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“Si può entrare solamente senza scarpe o con i calzari.”
Momento di panico. Fa caldo, i miei piedi hanno già lungamente camminato sotto il sole e in mezzo alle bancarelle del mercato e non so neppure se questa mattina ho indossato i calzini con imbarazzante buchetto all’altezza dell’alluce.
Sono a rischio di brutta figura (fortunatamente non sarà così), ma l’ambiente interno di Biosphera Genesis, il modulo abitativo supersostenibile parcheggiato in questi giorni davanti al Vecchio Ospedale di Bassano, non può essere contaminato da agenti esterni.
Foto Alessandro Tich
È mezzogiorno ed è l’ora fissata per la visita riservata alla stampa alla struttura che nel 2018 ha vinto l’Energy Globe Award come “edificio più sostenibile al mondo”.
Giornalisti e assessori comunali - Roberto Marin, rientrato dall’estero e Andrea Zonta - lasciano quindi le scarpe sulla strada, ai piedi del modulo. È giovedì di mercato e, in cuor mio, spero poi di ritrovarle. Per accedere nell’avveniristico locale scelgo l’opzione dei calzari, le classiche buste di plastica che avvolgono i piedi e che vengono gentilmente fornite dall’organizzazione.
Per fortuna siamo dentro un prototipo di bioedilizia del benessere e non nella camerata di una caserma: l’aria interna profuma infatti di essenze alpine. Come ci spiega l’ingegnere bassanese Claudio Azzolin, referente della Zilio Impianti Elettrici che è uno dei main partner di Biosphera Project, l’essenza è quella del cirmolo: il sempreverde il cui legno è ampiamente usato in Alto Adige per i suoi poteri antibatterici e per la sua capacità di favorire il sonno. Tutto, dentro il modulo abitativo, è soft. C’è pure Alexa, che con una voce da hot line ti dà il benvenuto “in Biosphera Genesis, vincitrice del premio…” eccetera eccetera.
Fuori il traffico di viale delle Fosse produce il consueto viavai di rumori molesti, ma osservando le macchine dalle finestre della casa del futuro non si sente nulla.
L’intero ambiente è insonorizzato, ovattato, improntato al relax.
Il modulo abitativo presente a Bassano riproduce il modello di una stanza d’albergo: è di dimensioni tali (3 x 13 metri) da poter essere trasportato in giro per l’Italia, ad un lato c’è un letto a parete che è ovviamente fragrante di cirmolo e sul lato opposto c’è pure il bagno con doccia, da cui si accede allo stanzino degli impianti che governa l’insieme delle avanzate prestazioni tecnologiche della dimora biosostenibile.
Ogni elemento di Biosphera Genesis è studiato per favorire il benessere psicofisico.
E per la conferenza stampa ci accomodiamo su dei bassi e morbidissimi pouf che rendono ancora più ergonomica l’esperienza di questo particolare viaggio al centro della Cosa.
È vero, lo confesso: la prima volta che ho scritto di questo contenitore comparso all’improvviso davanti a San Bonaventura, l'ho chiamato “la Cosa”, come il personaggio dei Fantastici Quattro. L’ho paragonato a un mega quarèo (mattone), a una scenografia dell’antica Roma, alla casa dei Flintstones e a un gigantesco trancio di baccalà alla vicentina.
I miei amici di Ponteveciogram hanno realizzato uno strepitoso meme in cui si rivela che è stato “svelato il mistero della strana struttura apparsa in viale delle Fosse” e che si tratta della “nuova sede di Philippe”, il re delle crêpes suzette che svolge la propria attività nel baracchino a fianco e che adesso “si proietta nel futuro con un modello di franchising eco-sostenibile”. Qualcuno invece, commentando lo spiritoso post, ha scritto che pensava che si trattasse di “bagni pubblici di ultima generazione”.
Tutto si potrà dire dell’oggetto stazionante non identificato, posizionato in questi giorni davanti al Vecchio Ospedale, ma non che non stimoli la curiosità e la fantasia.
Ora sappiamo invece che si tratta dell’attuale non plus ultra in fatto di ecosostenibilità domestica, che la sua esposizione è itinerante e che rappresenta il fiore all’occhiello del progetto di “bioedilizia avanzata per il benessere dell’uomo” Biosphera Project.
Fino a domenica prossima, Biosphera Genesis costituisce l’attrazione principale del programma bassanese dei B_HUB Days, la settimana che presenta e promuove il progetto del B_HUB o B_SITE - Monte Grappa. Vale a dire “la Cosa 2” che sarà realizzata sul modello costruttivo della Cosa 1 e che prenderà forma in Parco Ragazzi del ‘99 quale sede fisica di un “incubatore di progetti e di idee” sulla sostenibilità ambientale, primariamente rivolto ai giovani. Il tutto a seguito della nomina del Monte Grappa, col suo territorio circostante, a Riserva della Biosfera del programma MaB (Man and Biosphere) dell’UNESCO e della conseguente assegnazione a Bassano del Grappa come Comune capofila dei fondi del Bando Habitat di Fondazione Cariverona, rivolto ai progetti di valorizzazione e tutela del patrimonio naturale.
Oggi, giovedì 12 maggio, è la giornata dei B_HUB Days dedicata appunto alla presentazione alla stampa di Biosphera Genesis.
Ma quali sono le particolarità che rendono questo confortevole contenitore così speciale?
Ce le spiega l’ing. Claudio Azzolin e io cerco di riassumervele.
Innanzitutto è stato realizzato secondo il concetto del “design biofilico”, che prende a modello la natura e in quanto tale è stato pensato “tenendo conto delle caratteristiche per cui noi stiamo bene attraverso le percezioni dei cinque sensi”. Anche il pavimento, in canapa intrecciata, ripropone le superfici non regolari di madre natura.
Le lampade del modulo seguono il ciclo circadiano e cioè il ritmo della luce del sole, variando di colore e intensità a seconda della fascia oraria della giornata.
Lo stimolo olfattivo è accarezzato dalle essenze e tutte le proprietà dell’ambiente - temperatura, luminosità, isolamento acustico, ventilazione - sono concepite per favorire la “percezione neurologica”. Sono cioè costantemente regolate e calibrate in modo tale da non provocare mai fastidi o stress. Che meraviglia.
Il benessere climatico è garantito da un soffitto radiante ad infrarosso ed è collegato a una pompa di calore alimentata da batterie al sodio, e cioè al sale, riciclabili al 98%.
Potrei parlare ancora di altre cose: il tatto termico, il cappotto esterno, l’energia pulita prodotta che è dalle 4 alle 8 volte superiore a quella necessaria per far funzionare il modulo, ma mi fermo qui.
“Questa è un’ipotesi di campione - conferma l’assessore e vicesindaco Roberto Marin - perché stiamo valutando la realizzazione, su questo modello, di un “Hub per la sostenibilità” in Prato Ragazzi del ‘99, legato al progetto della Riserva della Biosfera.”
“Un punto di riferimento fisico - continua Marin - che esprima già di suo la vicinanza ai temi dell’ambiente, simile nella concezione e nell’utilizzo delle tecnologie che riducono l’impatto ambientale.”
È la famosa “Cosa 2”, prevista giù in Prato, che ospiterà la sede “sostenibile” di un laboratorio per studi e progetti per l’ambiente portati avanti da giovani under 35 e che sarà realizzata, nelle previsioni degli amministratori comunali, entro l’anno prossimo.
“Il progetto di Biosphera Project apre la porta ad un progetto di filiera - aggiunge l’assessore Andrea Zonta -. L’HUB di Bassano verrà cioè progettato e fatto da aziende del territorio.”
Ah, dimenticavo: il modulo delle meraviglie Biosphera Genesis è dotato anche di un sofisticato sistema di monitoraggio e filtrazione della qualità dell’aria interna, in grado di eliminare le polveri sottili portate da fuori. “L’aria che respiriamo qui dentro - spiega l’ing. Claudio Azzolin - riproduce la qualità dell’aria di montagna.”
Ma guarda un po’: senza neanche saperlo, mi trovo nella futuristica casa di Heidi.
Epilogo
Prima di uscire da Biosphera Genesis e di ritrovare le nostre scarpe, l’ingegner Azzolin chiama Alexa e ci fa sentire la suadente voce dell’assistente personale virtuale che ci dà il benvenuto nel modulo abitativo. È a questo punto che mi viene in mente di fare all’ingegnere la seguente, ovvia domanda: “Qui fate domotica, dunque?”.
“Certamente - mi risponde, parlando anche a nome della sua azienda-, questo è il motivo per cui siamo qui.” E aggiunge, sorridendo: “Non facciamo solamente crêpes suzette.”
Risposta strepitosa. Dal modulo Philippe è tutto, a voi la linea.
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