Elvio Rotondo

Elvio Rotondo
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Bassanonet.it

Geopolitica

Il Cile alza un muro: Kast inaugura la stretta sull’immigrazione

Parte il progetto dello “scudo di confine”: trincee, recinzioni e sorveglianza militare lungo la frontiera nord

Pubblicato il 23 mar 2026
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La fortificazione dei confini sembra essere diventata il tema dominante dell’inizio di questo secolo. Esistono settantaquattro muri di confine in tutto il mondo, la maggior parte dei quali è stata eretta negli ultimi due decenni. Gran parte di queste barriere, in particolare quelle di recente costruzione, è progettata per prevenire l’immigrazione clandestina, sebbene non si sia dimostrata del tutto efficace a questo scopo.

Secondo il sito Migration Policy Institute, alla fine del 2021 il parlamento polacco aveva approvato la costruzione di una recinzione di filo spinato lungo il confine con la Bielorussia. Israele aveva completato un “muro di ferro” sotterraneo, dotato di sensori, al confine con Gaza. Nello stesso periodo, la Turchia aveva rinforzato il proprio muro di pietra al confine con l’Iran, mentre la Grecia aveva completato un muro d’acciaio di 40 chilometri lungo il confine con la Turchia e aveva pianificato di chiedere il sostegno dell’Unione Europea per aggiungere ulteriori tratti.

Photo: AP/Esteban Felix


Il confine meridionale degli Stati Uniti con il Messico si estende per circa 3.200 km, dall'Oceano Pacifico fino alla punta meridionale del Texas. La lunghezza complessiva tra muri e barriere è di 1000 chilometri. Anche il confine tra Marocco e Spagna rappresenta un punto critico: i circa 18,5 km che separano il Marocco dalle città autonome spagnole di Ceuta e Melilla costituiscono uno dei principali punti di ingresso per i migranti diretti in Spagna.
Oltre a questi casi, sono decine i Paesi in cui sono state costruite barriere di confine per contrastare soprattutto l'immigrazione clandestina, il narcotraffico e la criminalità organizzata.

In Cile, la settimana scorsa, il neopresidente non ha perso tempo: a soli cinque giorni dal suo insediamento, ha dato inizio ai lavori per la costruzione di una barriera di confine.
José Antonio Kast si è recato, il 16 marzo, sul cantiere lungo il confine settentrionale del Cile con il Perù, nei pressi alla città di confine di Arica, nel deserto di Atacama, per ispezionare i lavori, presentando l’opera come il primo passo verso il mantenimento della promessa elettorale di arginare l'immigrazione clandestina.

L'intervento è iniziato nei pressi del valico di Chacalluta, al confine con il Perù, e fa parte di un piano più ampio che interessa anche le regioni di Tarapacá e Antofagasta, inclusa la zona di Colchane, al confine con la Bolivia.

Il presidente aveva promesso lo "scudo di confine", misura che ha contribuito alla vittoria alle elezioni presidenziali di dicembre con il 58% dei voti.
Riprendendo la retorica della campagna elettorale, Kast ha affermato che il Cile è stato "violato dall'immigrazione clandestina, dal narcotraffico e dalla criminalità organizzata", aggiungendo di voler utilizzare i mezzi escavatori per "costruire un Cile sovrano".

Il Cile è uno dei Paesi più sicuri e stabili del Sud America, ma l'aumento dell'immigrazione e della criminalità organizzata ha destato preoccupazione tra i cittadini.
La popolazione straniera in Cile è aumentata vertiginosamente nell'ultimo decennio, passando da meno di 600.000 nel 2015 a oltre 1,5 milioni nel 2024, secondo i dati della Banca Mondiale.
Il governo stima che circa 336.000 di questi siano migranti irregolari, molti provenienti dal Venezuela.

La barriera sarà composta da trincee e recinzioni, pattugliate da personale militare. Il governo ha dichiarato che verranno installati anche sistemi di sorveglianza e altri ostacoli per scoraggiare gli attraversamenti.
Il confine del paese con il Perù si estende per circa 180 km e per altri 900 km con la Bolivia, sebbene il ministero dell'Interno abbia affermato che la barriera coprirà solo circa la metà di questa distanza.
Ma secondo il giornale sudamericano, MercoPress, la decisione di Kast arriva nonostante il calo degli ingressi irregolari fosse già in atto prima del suo insediamento. Nel 2025 sono state registrate 26.275 denunce di ingresso illegale alla frontiera, in calo rispetto alle 29.269 del 2024, confermando un trend decrescente rispetto al picco raggiunto nel 2021. Il calo riflette l'effetto combinato di controlli più rigorosi alle frontiere, coordinamento interagenzie e adeguamenti normativi introdotti a partire dal 2022.
Sebbene misure di controllo alle frontiere più severe rispondano a una richiesta diffusa in una parte dell'opinione pubblica cilena, i dati ufficiali mostrano che la pressione sui valichi di accessi non autorizzati si stava già attenuando prima del cambio di governo.
L'elezione di Kast segna la più brusca svolta a destra del paese dalla fine della dittatura militare nel 1990. Kast ha apertamente elogiato l'ex dittatore di destra cileno Augusto Pinochet.
Kast è anche un ammiratore di Trump e i due sembrano pronti ad allinearsi su diverse questioni, tra cui l'immigrazione clandestina.

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