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“L'importante non è cadere, ma avere la forza di rialzarsi”
Incontro con l'on. Gianfranco Paglia, Medaglia d'Oro al Valor Militare e deputato di Fli, a Bassano per parlare di Forze Armate e missioni internazionali
Pubblicato il 20 nov 2010
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Per favore, non chiamatelo eroe. Perché se chiedete al maggiore Gianfranco Paglia che cosa lo ha spinto, il 2 luglio 1993, a rischiare la pelle per coprire il suo plotone di paracadutisti a Mogadiscio, nel sanguinoso agguato delle milizie somale costato la vita a tre soldati italiani, lui vi risponderà: “ho semplicemente fatto il mio dovere”.
Eppure quel drammatico episodio gli ha cambiato la vita, lo ha esposto al fuoco dei cecchini, gli ha procurato ferite gravissime, gli ha fatto perdere l'uso delle gambe, lo ha costretto su una sedia a rotelle e a otto ore al giorno di riabilitazione fisica.
Ma il soldato Paglia, in quel tragico frangente, aveva compiuto quello che riteneva giusto fare, senza mai pentirsene e dimostrando - come recita la motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare conferitagli dal Presidente della Repubblica - “un chiarissimo esempio di altruismo, coraggio, altissimo senso del dovere e saldezza d'animo”.
L'on. Gianfranco Paglia, Medaglia d'Oro al Valor Militare e deputato di Fli
Oggi Gianfranco Paglia è un deputato di Futuro e Libertà, alla sua prima legislatura, e divide la sua attività di parlamentare con un'instancabile missione personale in giro per l'Italia, che lo vede impegnato in prima linea non più in una operazione di pace ma nell'opera di divulgazione, testimonianza e informazione sui valori e sull'attività delle nostre Forze Armate impegnate nelle missioni internazionali nei punti caldi del pianeta.
Cosa che ha fatto anche questo pomeriggio a Bassano, all'Hotel Belvedere, nell'annunciato incontro pubblico promosso da Fli e da Generazione Italia, intervistato dal giornalista Giandomenico Cortese.
Prima dell'appuntamento, l'atteso ospite è stato accompagnato in un breve giro per la città, con tappe sul Ponte Vecchio e al gazebo di Fli in Piazza Libertà, affiancato - fra gli altri - dall'on. Giorgio Conte, dal coordinatore provinciale di GI Giorgio Aldighieri, dal coordinatore bassanese Stefano Giunta, dal responsabile di Cassola Salvatore Rizzello e dal consigliere comunale di Bassano Rodolfo Celestino.
Per il militare deputato, inevitabilmente, è stata anche una giornata di interviste. Compresa quella di bassanonet.
On. Paglia, nei suoi incontri con il pubblico che peso ha, rispetto ai messaggi sull'impegno delle nostre Forze Armate, la sua vicenda personale?
“La mia vicenda personale non conta, in Somalia ho solo fatto il mio dovere. Ciò che conta è mandare un messaggio sui nostri soldati, spiegare perché rischiano la vita, qual è il significato del loro operato. Rappresentano la patria, non c'entrano le ideologie politiche.
Quello che oggi spinge un giovane a mettere la divisa non sono i duemila euro in più che si ricevono in missione, ma sono gli ideali e i valori in cui ognuno di questi ragazzi crede.”
E quali sono questi valori?
“Lealtà, onore, rispetto.”
Oggi c'è ancora spazio per questi ideali?
“Per fortuna sì”.
Come si riflette la sua esperienza nella sua attività da parlamentare?
“Io sono me stesso anche da deputato. Il fatto di non avere una carriera politica alle spalle mi permette di dialogare con la maggioranza e con l'opposizione, con lo stesso rispetto, che per me è fondamentale. Il mio obiettivo è fare qualcosa per la mia Italia in giacca e cravatta, e non più in uniforme. Non dovessi riuscirci, tornerò a vestire la divisa.”
Al di là dei valori militari, cosa dire dunque ai ragazzi di fronte alle difficoltà della vita?
“I giovani devono credere in ciò che fanno, seguire i propri ideali e obiettivi, non fermarsi mai davanti alle difficoltà. Bisogna sempre ricordare che l'importante non è cadere, ma avere la forza di rialzarsi. E' questo il messaggio più importante.”
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