno aggiunti i tre di recupero concessi dall’arbitro. Al fischio finale l’abbraccio tra i giocatori, in campo e in panchina, sommerso dagli applausi, sa tanto di liberazione attesa da tanto, troppo, tempo.

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