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Tribunale della Pedemontana, pressing su Roma: «Non più rinviabile»

Risoluzione in Consiglio Veneto per il presidio di Bassano. Ostellari: «In arrivo quasi 500 addetti»

Pubblicato il 05 mag 2026
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Non un semplice ritorno al passato, ma la nascita di un presidio giudiziario moderno per un’area che rivendica centralità.
È questo il senso della risoluzione n. 22, illustrata a Palazzo Ferro Fini dalla consigliera Morena Martini: un atto politico e istituzionale che impegna la Regione a farsi portavoce a Roma per l'immediata riattivazione del presidio di Bassano, ribattezzato "Tribunale della Pedemontana Veneta", completo di una propria Procura della Repubblica.
L’iniziativa punta a dare una spinta decisiva al disegno di legge n. 2646, già approvato dal Consiglio dei Ministri.

Un momento della conferenza stampa a Palazzo Ferro Fini a Venezia.

«È un’esigenza concreta per un’area strategica e ad altissima densità economica», ha spiegato Martini. Un appello condiviso dai sindaci di Bassano, Nicola Finco, e di Cittadella, Luca Pierobon, che chiedono di superare la logica dei tagli lineari del 2012: «I tempi della giustizia incidono direttamente sulla competitività di un bacino da 500 mila abitanti». A differenza dei tentativi passati, il progetto attuale poggia su un piano di rafforzamento organico.

Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, ha delineato numeri precisi: l’operazione per il Veneto prevede, entro il 2026, l’arrivo di 180 assistenti giudiziari e la stabilizzazione di 300 addetti all’ufficio per il processo.
«Non sottraiamo risorse ad altri, ma redistribuiamo il carico su una nuova circoscrizione – ha precisato Ostellari – investendo su strutture e personale magistrato e amministrativo».
Dalla Camera arrivano segnali di apertura, ma con un calendario serrato. Il presidente della Commissione Giustizia, Ciro Maschio, ha confermato l’impegno ad accelerare le audizioni per portare il provvedimento in Aula nella seconda metà del 2026. «Il quadro è delineato e non ci saranno margini per ulteriori aggiunte al pacchetto dei tribunali da ripristinare», ha avvertito Maschio, sottolineando come il presidio bassanese sia fondamentale anche per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata.

Netto il messaggio arrivato da Alessandro Bordignon (Confindustria Vicenza): «Le nostre imprese, che operano sui mercati internazionali, hanno bisogno di un tribunale stabile. È una questione di sopravvivenza economica».
Un concetto ribadito dall’avvocato Giulia Vigna del comitato per il Tribunale della Pedemontana, che ha chiesto di chiudere la fase politica entro l’anno: «Non chiamatelo “tribunalino”: è un presidio d’eccellenza a servizio dell’intero territorio veneto».

Il percorso legislativo è ormai tracciato, ma la Pedemontana non intende abbassare la guardia.
Ora l'attesa è tutta per il passaggio nelle Commissioni parlamentari: il verdetto definitivo sulla rinascita del tribunale bassanese sarà scritto dal calendario dell'Aula, con il 2026 come orizzonte ultimo per trasformare le promesse in realtà operativa.

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