Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
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«Ora Basta!» Il sindaco Finco blinda il centro

Nuova ordinanza per il decoro: vetrine pulite, dissuasori contro i colombi e obbligo della bottiglietta d'acqua per i cani

Pubblicato il 03 apr 2026
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Non è solo un pacchetto di regole, ma un cambio di passo netto. Bassano del Grappa, perla d’arte tra le più ammirate d’Italia e candidata a Capitale Italiana della Cultura 2029, alza lo scudo contro il degrado. Il sindaco Nicola Finco firma un’ordinanza che segna uno spartiacque: un intervento pensato per proteggere il cuore della città, motore economico e custode della sua identità.
«Non possiamo più permetterci leggerezze su temi che riguardano la salute pubblica e l’immagine urbana», sottolinea Finco. «Il centro è il nostro biglietto da visita: va rispettato e curato».
Il provvedimento si articola su tre direttrici, nate anche dalle segnalazioni di commercianti e residenti. L’obiettivo è chiaro: restituire ordine e decoro a uno spazio urbano che non può più essere lasciato all’incuria.

La conferenza stampa di oggi in Piazza Libertà.

Il primo fronte è quello degli immobili: manutenzione delle facciate e pulizia delle vetrine, soprattutto nei negozi sfitti, per contrastare il senso di abbandono che colpisce i centri storici. Accanto a questo, l’amministrazione richiama i cittadini a una maggiore responsabilità sul problema dei colombi, chiedendo l’installazione di dissuasori su balconi e cornicioni, in continuità con gli interventi pubblici già avviati.
Il terzo punto riguarda la vita quotidiana: nuove regole per i proprietari di animali. Non solo la raccolta delle deiezioni solide, ma anche l’obbligo di lavaggio con acqua di quelle liquide, per garantire igiene e decoro in strade, portici e ingressi delle attività.
Uno dei passaggi più significativi riguarda le vetrine vuote, spesso lasciate in condizioni di incuria. L’ordinanza chiarisce che il decoro non è un dettaglio estetico, ma parte integrante dell’identità urbana.
«Il nostro centro storico è il salotto della città», spiega Finco. «La proprietà privata va rispettata, ma non può tradursi in abbandono. Il decoro è un dovere verso tutta la comunità». Un richiamo che si lega alla vocazione turistica di Bassano: in una città che ambisce a un riconoscimento culturale di primo piano, ogni segnale di trascuratezza diventa un punto debole.
Sul fronte dei colombi, l’amministrazione rivendica risultati già concreti: la popolazione sarebbe diminuita del 30% grazie alle politiche attuate sulla sterilizzazione dei volatili. Ma ora serve un passo in più.
«Abbiamo fatto la nostra parte — prosegue il sindaco — ora serve la collaborazione dei cittadini. Il guano non è solo un problema di pulizia, ma anche sanitario».
La linea è quella della corresponsabilità: la cura del singolo edificio diventa parte della tutela collettiva.
L’ordinanza interviene con decisione anche sulla gestione degli animali negli spazi pubblici, ribadendo obblighi spesso disattesi. «È un provvedimento contro l’inciviltà, non contro gli animali», chiarisce Finco. «Avere un cane significa assumersi delle responsabilità: il sacchetto è il minimo, ma serve anche la bottiglietta d’acqua per garantire il rispetto di chi vive e lavora in centro».
Una posizione che intercetta il malcontento di molti commercianti, stanchi di dover gestire ogni giorno situazioni di incuria davanti alle proprie attività.
L’approccio sarà inizialmente graduale: per il primo mese la polizia locale punterà su informazione e sensibilizzazione.
Lo conferma il comandante Ivano Berti: «Partiremo dal dialogo. Vogliamo far capire che piccoli comportamenti hanno un impatto collettivo enorme. L’obiettivo è cambiare abitudini».
Terminata questa fase, scatteranno controlli più rigidi e sanzioni.
Più che un semplice atto amministrativo, l’ordinanza assume così un valore politico e culturale: il decoro urbano torna al centro dell’agenda pubblica.
Perché, al di là delle regole e delle sanzioni va detto che una città non cambia per decreto, ma per consapevolezza.
E allora questa ordinanza è soprattutto una sfida: capire se Bassano è pronta a fare un passo in più, se cittadini, commercianti e istituzioni vogliono davvero stare dalla stessa parte.
Perché il decoro non è solo pulizia. È rispetto, è senso di appartenenza, è identità.
E forse il messaggio più forte è proprio questo: non basta chiedere una città migliore, bisogna iniziare a comportarsi come se lo fosse già.

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